giovedì 15 settembre 2016

Cinque su Cinque #1

Giacchè, non si può negarlo, c'è ora un pò meno tempo per scrivere su questo blog (e in parte per ascoltare cose nuove e belle, anche se qualcosa si riesce) proviamo a fare così: pubblichiamo un pò di playlist, qualche pugno di parole, emozioni del momento.
Questa prima playlist è in parte di settembre, quel settembre che con oggi, forse, tante nuvole scure all'orizzonte, annuncia la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno.

Michael Kiwanuka - Love And Hate

Al primo giro non mi ero filato troppo questo giovane inglese, classe 87. Invece, spinto da qualche buona recensione ho dato una chance al secondo disco, Love And Hate e dico che è uno dei dischi dell'anno. Qualcosa tra il pop, la musica black, quei dischi degli anni sessanta o settanta, accenni di psichedelia. Metà disco è molto buono, l'altra metà finisce direttamente in quel pugno di canzoni da ricordare ora e subito nelle classifiche di questi anni.


Bon Iver - 10 B D e a t h b R E a s t

Il disco non è ancora uscito, anche se diciamo...si può ascoltare. La sensazione è quella di un disco non semplice, non immediato, difficile, stratificato. L'opposto di quel primo, istintivo, semplicissimo album. Qui siamo dalle parti di un immenso lavoro e di una voce spesso nascosta e distorta. Però ascolto dopo ascolto la bilancia sembra pendere dalla sua parte: forse Justin ce l'ha fatta di nuovo.



Okkervil River - Okkervil River R.I.P.

Gli Okkveril River sono uno di quei gruppi che alla fine non trascinano le folle, non fanno gli stadi, rimangono sempre lì, nella loro nicchia. In qualche modo come i Wilco, per dire. Chi li conosce li ama, chi non li conosce li tiene lì in disparte.
Io li conosciuti tanti anni fa. E in fondo basta una bella ballata e la voce di Will Sheff per sentirsi a casa.



Blood   Orange - Best To You

Per me il disco dell'estate e tra i migliori dell'anno. Meglio ancora del precedente; aggiunge alla ricetta anche quella sensazione di lotta civile, quei discorsi, quegli incisi, le voci del quartiere, le collaborazioni. Un disco sicuramente persino troppo ampio, ma con lampi enormi nel mezzo. Un piacere da ascoltare.



Chris James - My Home

Una aggiunta last minute.  Ieri sera Spotify mi ha detto che Chris James aveva buttato fuori un pezzo. E chi è? Il cantante degli Stateless, una delle gemme più nascoste di questi anni, il primo disco un capolavoro, il secondo mezzo e un generale disinteresse della stampa, a parte qualcosa con i primi singoli.
Ora sta per buttare fuori il primo disco a proprio nome, ancora deve annunciare tutto ma l'augurio è di un ottimo futuro per questa nuova avventura.


Nessun commento:

Posta un commento

[Live Report] Home Festival - Giorno 1 - 31/8

Non è nemmeno, spero, necessario l'abusato discorso che potremmo riassumere in festival/italia/mondo. Ovvero: siamo una rara anom...