martedì 21 marzo 2017

Cinque su Cinque #5

Quinto appuntamento, per la rubrica di piccole segnalazioni.
Ce ne sarebbero altrettante, quindi vedremo di ripeterci presto.

Sampha - Blood On me


Già produttore per molti nomi noti, Sampha classe 88, decide di entrare in scena con il proprio nome.
Sulla scia, certo, di certo soul moderno, se vogliamo chiamarlo così (da James Blake in giù) ma con un intimismo e sincerità che colpiscono.
Non un disco da grandi platee, ma alcuni punti di luce che meritano la menzione.

Brunori Sas - Lamezia Milano


Diversi artisti italiani hanno dato alle stampe il loro disco in questi mesi.
Molti raccontano l'oggi: Brunori riesce a farlo perfettamente e scrive il suo disco migliore.
Si muove su differenti tonalità, tra ironia e lucida visione ("l'uomo nero").
In Lamezia Milano scrive uno di quei brani che si potrebbero ballare in spiaggia (vabbè) senza accorgersi che l'autore sta descrivendo esattamente tu che balli in spiaggia senza osservare ciò che ti succede intorno.Con il terrore di una guerra Santa / e l'Occidente chiuso in una banca. / Io me ne vado /in settimana bianca, / bianca. / Con la metropoli che ancora incanta / e la provincia ferma agli anni / ottanta. / L'Italia sventola la bandiera bianca / e canta, e canta.

Le Luci della Centrale Elettrica - Coprifuoco
Vasco Brondi al quarto album azzecca tutto o quasi. Lui che era partito "con un disco dei vent'anni, di Ferrara" scrive ora il disco dei trent'anni, del mondo. Amplia lo spettro sonoro, africa, sud america, europa, oriente, descrive le sensazioni ed i profumi di un mondo oggi.
Un disco che chiama terra, ma si dovrebbe chiamare "muoversi", perchè racconta di migranti, passi, città straniere, movimenti in Italia stessa ("nel profondo veneto").
Il disco migliore e la nuova conferma della capacità, quasi insperata, di andare sempre avanti musicalmente e a livello di testi.
Sinkane - Passenger


In tutta sincerità, Sinkane io lo conosco perchè da qualche parte Lcd Soundsystem, anni ed anni fa, ne consigliò uno dei primi brani (Jeeper Creeper).
L'ho sempre tenuto un pò d'occhio, grazie a quel brano, pur consapevole che per il resto non aveva ancora sfoderato tutto il suo talento.
Eccoci arrivati: Life & Livin It è un gioellino di pop venato di quella Africa (Sudan) dove ha vissuto prima di approdare negli Stati Uniti.
Un disco che sa di già sentito, vero, ma distribuisce una purezza melodica, un senso del ritmo e non sbaglia un colpo.
Diciamolo: per andare al mare, la prossima estate, con il vento sulla faccia, questo è il disco.

Spoon - Do I Have to Talk To You


Bentornati, carissimi. Passati tre anni dal buon disco precedente, ecco Hot Thoughts.
Che non fa nulla di diverso dal continuare a promuovere questa splendida idea di pop-rock music, dalle melodie apparentemente semplici ed invece stratificate, instintive eppure ragionate.
Nulla di nuovo, ma fa sempre piacere.


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