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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2015

[Ascolti] Sexwitch - Sexwitch

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Un disco senza pretese. Senza futuro. Senza passato, quasi un'istantanea di un pomeriggio in studio.
L'incontro tra i Toy e Natasha Khan, ben conosciuta come Bat For Lashes.
Il rock da una parte, la dolcezza pop dall'altra.
Nel loro stringersi la mano, per qualche istante, esce la creatura Sexwitch.
Che è una gustosissima mezzoretta di tribalismi.
E che merita un ascolto.

Ecco: è questo Sexwitch.
Un disco che non ha nessuna pretesa se non di divertire chi l'ha scritto e per riflesso chi ascolta, coinvolto per buona parte del disco in una serie di allucinate cover di pezzi di qualche decennio fa sospesi tra oriente ed Africa.
Lei, Natasha, diventa presenza sciamanica, urla, geme, accompagna, diventa acida, protagonista di lente performance sensuali e disturbanti.
Loro, i Toy, si spogliano delle strutture musicali e gli corrono dietro, batterie impetuose, bassi e chitarre alienanti, padroni della tecnica.
Un disco che funziona soprattutto (sono quattro su sei) nei momen…

[Live Report] Glen Hansard @ Teatro Antoniano, Bologna

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Ecco, cosa dire? Un gran concerto.
Una festa di lacrime, sorrisi, gioia.
C'è una curiosa affinità, il fattore Dublino, che potremmo inserire in un pacchetto di grandi concerti che hanno come collegamento la città Irlandese.
Il primo concerto visto qualche anno fa di Damien Rice, a Firenze, immaginato come sontuosa riproposizione dei toccanti brani e diventato una festa di risate, balli, racconti, vino, con tutta sorpresa.
Il concerto di Amanda Palmer, questa volta a Dublino, show di non so quante ore, tra gruppi spalla, chiacchere e un live di incredibile intimità tra cantante e presenti.
E ora, Glen Hansard, anche lui di Dublino e anche lui immaginato come un intenso e struggente concerto di canzoni, un concerto emozionale e invece.
E invece, si diceva una festa.
Molto popolata, perchè al sold out del piccolo ma caldo teatro bolognese si aggiunge una inaspettata formazione a dieci sul palco.

Non manca niente: chitarre, basso, batteria, fiati, violini, pianoforte.
Occasionalmente…

[Ascolti] Beirut - No No No

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Si, in fondo è giusto premetterlo, perchè lo hanno già detto tutti: No no no è un disco riuscito a metà.
O più semplicemente, a volte poco ispirato.
Probabilmente perchè sofferto.
Dichiaramente: il periodo successivo al (buon) The Rip Tide è stato durissimo per Zach Condon, esaurito e di fronte al divorzio, magari addirittura con un collegamento tra i due eventi.
E sono passati quattro anni prima che il quasi trentenne originario del New Mexico si facesse sentire, con nove canzoni, per una mezzoretta di musica.

Però, d'altro canto, nei momenti migliori è sempre una piccola gioia sentire quel pop sbilenco, dall'accento nomade di cui Beirut è capace di essere esponente in grado di piacere ad un vasto pubblico.
Così, nel consapevole singolo che dà il titolo al disco (che potrebbe provenire da un disco del passato, senza problemi), nel soffice brio di Perth, nell'iniziale Gibiltair, si ritrova tutta quella magia, pur senza picchi degni di nota.
Certo, il calo è vistoso, in pa…