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Visualizzazione dei post da 2015

2015: un anno in parole (parte 1 - dischi, film e serie tv).

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Quest'anno la classifica è un riassunto.
Quest'anno la classifica non è musicale, è totale.
Quest'anno, con meno post scritti, la classifica è il racconto di un anno di sensazioni, di ascolti, di posti, di emozioni.



Comincia con la musica, come sempre.
Senza posizioni, come a volte accade.
Sicuro, sicurissimo, il ricordo di due cantautori.
Il primo è una conferma, anzi il capolavoro di una carriera, forse.
Sufjan Stevens firma probabilmente il disco dell'anno, destinato a rimanere per chiunque abbia un cuore.
Non è un disco, è una seduta di psicanalisi con sè stesso, l'accettazione di sè, l'infazia, l'oggi, il domani.
Senza timore di esagerare: tra i capolavori del decennio, perchè ha una sensibilità così rara che si sente in ogni nota.
E se l'americano festeggiava quindici anni di carriera, per Benjamine Clementine era l'esordio.
Nonchè il più grande successo del blog: secondo a parlarne in Italia, prima del disco, tentato pure un contatto per porta…

Il regalo di Natale ce lo fanno Radiohead e Lcd Soundsystem

Buon Natale, prima di ogni cosa.
Quest'anno un uno due non da poco allieta la giornata, due inediti piuttosto sorprendenti (e belli).
La sorpresa più grande è targata Lcd Soundsystem: James Murphy aveva dato le scene, in piena gloria, con This Is Happening, il primo leggermente scricchiolante album di una carriera veloce quanto leggendaria.
L'addio era stato con un leggendario concerto di quattro ore, nella amata New York, fotografata da un ottimo documentario  nel 2011.
Ovviamente Murphy non è mai scomparso dalle scene, lavorando in collaborazioni e produzione (incredibile il lavoro fatto con gli ultimi Arcade Fire).
Oggi, però, Natale 2015, con questo brano che scrive come già in testa da otto anni e mai finito in tempo per uscire in tempo per le feste, esce un nuovo brano.
In streaming, in vinile (1000 copie, esaurite in pochi minuti).
Un brano struggente, come è già capitato di scrivere a quel matto che in realtà di solito ci faceva ballare.
Invece, ci fa commuovere con un…

[Ascolti] El Vy - Return To The Moon

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Sarà, forse, l'anno dei progetti paralleli riusciti.
Spesso non più di giocosi intermezzi, dopo la positiva recensione dell'incontro tra Bat For Lashes e Toy, eccoci a parlare bene del nuovo disco dei National del fortunato incontro tra Matt Berninger (voce dei National) e Brent Knopf (Menomena, Ramona Falls) che dopo una lunga amicizia si siedono infine insieme per dare vita ad un disco.
Annunciato senza troppo sfarzo, anticipato da diversi singoli, nobilitato da un tour tra Europa ed America che (come ovvio) non ci include tra le nazioni interessate, Return To The Moon suona essenzialmente come un intenso disco autorale.
Difficile sforzarsi di togliere dalla mente il nome National (con quella voce, Matt...) anche perchè di tanto in tanto la sensazione è che la penna sia quella della band di Matt (cosa  non è No Time To Crank The Sun, specie in versione voce e piano?).
Eppure che non lo sia è chiaro: la voce filtrata e il quasi blues che piacerebbe a Eels di I'm The Man …

[Ascolti] Sexwitch - Sexwitch

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Un disco senza pretese. Senza futuro. Senza passato, quasi un'istantanea di un pomeriggio in studio.
L'incontro tra i Toy e Natasha Khan, ben conosciuta come Bat For Lashes.
Il rock da una parte, la dolcezza pop dall'altra.
Nel loro stringersi la mano, per qualche istante, esce la creatura Sexwitch.
Che è una gustosissima mezzoretta di tribalismi.
E che merita un ascolto.

Ecco: è questo Sexwitch.
Un disco che non ha nessuna pretesa se non di divertire chi l'ha scritto e per riflesso chi ascolta, coinvolto per buona parte del disco in una serie di allucinate cover di pezzi di qualche decennio fa sospesi tra oriente ed Africa.
Lei, Natasha, diventa presenza sciamanica, urla, geme, accompagna, diventa acida, protagonista di lente performance sensuali e disturbanti.
Loro, i Toy, si spogliano delle strutture musicali e gli corrono dietro, batterie impetuose, bassi e chitarre alienanti, padroni della tecnica.
Un disco che funziona soprattutto (sono quattro su sei) nei momen…

[Live Report] Glen Hansard @ Teatro Antoniano, Bologna

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Ecco, cosa dire? Un gran concerto.
Una festa di lacrime, sorrisi, gioia.
C'è una curiosa affinità, il fattore Dublino, che potremmo inserire in un pacchetto di grandi concerti che hanno come collegamento la città Irlandese.
Il primo concerto visto qualche anno fa di Damien Rice, a Firenze, immaginato come sontuosa riproposizione dei toccanti brani e diventato una festa di risate, balli, racconti, vino, con tutta sorpresa.
Il concerto di Amanda Palmer, questa volta a Dublino, show di non so quante ore, tra gruppi spalla, chiacchere e un live di incredibile intimità tra cantante e presenti.
E ora, Glen Hansard, anche lui di Dublino e anche lui immaginato come un intenso e struggente concerto di canzoni, un concerto emozionale e invece.
E invece, si diceva una festa.
Molto popolata, perchè al sold out del piccolo ma caldo teatro bolognese si aggiunge una inaspettata formazione a dieci sul palco.

Non manca niente: chitarre, basso, batteria, fiati, violini, pianoforte.
Occasionalmente…

[Ascolti] Beirut - No No No

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Si, in fondo è giusto premetterlo, perchè lo hanno già detto tutti: No no no è un disco riuscito a metà.
O più semplicemente, a volte poco ispirato.
Probabilmente perchè sofferto.
Dichiaramente: il periodo successivo al (buon) The Rip Tide è stato durissimo per Zach Condon, esaurito e di fronte al divorzio, magari addirittura con un collegamento tra i due eventi.
E sono passati quattro anni prima che il quasi trentenne originario del New Mexico si facesse sentire, con nove canzoni, per una mezzoretta di musica.

Però, d'altro canto, nei momenti migliori è sempre una piccola gioia sentire quel pop sbilenco, dall'accento nomade di cui Beirut è capace di essere esponente in grado di piacere ad un vasto pubblico.
Così, nel consapevole singolo che dà il titolo al disco (che potrebbe provenire da un disco del passato, senza problemi), nel soffice brio di Perth, nell'iniziale Gibiltair, si ritrova tutta quella magia, pur senza picchi degni di nota.
Certo, il calo è vistoso, in pa…

[Live Report] Home Festival, Treviso: Giorno 1

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Ammissione di colpa: dell'Home Festival non ne avevo mai sentito parlare.


A mia difesa: fino allo scorso anno, fondamentalmente era un festival che, a leggere le lineup, provava ogni anno ad aumentare il proprio pubblico rimanendo in una certa zona di sicurezza.
Se gli headlinear sono, negli anni, Subsonica, Africa Unite, De Gregori, Elio, Crookers, il pubblico a cui ti rivolgi è (paradossalmente) quello meno avvezzo al "festival", quel luogo magico, dove per tre giorni o più, su molteplici palchi, suonano gruppi di ogni genere.
Di quei gruppi che piacciono a chi segue la musica, per intendersi e non quei gruppi, come i nomi segnalati prima, che sono quelli ormai conosciuti da tutto il pubblico trasversalmente, che mediamente non va ai concerti, se non ai quei grandi eventi in cui si sente a suo agio.
Quel pubblico che non fa ricerca, ecco.

Invece quest'anno, sui radar è apparso l'Home Festival: un cast di nomi spesso internazionali, un prezzo di accesso bassissi…

[Ascolti] Of Monsters And Men - Beneath The Skin

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La sensazione è che del ritorno degli Of Monsters And Men non sia importato a nessuno.
Possibile essere in errore, ma quella onda travolgente (persino nel nostro paese, grazie Vodafone) che aveva portato la band (che dice di essere) islandese ad una certa celebrità ovunque, sulle note di Little Talks e con un primo, solido, disco d'esordio, fatto di pop intenso, raramente banale e potente, quell'onda si diceva, pare essersi un pò fermata, quattro anni dopo.
Potrebbe (eccome, se potrebbe) essere uno dei fenomeni dell'era dello streaming e del one hit, che trascina su e giù le band in un ottovolante dove diventa difficile crearsi un nuovo pubblico.
L'era dell'ascolto compulsivo ha portato, bisogna dirlo, ad un ascolto distratto: sentire tutto, per non sentire niente.
Al di là di questo, appare un peccato, specie in questa ormai morente stagione estiva, non avere reso il giusto onore a Beneath The Skin.
Che è, davvero, un more of the same, ma questo non può essere un…

[Ascolti] Tame Impala - Currents

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Inutile negarlo: prima di questo disco ho sempre pensato ai Tame Impala come una band leggermente sopravvalutata.
Non che siano mancati, nella ormai nutrita discografia del gruppo australiano, i picchi, ma la sensazione era di qualcosa di incompiuto, imperfetto, indeciso.
Questo prima di Currents, e questo è il motivo per cui probabilmente non piacerà a tutti, ma allo stesso tempo piacerà a più persone.
Pronti, insomma, a diventare una band da grandi palchi, ora si.
Chiaro l'intento dalla dichiarativa Let It Happen in apertura: quasi otto minuti a dispiegare una melodia killer di quelle che segnano una estate, confezionata nell'involcruo di un brano che ha le ritmiche di una marcietta chill-out, quasi uscito dalla penna del migliore Washed Out.
Elettro-psichedelia? Volendo.
Qualcosa di simile, sempre volendo, a quell'istante creativo che permise agli Mgmt di creare un disco tanto bello quanto sottovalutato come Contratulations.
Currents si compone di ben tredici brani (an…

[Live Report] The Chemical Brothers / Flume / Moods @ Rock in Roma

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Esattamente vent'anni sono passati dalla pubblicazione del primo disco a nome The Chemical Brothers.
Impossibile, per chiunque, in quel momento pensare a vent'anni dopo, un nome ancora nel pieno della propria attività, impossibile pensare ad oltre diecimila persone a Roma, armate di selfie stick, Go Pro e probabilmente qualche pasticca di decennio ormai passato in archivio.
Impossibile, per chi scrive, immaginare, fino a poco tempo fa, nemmeno di poter partecipare, con un veloce treno che in due ore percorre Bologna e si arrampica a Roma, veloce come le note che i fratelli chimici buttavano su disco già vent'anni fa.
Eppure eccoci qua, scelta Roma per contingenze di turni e per un opening act particolare, rispetto alla più vicina Padova, aggiungiamo l'ippodromo delle Capanelle alla lista dei luoghi visitati per un concerto.
Non male, l'arena, ben organizzata rispetto al solito standard italico e capace di garantire un discreto respiro anche un pubblico ampio come q…

[Ascolti] FFS - Franz Ferdinand + Sparks

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In fin dei conti (un incipit assurdo, ovvio) possiamo concludere che è una bella operazione.
Un raro esempio di superband: i Franz Ferdinand, alfieri di questo ultimo decennio e tra i pochissimi sopravvissuti di quella generazione rock di inizio decennio, uniti agli Sparks, ventitrè album all'attivo in una carriera nata negli anni settanta e sempre vitale.
Forse ha funzionato, l'unione, perchè non si è trattato di personalità di varie band unite in qualcosa di nuovo.
No, FFS è quello che ci dice il nome, l'unione di due band insieme a comporre in studio.
Il suono, giustamente nel mezzo, come alla voce, ad alternarsi Kapranos e Russel Mael; per un disco divertente, frizzante, estivo, dodici tracce estremamente godibili (sedici nell'edizione deluxe del disco).
Pare che tutto sia partito da Piss Off (già sentita nelle ultime settimane e brano conclusivo); ad opera degli Sparks, da anni in cerca di una collaborazione con la band di Glasgow.
Non è difficile trovare ottimi …

[Ascolti] Jamie XX - In Colours

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Il fenomeno XX è chiaro e noto a tutti.
Se si dovessero tracciare una decina di band fondamentali in questo nuovo millennio, loro ci sarebbero.
La coerenza nel progetto musicale, un'idea ben chiara e sviluppata da un quartetto (poi trio) di giovanissimi inglesi, a costruire un disco impiantato su una base elettronica e cantato deliziosamente a due voci, un disco subito iconico, largamente utilizzato anche da media di indirizzo popolare.
Il seguito, capace di confermare e allo stesso tempo evolvere il suono (alzando il battito medio, pur mantenendone le atmosfere, questo fu il colpo più importante) ha proiettato la band nella inusuale situazione di essere una band da cameretta, da piccolo club, con un pubblico da grandi palazzetti.
Dietro alla band si muove da tempo però una figura, verosimilmente l'elemento più geniale del gruppo: Jamie Smith, in arte Jamie XX, classe 88.
Che non tarda ad affermarsi.
Prima come remixer (indimenticabile la rivisitazione di Florence And The Mac…

[Ascolti] Mumford And Sons - Wilder Mint

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Con metodica precisione, prosegue la carriera dei Mumford And Sons.
Un album, dopo tre anni il seguito, dopo altri tre anni, eccoci a Wilder Mint, in tempo per festival estivi e grandi platee.
Ancora: un esordio tutto sommato originale, vibrante, con il banjo a dipingere le melodie.
Un secondo sulla falsariga, qualcosa che si potrebbe facilmente descrivere come "more of the same", una ricetta inalterata, leggermente meno convincente per l'ovvia mancanza dell'effetto novità.
E ovviamente, il grande successo di pubblico, anche in Italia.
Il motivo per cui spesso si arrivi ai grandi numeri e palcoscenici solo in un secondo momento, con i dischi meno ispirati, è di difficile comprensione (a meno di ripiegare sulla necessità di approdare sui grandi network, mentre nell'ambiente già magari si è passati a nuove big sensation, in una sorta di cambio di testimone).

Fatto sta che per la vera regola musicale di questi anni è il terzo album quello capace di fare capire cosa…

[Live Report] Rachele Bastreghi - Lokomotiv Club, Bologna

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Rachele la conoscono ormai in parecchi.
Quella dei Baustelle. La voce sognante, intensa che imperversa ora poco ora molto nei testi della band toscana.
Qualche settimana fa, così, senza particolare clamore, la Rachele ha dato alle stampe un ep: Marie, il nome, sette i brani, per un mini disco degno di qualche ascolto interessato.
La Rachele solista, giusto essere onesti, non è diversa (non del tutto) da quella dei Baustelle: il modo di cantare, la scrittura, l'attitudine verso un pop ricercato che (ci dice anche lei) guarda agli anni settanta.
La Rachele solista, poi, fa un piccolo tour e arriva questa sera al Lokomotiv Club di Bologna, che si conferma, nonostante una solo discreta affluenza, caldo oltre rari limiti, quando si arriva verso la primavera.


E, in circa un'oretta riesce a fugare uno dei grossi dubbi della vigilia: con soli sette pezzi all'attivo, che scaletta ci sarà?
Problema che deve essersi posto anche lei, vista la brillante conclusione: quattordici brani,…

[Ascolti] Blur - The Magic Whip

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Caso strano quello dei Blur.
Una band di cui si è scritto molto: il grande ritorno, la reunion, il disco che aleggiava da anni.
Come se la band si fosse spenta, separata.
Vero, da una parte, visto che l'ultimo disco (il sottovalutato Think Thank) è datato 2003, ben dodici anni fa.
Vero anche, però che di Blur non si è mai smesso di parlare.
Damon Albarn ha pubblicato con i Gorillaz (2001, 2005, 2010) con i The Good, The Bad And the Queen (2007) e a proprio nome, con l'ottimo Everyday Robots (2014).
Coxon, poi, aggiunge i propri album solisti (2004, 2006, 2009, 2012).
E poi i Blur, a proprio nome: il primo concertone evento (2009), un singolo (Fool's Day, 2010) e un altro ancora (Under the Westway, 2012).

Insomma, diciamolo: non se n'erano mai andati.
Si erano solo allontanati, esplorato e curiosato, sperimentato (Albarn) o continuato ciò che amavano fare (Coxon).
Ma il brand Blur è troppo forte e continua ad accrescersi, l'esatto opposto della nemesi della band, q…

[Ascolti] I'm From Barcelona - Growing Up Is For the Trees

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Arriva al quinto album l'enorme (28 elementi) collettivo svedese.
Un gruppo di cui, obiettivamente, ci si occupa troppo poco.
Si, certo è pop, semplice pop, eppure il gruppo riesce ad nobilitarne la parola: immediatezza, cori, ritornelli, melodie irresistibili: questi sono gli I'm From Barcelona.
Una band che, tra l'altro, riesce ad essere riassumibile in una parola, durante il live: festa.

E che non smette di trovare variazioni alla propria formula.
Così Growing Up For The Threes è fedelissimo al suo passato: Lucy è il brano nuovo che pure pare di avere già sentito mille volte e funziona anche alla volta mille ed uno, Gotta Come Down è la ballata lenta corale, Sirens il brano indie-pop pronto a farsi piacere nei dancefloor alternativi così come il singolo Violins, Benjamin trova il ritornello che si fa cantare al primo ascolto e che dal vivo sarà una gioia.
Nessun riempitivo, nessuna variazione, qualità come in passato: sarà poco ma per l'ennesima volta ecco uno dei …

[Live Report] Benjamine Clementine @ Teatro Arena Del Sole, Bologna

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I luoghi aiutano.
Ironicamente, per un (quasi) ragazzo cresciuto tra Inghilterra e Francia, finito per un pò a suonare nella metropolitana parigina, l'esordio dal vivo italiano (escludendo una sortita da opening act per Stromae) di Benjamine Clementine arriva in un teatro di Bologna.
Uno dei più prestigiosi, per quanto non splendido esteticamente.
Nulla sul palcoscenico, il pianoforte al centro.
Per qualche canzone, nella parte centrare del concerto, c'è spazio per il violoncello di Barbara.
Per tutto il resto, a piedi nudi come sempre, solo lui.

Un'ora e mezza quasi di intensissimo concerto raccontano la conferma, decisa, di un talento non comune.
Non è nella (pur ottima) abilità melodica, nè nella (meglio che su disco quasi) forza vocale che emerge, ma nell'intensità che si sprigiona, come e più che nelle prove in studio, il punto di forza.
Quella cosa capace di distinguere i tanti bravi cantanti e quelli che, forse, hanno qualcosa in più.

Così, a metà Aprile, un an…

[Ascolti] Sufjan Stevens - Carrie And Lowell

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Che Carrie and Lowell sia uno dei dischi più importanti degli ultimi anni è chiaro praticamente a tutti.
Lo dice un dato semplice: le recensioni uscite.
Fiumi di parole, voti altissimi, paragoni altosonanti, ottima scrittura: quasi che il disco sia talmente bello da rendere necessaria una recensione che si spinga vicino, emuli la delicatezza e l'intensità del disco.
Che è banale quanto doveroso raccontare nei suoi presupposti: la morte della madre che l'aveva abbandonato da bambino, una morte che pure lacera improvvisamente il cantautore, quasi a porre fine ad una storia di cui credeva non fosse ancora scritta la parole fine.
Un senso di smarrimento e d'un tratto le sperimentazioni eclettiche di The Age of Adz scompaiono, per lasciare spazio ad un intimismo autorale che ci ricorda si, Illinois, ma con un grado maggiore di anima dentro.
La sensazione, ascolto dopo ascolto, recensione dopo recensione, è che Carrie and Lowell sia un disco scritto per sè, una versione in musi…

[Ascolti] Will Butler - Policy

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Queste sono le cose che mettono in crisi ogni fan.
Per chi scrive gli Arcade Fire sono, indiscutibilmente tra i più importanti gruppi di questi millennio appena iniziato, nonchè una delle rarissime band capaci di unire critica e pubblico in un percorso musicale vario, personale e di altissimo livello.
Un gruppo, unito (ricordiamo il dolorosissimo ed emozionale Funeral ad inizio carriera).
E poi, qualche mese fa, esce la notizia: l'album solista di Will Butler.
Che, a dirla tutta, chiunque ha pensato: ma è il cantante? No, quello è Win.
Will è il fratello, polistrumentista della band, che si divide tra tamburi, tastiere e quant'altro sul palco.
Esatto, quello che gira con il tamburello e salta come un forsennato.
E che pure non è nuovissimo a lavori discografici, non fosse altro per la nomination all'Oscar per la colonna sonora di Her composta con Owen Pallett (altro nome che chi segue gli Arcade Fire conosce bene).
Ma un disco solista? Si.
Otto tracce, ventisette minuti (…

[Ascolti] Tobias Jesso Jr - Goon

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Goon ha diverse traduzioni, è una parola di strada.
Può voler dire goffo, scagnozzo, poco intelligente.
Non è un complimento, insomma.
Difficile sapere se Tobias Jesso Junior si veda così, ma possibile, lui che viene da una storia cinematografica e difficile: un trasloco (Vancouver, Canada verso Los Angeles, America) un incidente (il suo),  il ritorno a casa, la malattia della madre e un pianoforte trovato in casa in cui iniziare per caso a comporre qualcosa (lui che è chitarrista e non ha mai cantato, solo scritto).
Però ci può stare, per chi quel trasloco l'ha fatto sette anni fa e arriva solo ora al primo disco.
Sette anni, quando ne hai poco più di venti, possono essere quelli che ti portano dal giovane sognatore al rancoroso adulto.

Non per Tobias.
Che convoglia emozioni, sogni e racconti di questi anni in qualche demo e a cui la ruota gira, con la mano di diversi produttori "grossi" dietro e un hype sempre più rumoroso a annunciare il primo disco.
Hype giustificat…

[Live Report] Fka Twigs @ Paradiso, Amsterdam

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Una delle cose che non dimentico di fare quando programmo un viaggio è controllare (grazie SongKick!) se ci sono in zona concerti interessanti.
Location nuove, gente ed abitudini diverse, un live all'estero è spesso una interessante valutazione non turistica di un popolo, della percezione musicale e dell'approccio verso le nuove realtà.
E se si parla di nuove realtà, difficile non citare Fka Twigs, destinata (se lo vorrà) a diventare molto più che una delle nuove next big thing.
Così, eccoci ad Amsterdam (splendida città), precisamente al Paradiso, ex chiesa ora adibita ad ottimo luogo di concerti (due sale, la prima da circa 2000 posti, la seconda più piccola) dove questa sera, in un sold out annunciato da un pò, si esibisce la ragazza inglese di cui tanto si parla in questi mesi.
L'ascolto su disco è buono anche se non ottimo, a causa forse di una certa stanchezza sulla lunga distanza causata da quello che è un pregio sia un difetto: l'idea precisa di musica.
Non se…