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Visualizzazione dei post da 2016

Cinque su Cinque #3

Terzo appuntamento per la piccola playlist di consigli.
In queste settimane c'è parecchio movimento, tra ritorni attesi, ritorni inaspettati e qualche novità.

The XX - Hold On

Obbligata la partenza: il ritorno degli XX era nell'aria, la prima data italiana c'è (Milano, 20 Febbraio) e il primo singolo è arrivato: diviso a metà tra le vecchie atmosfere e quel piglio più catchy dell'esordio solista di Jamie xx.
Un pò più radiofonico del solito, non indimenticabile, ma viene da pensare che sarà uno dei dischi più importanti del prossimo anno.




The Chemical Brothers - C-h-e-m-i-c-a-l

Per ora non è chiaro se sia un singolo lanciato a sè stante oppure l'antipasto di un nuovo disco.
Fatto sta che passano gli anni e i nostri due sono sempre sugli scudi, riescono a mantenere una qualità decente e sfornano un'altro brano mica male: il disco che non si ascolta con il freddo, ma che fa sempre piacere.



Hamilthon Leithauser + Rostam - A 1000 Times

Lui è al secondo disco solista m…

Cinque su Cinque # 2

Secondo appuntamento di questa piccola playlist, che nasce da una semplice idea.
Cinque piccoli consigli, da approfondire per chi lo voglia, su qualcosa di bello che sta uscendo nel mercato discografico.
Novità o ritorni, ma sempre qualcosa di nuovo.
Ecco i consigli del momento.

Dente - Geometria Sentimentale

Ormai Dente non è più nemmeno un caso come era qualche anno fa. E' semplicemente Dente, che scrive un nuovo album, questa volta chiamato "Canzoni a Metà" e che vive forse l'eredità della prima esperienza letteraria (Favole per Bambini Molto Stanchi)un album che viaggia tra tracce classiche e piccoli spot, immagini di 50 secondi o un minuto, suggestioni e idee.
Ne esce un disco veloce, vario e con diverse punte di piacevolissimo ascolto.
Ad esempio questa geometria sentimentale, raccolta di tutti i clichè della vita amorosa e irresistibile nel suo incedere.




Ry x - Shortline

La storia è questa: Ry Cuming è australiano, bello e ama spiagge e surf. E il pop. Così nel …

Cinque su Cinque #1

Giacchè, non si può negarlo, c'è ora un pò meno tempo per scrivere su questo blog (e in parte per ascoltare cose nuove e belle, anche se qualcosa si riesce) proviamo a fare così: pubblichiamo un pò di playlist, qualche pugno di parole, emozioni del momento.
Questa prima playlist è in parte di settembre, quel settembre che con oggi, forse, tante nuvole scure all'orizzonte, annuncia la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno.

Michael Kiwanuka - Love And Hate

Al primo giro non mi ero filato troppo questo giovane inglese, classe 87. Invece, spinto da qualche buona recensione ho dato una chance al secondo disco, Love And Hate e dico che è uno dei dischi dell'anno. Qualcosa tra il pop, la musica black, quei dischi degli anni sessanta o settanta, accenni di psichedelia. Metà disco è molto buono, l'altra metà finisce direttamente in quel pugno di canzoni da ricordare ora e subito nelle classifiche di questi anni.


Bon Iver - 10 B D e a t h b R E a s t

Il disco non è …

[Live Report] Mogwai @ Ferrara Sotto le Stelle

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Per chi scrive, arrivare all'ultima data di Ferrara Sotto le Stelle senza averne calcato la piazza è in qualche modo deludente.
Un senso di mancanza, per l'estate che è (e deve essere) stagione piena di concerti e, in misura spesso maggioritaria, basta fare due passi a piedi verso il centro per vedere qualcosa di (spesso) incredibile.
Invece, quest'anno, sfortunate coincidenze lavorative hanno impedito la partecipazione a tre date (AstroFestival, Glen Hansard, Wilco + Kurt Wile) che pure avrebbero visto il loro biglietto ben presente, se possibile.
Fatto sta che il calendario recita "riposo" nell'ultima data, in qualche modo la più particolare: Mogwai play Atomic.
Ovvero, l'intera trasposizione dal vivo dell'ultimo disco-progetto della storica band di Glasgow, che negli ultimi anni ha convogliato gran parte della propria produzione artistica in colonne sonore: da Les Revenant, a The Family (serie tv Abc) a questo Atomic, film di settanta minuti, prod…

Una primavera in sintesi: tutto, in breve (parte uno)

Tutto è forse dire molto, ma come ogni primavera di nuove uscite ce ne sono state parecchie.
E nonostante (prima o poi bisognerà scriverne) questa epoca d'oro della disponibilità stia mandando in frantumi tutta quella che era la percezione musicale fino ad oggi, c'è ancora da tenere aperte le orecchie per sentire e trovare qualcosa di buono.

La bella notizia è una, anzi sono due: Haelos e Lapsey.
Due esordi freschi, due dischi belli, suoni moderni.

Partiamo, per signorilità con Lapsey, al secolo Holly Lapsey Fletcher, classe 1996, che è tra le prime candidate ad un radioso futuro e che consegna alle stampe (etichetta XL) Long Way Home, dodici brani che si muovono in diverse direzioni.
Una specie di James Blake che incontra il pop, si potrebbe dire.

Perchè se colpiscono le suggestioni futuristiche (Station, che rieccheggia dell'incontro tra Blake e Bon Iver ; Painter in odore di XX, Cliff) vi è un naturale talento melodico che potrebbe portare la giovane ragazza di York anc…

[Live Report] Massive Attack + Young Fathers @ Teatro Geox, Padova

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Ci sono band che non possono essere come altre.
Seminali, di culto, imprescindibili.
Così sono i Massive Attack, al primo album (addirittura) nel 1991 ma in grado di sembrare ancora oggi nuovi, poderosi. Immancabili.
Forse il fatto è anche un altro: solo cinque album, in questi oltre venticinque anni di carriera.
Qualche Ep, collaborazioni, colonne sonore. Ma solo cinque album.
Un nuovo Ep, poche settimane fa, Ritual Spirit, in grado verosimilmente di tracciare il nuovo doppio binario che il collettivo di Bristol intende intraprendere: cupo ed ossessivo (Dead Editors e Voodoo In My Blood) e profondamente classico, in termini della band (Ritual Spirit e Take It There, con alla voce  nientemeno che Tricky).
Un tour di rodaggio, quindi, per qualche pezzo nuovo e per anticipare il presumibile non lontano ritorno.

Ma l'Ep contiene un'altra collaborazione, con gli Young Fathers, che abbiamo il piacere di vedere dal vivo, alle puntualissime otto di sera di questa domenica sera, in u…

[Ascolti] Daughter - Not To Disappear

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Giusti tre anni, per i Daughter.
Per un esordio non così facile eppure capace di ammaliare un pubblico di dimensioni non indifferenti (di questi tempi) , un pubblico colpito dalla splendida voce di Elena Tonra e dalle composizione intensissime, sospese tra il minimalismo degli XX e  esplosioni post-rock.
Not To Disappear (un titolo programmatico per la band?) ricalca in linea di massima le stesse coordinate sonore.
Forse rende pure più duri i suoni, le vibrazioni si ampliano, seguendo come indicato dalla band stessa, l'esperienza live che ha portato il gruppo verso una maggiore energia anche in studio.
Come per il primo disco, una media qualitativa piuttosto alta e alcuni picchi da ricordare.
Sicuramente Numbers, non a caso primo singolo, dall'incedere poderoso; interessante la ritmica sopra le righe (ma in sottofondo) di Alone/With You e, ultima da segnalare ma non ultima, la sensuale quanto sofferta Doing The Right Thing, manifesto della sicurezza compositiva dei Daughters.