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Visualizzazione dei post da 2017

[Live Report] Le Luci Della Centrale Elettrica + Colombre @ Ferrara Sotto le Stelle

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Felice da fare schifo.
E' una delle magliette al banchetto, una delle intuizioni letterarie di Vasco Brondi (qui a Ferrara è Vasco Brondi, in Italia è Le Luci della Centrale Elettrica) e chiude in quattro parole un concerto, una sera.
La domanda sta nella prospettiva: sta crescendo Vasco? Cosa è oggi?
Perchè per noi, per quelli del demo, per quelli delle date da lui citate in provincia di Ferrara, per quelli dei reading, dell'urgenza espressiva dei primi due album, per noi che "cosa racconteremo ai figli che non avremo", ora una figlia ce l'abbiamo.
E ora anche noi abbiamo passato i trent'anni.
Siamo ancora a vedere il Brondi, capace di evolversi, scrivere un disco meraviglioso chiamato Terra e che sa di viaggio, di migranti, di ballate, di sentimenti, di cinque continenti racchiusi in pochi brani.
E siamo a vederlo con la barba lunga, una maglietta, la chitarra spesso e volentieri appoggiata, una band dietro a suonare a lui a ballare e cantare sul palco.
Qu…

[Live Report] Sohn @ Anfiteatro del Venda

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Per prima cosa: l'Anfiteatro del Venda non è un anfiteatro.
Non è uno spazio. E' un'invenzione e ne stiamo parlando in positivo.
Vai verso Padova, svolti verso le terme euganee, poi ad un certo punto inizi ad arrampicarti per cinque o sei chilometri come fosse una gita di montagna, tornanti, curve secche, strada che speri sempre più di non incontrare una macchina in senso inverso.
Il navigatore però è sicuro di sè stesso.
Trovi un ragazzo che ti dice: svolta a sinistra, arriva in fondo, gira la macchina e parcheggia nel primo posto libero, così siamo già in fila per la discesa.
Scendi dalla macchina, 3 minuti a piedi dove realizzi di essere nel niente, tra le colline venete, le viti, i paesi con le luci in sottofondo in una serata fresca.
Poi una salita ripida, le luci come fosse un festival di una volta, una baracchina con vino, birra e panini e arrivi all'Anfiteatro: ovvero una conca naturale, il palco in basso, la gente seduta attorno dove vuole, il panorama sullo s…

[Live Report] Radiohead + James Blake + Junun

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Io avevo credo diciotto anni. O diciannove.
Forse il primo è giusto per la data di annuncio, il secondo per la sera stessa.
Ora ne ho trentadue, vivo in un altro posto, ho moglie e figlia.
Però non è cambiato così tanto: sono i Radiohead.
Ognuno di noi ha una o due band che tracciano l'esistenza, con cui sono cresciuti e di cui poi magari diventi meno "ansioso", all'annuncio di un disco o un tour rispetto a qualcos'altro, però poi ci sei.
Ci sei, perchè sono i Radiohead che per una serie di persone sono il simbolo: l'indipendenza, l'emozione, la grinta e la dolcezza, l'aticipità.
Per noi i Radiohead sono i Beatles per chi li ha visti all'epoca, con la consapevolezza che erano i Beatles.
Perchè sappiamo che loro sono grandi, immensi.
Certo, pensare che tanti anni fa la location era la mia Piazza Castello di Ferrara, piccola (e forse mai più piena di così) e ora è un enorme ippodromo, dicono pieno di cinquantamila persone.
Al di là dei numeri, merav…

Cinque su Cinque #5

Quinto appuntamento, per la rubrica di piccole segnalazioni.
Ce ne sarebbero altrettante, quindi vedremo di ripeterci presto.

Sampha - Blood On me


Già produttore per molti nomi noti, Sampha classe 88, decide di entrare in scena con il proprio nome.
Sulla scia, certo, di certo soul moderno, se vogliamo chiamarlo così (da James Blake in giù) ma con un intimismo e sincerità che colpiscono.
Non un disco da grandi platee, ma alcuni punti di luce che meritano la menzione.

Brunori Sas - Lamezia Milano


Diversi artisti italiani hanno dato alle stampe il loro disco in questi mesi.
Molti raccontano l'oggi: Brunori riesce a farlo perfettamente e scrive il suo disco migliore.
Si muove su differenti tonalità, tra ironia e lucida visione ("l'uomo nero").
In Lamezia Milano scrive uno di quei brani che si potrebbero ballare in spiaggia (vabbè) senza accorgersi che l'autore sta descrivendo esattamente tu che balli in spiaggia senza osservare ciò che ti succede intorno.Con il terrore…

Cinque su Cinque #4

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Inizia l'anno nuovo ed ecco che si muovono molti big: l'anno che arriva è pieno di ottimi ritorni e attesi esordi.
Buttiamoci allora in pista, con cinque segnalazioni.

Baustelle - Eurofestival

Il nuovo disco dei Baustelle è una piccola festa pop, che si libera dell'aria orchestrale del precedente (e splendido) Fantasma. Questa volta si torna alla semplice scrittura di brani: non il disco della carriera, ma una qualità semplicemente altissima. Per non rimanere sullo scontato con il singolo Amanda Lear, partiamo da Eurofestival, dove si dice "via / via / portatemi via / dal festival" per un brano che al festival ci starebbe eccome.



London Grammar - Rooting For You

Un altro atteso disco per una band capace di fare tantissimo con un solo disco d'esordio. Questa volta in pratica fa tutto Hannah Reid, che si gioca quattro minuti e mezzo di voce e leggera (poi in aumento nel finale) orchestrazione.
La si ascolta due volte e poi la si ama all'infinito.



Sohn - Rennen