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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

[Ascolti] Brunori Sas - Vol. 3 - Il Cammino di Santiago in Taxi

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Che poi stiamo qui in Italia a domandarci chi sono le nuove leve, tutta una stampa (poco) specializzata che racconta di nuovi fenomeni ormai ben più che arrivati e insegue le sirene degli ultimi movimenti dei cantanti nazional popolari.
E spiace perchè ci sono cose da seguire ora e adesso, nel loro momento buono.
Ad esempio: Brunori Sas.
Che è difficile dire cosa farà tra dieci anni e se, magari, farà il tour nei palazzetti collezionando sold out a ripetizione.
Ci sarebbe piuttosto da chiedersi, senza esagerare ovviamente, perchè in fondo non siamo già vicini ad uno scenario simile.
Brunori Sas, oggi e con questo disco compie l'ulteriore salto di qualità.
Con un disco che racconta di un felicissimo momento di ispirazione e di una contemporanea, viene da pensare, nuova formazione attorno a sè.
Perchè Volume tre è insieme un disco d'autore, un disco rock, un disco divertente, un disco serisissimo, addirittura si concede una jam session strumentale (Il Manto Corto, coda in music…

[Ascolti] Dente - Almanacco del Giorno Prima

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Curioso (ma interessante) che tre nomi, forse i tre nomi più importanti, del "nuovo" cantautorato italiano escano con il loro disco in queste settimane (e ora che abbiamo superato per l'ennesimo anno Sanremo!).
Dente, Brunori Sas e a brevissimo Le Luci Della Centrale Elettrica, nomi che iniziano a fare capolino nelle classifiche di vendite (traguardo pure oggi facilmente raggiungibile con un pugno di copie) e questo è un bene: tre incarnazioni di autori che proseguono un percorso personale iniziato alcuni anni fa, disincantati e lontani dall'alone di star di altri autori italiani che, come tanti personaggi della penisola, non vogliono far spegnere le luci della ribalta sul proprio nome.

Arriva per primo Dente, al quinto album (anche se del primo vi sono poche tracce) di una discografia ormai corposa e solida.
Che se anche lui nega  si spoglia un pò della solarità e dell'ironia che lo ha contraddistinto nei dischi precedenti e recupera invece sul fronte sonoro: A…

[Report Live] Moderat @ Alcatraz, Milano

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Dall'autunno all'inverno, dai Magazzini Generali all'Alcatraz: un percorso poco lineare che infine porta Moderat, felice unione artistica tra Modelselektor e Apparat, sul palco del locale milanese, dopo un abbondante sold out avvenuto diverse settimane fa.
Chi scrive, è cosa nota, non è amante senza se e senza ma delle ritmiche elettroniche ma il progetto berlinese, con le sue battute spezzate e le abilità melodiche è stato capace di fare breccia e lasciarsi amare per numerosi ascolti negli scorsi mesi.

Introduzione necessaria a spiegare la valutazione così così della serata.
Dove è necessario distinguere tra musica e approccio live: perchè non c'è così tanto di suonato ed emozionale nel live dei tre; le mani sono su portatili e strumentazione a regalare versioni intense quanto fedeli dei pezzi su disco.
Così, pur con gli spesso interessanti visual quasi tridimensionali posti alle spalle della band, ne esce uno spettacolo un pò più freddo del previsto: Moderat non è un…

[Ascolti] Beck - Morning Phase

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Differentemente dalla politica, una parola come rottamazione, in musica, non ha senso.
Uno come Beck, infatti, che esordiva nel 1994 (si, lo so) gode ancora di alte aspettative, grazie ad una carriera tanto fuori dagli schemi quanto spesso a fuoco, interessante e piena di grandi intuizioni.
E esperimenti, viene da dire, visto che l'ultimo "album" del nostro, ovvero Song Reader (2012), fu un esperimento pubblicato su spartiti lasciati in concessione, affinchè ognuno potesse crearsi la propria versione suonata del disco.
Ma Morning Phase è un disco vero, se così vogliamo dire.
Un disco profondamente autoriale, intenso, lento. Sea Change parte due? Un pò.
Riuscito? Si e no.
Ma solo se vogliamo analizzarlo per vivacità.
Pochi sussulti, insomma, un ritmo rilassato di brani apparentemente senza tempo (Blackbird Chain è profondamente anni sessanta, però) molta acustica e tanta voce.
Così, si può decidere se innamorarsi di un disco così classico (Contry Down, Morning, Don't…

[Musica] Introducing George Ezra

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Il nostro cantautore dell'anno? Forse si.
Non ci fosse la foto a tradire la giovane età, la voce di George Ezra, anni ventuno, sarebbe quella di un trenta o quarantenne, più che sicuro di sè. Magari al quinto album.
Invece è un ragazzino di Bristol, città ad un paio di ore da Londra (bellissima) sede del Trip-Hop che negli anni novanta ha scaldato i cuori di mezzo mondo.
Due Ep e un singolo anticipatore del primo album è la breve discografia del ragazzo, una manciata di brani per chiarire da subito che potremmo avere un fuoriclasse davanti.
Fuoriclasse che si è preso un anno (lo scorso) chitarra in mano a girare l'Europa chitarra alla mano, per cercare ispirazione.
Tradizione folk, country, classicità che se non può che fare venire in mente gli anni sessanta (da Dylan in poi) l'attimo dopo ci ricorda che siamo nel 2014 (Cassy' O).
La sensazione è che l'album di debutto possa fare il botto: qui, insieme alla BBc e buona parte dell'Inghilterra, ci scommettiamo.