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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2015

[Live Report] Stars @ Covo - Bologna

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La sensazione è che gli Stars siano un piccolo gioiellino nascosto.
Una nicchia.
Sembra questo a causa di una discografia lunga (7 album e 14 anni di carriera) senza particolari acuti dal punto di vista della macchina dell'hype e un nome scritto piuttosto in basso (o in piccolo) nei cartelloni dei festival.
Potrebbe sembrare anche per (ma non è detto che sia una valutazione corretta) un Covo non stipato come volendo ci si poteva aspettare, di quelle sere dove passa il grande nome in ascesa e la saletta nera del locale bolognese diventa una scatoletta che regge appena il pubblico più che numeroso.
Ma al netto di vendite, post su Internet e numero esatto dei paganti, l'altra sensazione è che tutti quelli che c'erano abbiano passato una gran serata.
Una festa.
Una band piuttosto in forma (No One is Lost è un buonissimo album di delicato indie-pop che si lascia ascoltare con soddisfazione) e una nutrita pattuglia di fan/fanatici ha creato tutti i presupposti per un concerto c…

[Letture] David Grossman - Applausi a Scena Vuota

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David Grossman o si ama o so odia.
Che non è retorica banale, come potrebbe valere per molti autori, ma una scontata verità provata sulla pelle di chi scrive, da molti anni innamorato (a causa essenzialmente di quel capolavoro di Che tu sia per me il coltello) dello scrittore israeliano.
Perchè Grossman, essenzialmente, racconta di dolore e di oscurità. Certo, c'è spazio anche per la luce ma se c'è un filo conduttore nella sua scrittura (almeno in quella per adulti) è l'urgenza di comunicare inadeguatezza, goffagine, errori, come se ci fosse un'idea di anti-eroe (o più probabilmente di voglia di quotidianità) nella sua penna.
Un dolore divenuto profondo negli occhi di chi ha vissuto una vita a Gerusalemme e ha dovuto vedere il figlio morire in una guerra per cui ha tanto scritto e cercato, nel possibile, di fermare o almeno spiegare.
E c'è dolore anche in questo Applausi a Scena Vuota.
 Che è essenzialmente la visione di uno spettacolo teatrale.
Il racconto di un …

[Ascolti] Benjamine Clementine - At Least For Now

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Non ci voleva un genio.
Il primo ascolto di Cornestone, dall'omonimo Ep, raccontava già (quasi) tutto di Benjamine Clementine.
Ne raccontava l'intensità, la forza, quella capacità di trasmettere qualcosa di emozionante. Magari imperfetto, da smussare, ma sicuramente emozionante.
Inserito da subito nel radar, nonostante lo strano silenzio della rete, siamo oggi, nei primi giorni del 2015, a raccontare la storia del primo grande disco di quest'anno.
La storia del ventiseienne sospeso tra l'Inghilterra natia e la Parigi dove per diversi anni ha vissuto senza casa è racchiusa in undici tracce che mantengono tutte le premesse di una vita nomade e non facile, una storia che probabilmente solo per una casualità (un amico che ci crede, un agente dall'occhio lungo) arriva oggi ad una grande distribuzione e ad un verosimile grande futuro.
At Least For Now si configura come un disco quasi acustico, in gran parte dominato da voce e pianoforte e un'intelligente produzione …

[Ascolti] Lily & Madeleine - Fumes

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Cresciute, di poco. Un annetto è passato da quando su queste pagine si recensiva l'omonimo disco di esordio delle due (giovanissime) sorelline Jurkiewicz.
Un esordio che non ha fatto così tanto clamore ma capace di ergersi dalla media per la buonissima qualità compositiva e supportato da chi scrive come per chiunque appaia giovane e di buon potenziale per il futuro.
A pensarlo è anche nientemeno che Sufjan Stevens, che pubblica per la seconda volta il disco delle due ragazze.
Com'è allora Fumes?
Cresciuto, di poco.
Mantiene la stessa ricetta originale (folk armonico, ritmi dilatati, due voci diverse ad intrecciarsi) aggiunge qualche elemento che non cambia il gusto ma lo impreziosisce con garbo (qualche chitarra elettrica, le aperture pop di Cabin Fever e Rabbit) e in alcune occasioni centra il bersaglio (Fumes, che dà il titolo al disco e The Wolf Of The Street, ad esempio).
Così, se al primo disco si scriveva di qualcosa di non nuovo e pure gustoso, anche questo inverno par…

[Classifiche] I Migliori Brani del 2014

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Quindici brano quest'anno, ad ampliare un pò il discorso album, premiando dunque le singole intuizioni migliori.
Nessun ordine particolare, s'intende.


The Notwist - KongBrunori Sas - Kurt CobainKeep In The Dark - The TemplesSohn - LessonsGold - Chet FakerBenjamine Clementine - CornerstoneLe Luci Della Centrale Elettrica - Le Ragazze Stanno beneAlt-J - Hunger Of The PinePerfume Genius - QueenThe War On Drugs - Red EyesDamon Albarn - Mr Tembo Interpol - My DesireSpoon - Rent I PayFka Twigs - Two WeeksDamien Rice - I Don't Want To Change YouCliccando qui disponibile per l'ascolto su Spotify