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Visualizzazione dei post da 2014

[Classifiche] Anno 2014 - I Migliori Album

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Un anno complicato, impegnativo, lungo.
Difficile negarlo se il numero di articoli scritti per questo blog è dimezzato rispetto allo scorso anno, ma non si vuole fare nessuna apologia qualunquista facilmente esemplificabile in "ogni anno esce meno buona musica".
Non è assolutamente vero: ogni anno esce tanta buona musica, un concetto da ripetere, urlare, scrivere con inchiostro indelebile in ogni luogo possibile.
Per chi scrive è stato un anno talmente denso di avvenimenti ed impegni che, semplicemente, l'ascolto musicale ha ridotto la sua presenza, si è fatto leggermente in disparte.
E pure, se parliamo (ne parleremo presto) di concerti è stato uno degli anni più interessanti di sempre (non fosse, per dirne una, dell'intero Primavera Sound di Barcellona).
Ma qui si parla di dischi, un'entità sempre più virtuale, un click in streaming su Spotify così come un vinile ricercato.
E quelli che si ricorderanno di quest'anno sono questi.





The War On Drugs - Lost In T…

[Ascolti] Tv on the Radio - Seeds

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Non ho nessun problema a dire di non avere mai digerito fino in fondo i Tv On the Radio.
Destino condiviso con tutta una serie di band provenienti (è un caso s'intende) dall'area di New York, dove possiamo ad esempio citare senza troppi problemi gli Animal Collective o i Grizzly Bear.
Tutte band mediamente buone, capacissime di ottimi lampi musicale, ma che alla prova di un disco o di una carriera per intero, un pò fanno dire: boh.
Così è stato un pò per curiosità che è partito l'ascolto a Seeds.
E dopo qualche giorno, quasi sottovoce, è giusto dirlo: beh non è mica male.
Accessibile, aggressivo, vivace.
Non è il disco dell'anno, ma Seeds è un disco diverso dal passato e pure di piacevole ascolto.
Ottima è già l'apertura di Quartz, che ha un solo difetto, quello di non esplodere del tutto fino in fondo.
Ed è un peccato che quel mid tempo non si scateni come meriterebbe: se il mondo fosse giusto da questo brano uscirebbe un grande remix.
Energia che non manca invec…

[Live Report] Fujiya & Miyagi @ Covo (Bologna)

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Ci sono grandi eventi, attesi, inaspettati, storie di grandi concerti che rimangono nelle memorie.
E ci sono, invece, storie più normali, di carriere interessanti ma inevitabilmente destinate ai palchi delle prime ore dei festival musicali.
Questa è un po' la storia di una band come Fujiya & Miyagi, gruppo che potremmo definire elettropop e che, zitto zitto, è arrivato ormai con Artificial Sweeteners al quinto disco di una carriera solida quanto coerente.
Perchè diciamolo: la band fa una cosa bene, quel pezzo con batteria intensa, un giro di basso leggermente virato di funky, un cantato sottovoce, ripetitivo ed incalzante: nei suoi momenti migliori un bel sentire.

Descrizione perfetta per il concerto di ieri sera al Covo di Bologna (invero sorprendentemente non esattamente stipato): nei suoi momenti migliori un bel sentire.
Forse non lunghissimo (un'oretta) forse, come su disco, non troppo vario, forse, infine ogni tanto dedito a necessarie ma non riuscitissime divagazion…

[Ascolti] The War On Drugs - Lost in The Dream

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Ma si, certo.
Ovvio che questo disco è uscito a Marzo e questo significa, anno 2014, che è già stato recensito, ascoltato, fagocitato e oltretutto citato nelle innumerevoli classifiche di fine anno.
Che questo tour è già passato (due date per noi) in Italia, che scontatamente dire qualcosa di nuovo sarebbe impossibile.
Per cui, senza troppi giri di parole: bello e antico.
Lost in the dream, terzo disco dei War On Drugs (Philadelphia, Pennsilvanya) nati con l'ormai solista Kurt Vile è oggi l'espressione più matura del pensiero musicale di Adam Granduciel.
Non solo: è l'espressione di un ormai rara attitudine e sensibilità musicale, un album rock che guarda agli anni ottanta di tastiere, batteria, voce.
Non li ha citati quasi nessuno, vedendo in rete, ma la sensazione non è lontana da Disintegration, dei Cure.
Imponenza, forza, intensità.
Momenti di luce abbaglianti: Red Eyes è il brano che una generazione in un club sporco londinese dovrebbe ascoltare e cantare per un anno…

[Serie Tv] The Affair

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Possiamo dirlo: questa è l'epoca d'oro delle serie tv.
Che negli ultimi anni si sono trasformate, fino a diventare fenomeni di costume, trampolini di lancio.
Soprattutto piattaforme di ampio respiro, in grado di narrare, fidelizzare, generare discussioni, raccontare storie senza (particolari) problemi di tempo e man mano che si va avanti, di budget.

Così che, non è azzardato dirlo, oggi la vera piattaforma di narrazione è la serialità.
Non più il rapido battito di ciglia di un film, non più estese trilogie volte a raccontare epiche storie, non più vincoli temporali.
Le sfumature accenate ora sono riprese, il gioco di rimando con il pubblico vissuto in tempo (quasi) reale, esperienze collettive di visione sempre più contemporanea in tutto il mondo: Game of Thrones oggi è Guerre Stellari ieri.

La fortuna è poi che la grande competizione (allargata oggi a non network quali Amazon o Netflix) rende molte produzioni ambiziose, coraggiose, prive di freni (anzi, forse spesso esagerat…

[Ascolti] Damien Rice - My Favourite Faded Fantasy

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Non è certo facile essere Damien Rice e scrivere un nuovo album.
Per uno che, con questo disco, ha scritto solo tre album in dodici anni, è probabilmente evidente quanto il processo creativo sia cosa non semplice.
Probabile che quella forza nelle canzoni dei primi due dischi nasca anche da una certa sofferenza interiore: non sono state poche le fughe personali, i viaggi, le ricerche che il cantante di Dublino ha percorso in questi anni, come se (forse è solo una sensazione) vi sia nella sua vita personale una estrema sensibilità, un disequilibrio che di tanto in tanto si tinge di armonia, per dare alla luce qualche brano, finora quasi sempre indimenticabile.

Ha viaggiato molto anche per scrivere My Favourite Faded Fantasy: Stati Uniti, Islanda in particolare.
Da questo momento di armonia nasce un disco che riesce ad aggiungere qualcosa (non poco) alla discografia di Rice: otto tracce, maggiore elettricità, due brani a superare rispettivamente gli otto ed i nove minuti.
La prima doman…

[Visioni] Interstellar - Christopher Nolan

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In pochi anni, con grande abilità e probabilmente la giusta dose di fortuna, Nolan è diventato uno (o forse IL) più importante regista di quella sezione di Holliwood capace di coniugare pubblico e critica.
Dal capolavoro di Memento (2000), nel giro di tre anni il regista è riuscito ad unire le due anime con i primi due Batman (Begins e Il Cavaliere Oscuro, in particolare), inframezzati da The Prestige, molto più autorale e dedito a quel percorso di doppiezza, menzogna, ambigua visione della realtà che da sempre lo caratterizza.
Spettacolarità e fantasia che si sono uniti alla perfezione in Inception, capace di incassare tantissimo pur essendo caotico e non così semplice da seguire (pur non mancando le chiavi di lettura lungo il film).

Interstellar è il nuovo progetto del regista londinese (senza dimenticare la mano del fratello Jonathan alla sceneggiatura) dove vengono riversate le tematiche care (tempo, piani paralleli che scorrono) in una storia ambientata in un lontano futuro che …

[Ascolti] Subsonica - Una Nave in Una Foresta

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Quasi nessuna band, nella storia, al settimo disco aveva ancora molto da dire.
Diciamolo, senza offesa alcuna: in quasi ogni storia, anche quelle destinate a segnare epoche, la parte più interessante del percorso artistico sta nei primi 5-10 anni, nel processo tra intercorre tra quell'urgenza giovanile e la maturità compositiva.
A volte coincidono, a volte raggiungono il climax dopo alcuni tentativi.
Dopo quel momento, c'è chi finisce la carriera, chi declina, chi prosegue per lungo tempo tentando nuove direzioni o dando piccoli cambi di colore a quelle già percorse.

Tutto questo per dire che, oggi, quando non siamo lontanissimi dai venti anni passati dal primo, omonimo disco dei Subsonica (1997) non abbiamo chissà quali pretese per la band di Casacci e soci.
Che pure è stata qualcosa per l'Italia: il gruppo indipendente (erano ancora gli anni della Mescal) che arriva in radio, in classifica (quando ancora contavano) che travolge Sanremo con Colpo di Pistola, che propone …

[Live Report] Damien Rice @ Teatro Linear 4 - Ciak, Milano

Quando, un paio di estati fa, avevo visto per la prima volta Damien Rice ne ero rimasto sorpreso.
Come probabilmente capita a chiunque si avvicina all'evento live di un cantautore dalla rarissima discografia (due capolavori, datati 2002 e 2006, un terzo album in arrivo nelle prossime settimane) e autore di brani intensi, autorali, emozionanti.
L'idea di un concerto tra voce e chitarra (a volte piano), del silenzio attorno, di una voce maestosa, di qualche brano diventato classico in questa età dove di classici non se ne vedono quasi più.
E invece: sorrisi, vino, tante parole, un finale con centinaia di persone sopra, a lato e sotto il palco, il battimani, un rapporto strettissimo tra pubblico e autore: qualcosa di vicino e autentico che a stonare (si fa per dire) erano quasi i brani stessi, impegnativi, circondati da racconti, momenti di estatico silenzio in una serata fiorentina ricordata, probabilmente tutti, con il buonumore.

Invece l'altra sera, al "teatro" t…

[Ascolti] Caribou - Our Love

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Ad un primo ascolto, Our Love è un disco leggermente sottotono.
Quarto sotto il nome di Caribou, settimo disco per Dan Snaith (se consideriamo le altre due creature a nome Manitoba e Daphni) l'album giunge in un momento non da poco per l'artista canadese, ad un passo da diventare, definitivamente, uno dei grandi nomi capaci di uscire dalla nicchia.
Perchè tra Andorra e Swim è successo molto, compreso un tour ad aprire per i Radiohead, una vittoria al Polaris Music Prize (premio per il miglior album canadese), diversi spot televisivi e l'inclusione, per Swim tra i 100 migliori album del primo decennio secondo Pitchfork.

E si diceva dunque di un inizio di ascolti un pò sottotono per questo Our Love.
Che ha però un pregio non indifferente: passano i giorni ma rimane un ascolto sempre più piacevole, di volta in volta più amico di questo estivo ottobre, di cui pare un pò la naturale controparte musicale.
Ovvero qualcosa che sembra (e dovrebbe) essere freddino e invece riscalda…

[Ascolti] Perfume Genius - Too Bright

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Il difficile è sempre il terzo album, per quanto si dica la stessa cosa del secondo.
Perchè il secondo album può essere una ripetizione, una piccola variazione, può contenere materiale che era rimasto fuori dall'esordio.
Insomma, si può tirare fuori, ecco.
Diverso è il terzo disco, dove, spesso la carriera di un buon artista può essere sul limbo tra il salto verso una (più o meno moderata) notorietà o la delusione per l'inizio di un declino.
Non è mica facile continuare a scrivere ottimi dischi, è giusto dirlo.

Difficile dire se il terzo disco di Mike Hadreas, classe 84, di Seattle, sia un salto avanti o indietro. Forse uno scarto laterale.
Perchè, nonostante in rete se ne parli quasi ovunque in termini ottimi, Too Bright convince (purtroppo) a metà.
Quello che è certo che il terzo disco del nostro in arte Perfume Genius è quello con la tavolozza dei colori più ampia, strumentazioni che si aprono, elettronica che si inserisce ed un parziale, ma notevole, distacco da quell'…

[Ascolti] Thom Yorke - Tomorrow's Modern Boxes

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L'altro giorno, così per caso, come accade di tanto in tanto nell'universo Radiohead è uscito qualcosa. Non il nuovo disco della band, ma il secondo solista a portare il nome di Thom Yorke. Strano pensare a come tanti immaginino oggi il quintetto inglese come una creatura in dubbio divenire, quando è semplicemente in un momento di grande esuberanza creativa: per il batterista Phil Selway è in uscita in questi giorni il secondo disco a proprio nome, per Johnny Greenwood quest'anno una colonna sonora (Ineherent Vice, di Paul Thomas Anderson) e vari lavori orchestrali. Per il nostro Yorke è recente l'avventura Atoms For Peace e ora questo nuovo disco, uscito con sobrietà: un messaggio sul sito, un torrent sbloccabile e un prezzo più che popolare (poco più di 4 euro e mezzo) per otto tracce a comporre un lungo ep (o un piccolo album). Che ci dice cosa? Che ancora, Yorke è stregato dall'elettronica. Dalle pulsazioni, dalle convulsioni ritmiche di cui era in qualche mod…

[Ascolti] Alt-j - This Is All Yours

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Due anni.
An Awesome Wave veniva dato alle stampe il 25 Maggio 2012; circa due anni prima dei primi vagiti di questo This Is All Yours, ingombrante seguito, a dire poco.
Perchè (come a quasi nessuno, in questi ultimi anni) all'allora quartetto inglese è bastato un esordio folgorante per essere, oggi, uno dei nomi di punta della scena musicale, apprezzati trasversalmente anche perchè difficilmente inquadrabili in un genere.
Perchè, per quanto si legga ovunque che "in fondo avevano ripreso quà e là" nel primo disco della band c'era una tale forza, varietà, presenza di idee, un serbatoio così traboccante di novità che doveva per forza andare così.
E quanto grande sia stato il salto sta nel ricordo live della band sulla nostra penisola: in prima posizione in un A Perfect Days, fatti suonare nel primo pomeriggio contemporaneamente all'apertura della fila (scelte intelligenti italiane) e quindi persi per gran parte del set da chiunque non fosse tra i primi a passare.

The Leftlovers - Stagione 1

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The Leftlovers è, prima ancora di tutto il resto, una serie anomala.
Programmata in estate, dalla sempre santa e venerabile Hbo che concede libertà a Damon Lindelof (probabilmente la vera mente dietro a Lost, di cui ha scritto personalmente ben 45 episodi e di cui ha tenuto, o cercato di mantenere, il timone fino alla fine) per adattare sullo schermo un libro di Tom Perotta, che partecipa attivamente alla scrittura.

Anomala perchè narra di persone, di storie, di reazioni.
Si spoglia di uno dei mantra di Lost, ovvero il mistero e la spiegazione dello stesso.
In questo senso è più vicino a The Walking Dead, che non indugia nel perchè sia avvenuta l'infezione nel mondo, ma ci racconta gli esiti sulla popolazione mondiale.

The Leftlovers ci racconta di ciò che succede dopo.
Dopo un giorno, di tre anni precedente all'inizio della narrazione, in cui è scomparso il due per cento della popolazione.
Non c'è motivo, spiegazione. Da un istante all'altro, un numero enorme di pers…

[Live Report] Perfume Genius @ Lokomotiv Club, Bologna

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Non ho problemi a dire che io, di Mike Hadreas, fino a poco tempo fa, facciamo due mesi, non sapevo niente.
Forse a causa di qualche somiglianza, ancora da chiarire, avevo deciso con un certo impeto che Perfume Genius, di cui ogni tanto leggevo, era un progetto elettronico, di quelli da nome medio-basso in un cartellone da club. Perchè? Non è dato saperlo.
Ma la storia, che ci porta rapidamente in un ancora un pò sonnolento Lokomotiv in versione anteprima (anche per un pubblico sì presente, ma non certo da sold out), racconta di un qualche ascolto semi casuale (forse su Spotify) e della scoperta di un incredibile talento compositivo tra le mane di un giovane trentenne della provincia di Washingston, Stati Uniti.
Due dischi, il primo più low-fi, quasi da cameretta ma ben rappresentativo di una estrema sensibilità nello scrivere brani voce e piano delicati quanto, di tanto in tanto, indimenticabili.
Il secondo, conferma di un talento più sicuro che espande gli orizzonti musicali (e che…

[Ascolti] Interpol - El Pintor

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Era difficile sperare.
Difficile immaginare che gli Interpol, in grado di dare alle stampe uno dei capolavori degli ultimi anni (Turn On The Bright Lights, anno di grazia 2002) potessero tornare con un buon disco.
Punto primo: praticamente nessuna di quelle band,  di quella ondata di inizio millennio, hanno resistito (bene) per più di un paio di album (e si, non ti voglio nominare, Kele, per ciò che stai facendo).
Punto due, l'assenza, per la prima volta di Carlos Dengler, che era il basso, strumento non certo dimenticabile nell'economia della band.
Punto tre, superiore agli altri, una discografia fatta di due grandi luci (si, Antics è un grandissimo disco), un buonissimo album (Our Love To Admire, almeno per metà degno del passato) e poi una caduta netta, quell'album omonimo uscito nel 2010, ad essere generosi poco più che ascoltabile.

Invece ce l'hanno fatta.
Una salutare pausa di quattro anni, qualche progetto parallelo (anche se non memorabile, vedi Julian Plenti,…

[Ascolti] Chet Faker - Built On Glass

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Hai capito tu, l'Australia.
Paese splendido, meta di molti sogni (siano di vacanza o trasferimento per la vita).
E negli ultimi anni, piccola mecca musicale.
Non che non sia mai stata presente, anzi, nell'industria discografica (buttiamo lì, tra i nomi,  Nick Cave e Ac/Dc) ma la sensazione è che stia arrivando una piccola ondata.
Si tratti di pop ben confezionato (Gotye) di psichedelia (Tame Impala) o di un'intera scena, in gran parte legata ad un'etichetta, la Future Classic, che dopo avere lanciato Flume (a parere di di chi scrive, uno dei dischi da ricordare di questi anni) prosegue la sua indagine su ritmi elettronici e dintorni con il primo disco di Chet Faker.

Nome di battaglia di Nicholas James Murphy, classe 88, nato a Melbourne.
E già sentito in qualche ep, qualche collaborazione, qualche singolo (vedi di nuovo alla voce Flume, Left Alone, ad esempio).
E ora, con Built On Glass, protagonista per intero.

Non è un disco che subito impatta, non si stampa in ment…

[Ascolti] FKA Twigs - Lp1

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Tahlilah Debrett Barnett. Un nome non esattamente esportabile.
FKA Twigs, una sigla di difficile comprensione.
Che invece è semplice: Formely Known As Twigs, precedentemente conosciuta come Twigs.
Che si tratti di una faccenda più complicata di altre volte è abbastanza evidente.

Perchè la nostra è in rampa di lancio da parecchi anni.
Nata in una di quelle cittadine troppo piccole per chi ha aspirazioni artistiche, figlia di nessuna patria (un padre jamaicano, una madre metà inglese e metà spagnola), una indole inizialmente dedita alla danza (e così ecco aprirsi le prime porte del mondo dello spettacolo, tra video, apparizioni televisive e qualche sessione fotografica).
Un paio di ep, dai programmatici titoli Ep1 e Ep2, ed eccoci, agosto di questa strana estate 2014, dove questo nome ruota un pò ovunque, festival, webzine, post nei social network.

Cosa è dunque FKA Twigs, cosa è dunque Lp1?
Forse non lo scossone dichiarato.
Forse, però è il germe di qualcosa di grande in futuro.

Perch…

[Ascolti] Spoon - They Want My Soul

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Appena inizia Rent I Pay, prima traccia di questo ottavo disco degli Spoon viene la voglia (notata in diverse recensioni sul web) di inserire, a priori, una piccola invettiva a favore di una band che più di altre (ben più) celebrate band ha scritto pagine importanti nella musica di questi anni.
Soprattutto, con una costanza qualitativa e di coerenza artistica rari in una band che, ridendo e scherzando si avvicina ai vent'anni di carriera.

Il motivo per cui il gruppo capitanato da Britt Daniel non ha raggiunto status da band di culto sta in un insieme di fattori: la mancanza del singolo decisivo, una genere che si presta più all'ascolto intelligente che al ballo o al coro da stadio, un'immagine inesistente o quasi al di fuori della band, un insieme insomma di anti personaggi da copertina.
Tutti fattori che hanno portato molti di noi, che scriviamo, e di voi, che leggete, ad amare gli Spoon e parlarne pure pochissimo.

Per me, poi, parliamo di una storia ancor più particolar…

[Live Report[ Franz Ferdinand + The Cribs @ Ferrara Sotto le Stelle

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Qualche anno fa, per essere precisi nel 2008, in Piazza Castello c'erano i Franz Ferdinand, con l'apertura dei Cribs.
Il bis, ricordato dalla band, si consuma sei anni dopo.
Per chi scrive, una decina di metri più avanti ed altrettanti più a sinistra, dietro il medesimo sold-out.

Due storie diverse, quelle due band.
I Cribs hanno perso John Marr, pubblicato addirittura un greatest hits e si presentano sul palco con una certa energia e la medesima incertezza tecnica di un tempo.
Non è mai su questi lidi sbocciata la passione per la band di Wakefield, ma a sorprendere (in negativo) è ancora una volta il suono sporco, le voci traballanti, una presenza scenica incostante.
Si dica quello che si vuole, ma la pochezza tecnica della resa dal vivo della band è così evidente che diventa impossibile godere anche di quell'effetto concerto che mediamente rende piacevoli anche le band meno apprezzate.
Tutto uguale e tutto diverso invece per Alex Kapranos e soci.
Che ancora più di qualc…

[Ascolti] Kasabian - 48:13

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Il fatto che io arrivi a scrivere questa recensione quasi due mesi dopo l'uscita del disco, è un chiaro indice di una diffidenza cresciuta col tempo. Se una persona che ami ti fa del male, per un pò cerchi di non vederla, non sentirla.
Uscendo dai drammi, qui siamo un pò in quella condizione, o meglio ad una sensazione rivelatasi corretta.
Fosse un grafico, i Kasabian sarebbero un punto alto (l'omonimo debutto) una retta costante (il particolare ma per molti versi riuscito Empire) e un'ulteriore crescita con West Ryder Pauper Lunatic Asylium. Quello era il momento della band di Leicester, la vetta creativa di una band che è riuscita ad inquadrare, almeno per un pò, una perfetta fusione tra rock, pop ed elettronica, azzeccando pure quei singoli capaci di imporre il nome in circuiti ben più estesi della sezione indie-rock in cui, giustamente, nel 2004 (l'anno dei Franz Ferdinand, per dire) furono inseriti.

Poi quel Velociraptor, acquistato in Scozia con una certa attesa…

[Live Report] Dente @ Bolognetti Rocks, Bologna

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- Dai, tu che stai sbirciando in prima fila, dillo pure qual'è la prossima canzone in scaletta -
- Ma non vedo, sono miope! -
- Ops, ho fatto la gaffe. -

E' questo, il buon Dente.
Una totale assenza di filtri, un personaggio più che un cantante, almeno sul palco, che brano dopo brano annulla sempre la distanza tra pubblico e artista sul palco.

Lui interagisce, parla a vanvera, parla con senso, introduce le canzoni, si guarda intorno, colloquia con questo o quello e si viene a creare inevitabilmente quel senso di intimità, quale che sia il contesto, che rilassa e piace.
Un motivo sufficiente (oltre alla vicinanza geografica e all'ingresso ad offerta libera) per portarci un'ennesima volta ad un live del cantante, giunto nel frattempo al quinto album, forse per poco il meno ispirato nella scrittura e al contempo il migliore a livello strumentale.

L'Almanacco del giorno prima si comporta più che bene dal vivo, con la consueta band sul palco (chi ha detto il rosso alla…

[Live Report] The National + Sam Fermin @ Ferrara Sotto le Stelle

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Per una parte del concerto dei National, sono rimasto in (piacevole attesa) di QUEL momento.
Quello scatto d'intensità, quel qualcosa di speciale.
Non che mancasse niente, quando si parla di National si parla ormai di una band con cui si va sul sicuro: ci sono i pezzi, ci sono i suoni, c'è l'esecuzione che si concede sempre qualche sorpresa (in questo caso siamo al terzo brano, Ada, che sfuma in Chicago di Sufjan Stevens, omaggio ben gradito). C'è la classe.

Ma è abbastanza evidente che dopo la prima volta (stessa Piazza Castello, dopo una sontuosa apertura con i Beirut e in uno evidente stato di grazia) e la seconda (recente, frenetica, sporca nella tecnica quanto intensa nella performance quasi rabbiosa o forse estatica, forse alcolica del Primavera Sound di Barcellona) fino ai bis, c'è stata un pò aria di normalità.
Non si vuole scrivere di stanchezza, ma in un tour che segue da ormai un anno abbondante l'uscita di Trouble Will Find Me (e più di 120 date ad…

[Ascolti] Blood Orange - Cupid Deluxe

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Ci voleva un viaggio in auto.
Perchè i dischi, in fondo sono così. Partoriti in momenti diversi, immaginati in contesti particolari, scivolano nelle orecchie a volte distratte a volte meno pronte a certe sonorità.
Il progetto Blood Orange, ad esempio, mi è passato davanti svariate volte senza particolare interesse.
Addirittura live, al Primavera Sound di Barcellona, in un gradevole ma apparentemente privo di sussulti concerto capace di lasciare un bel ricordo e nient'altro.
Ma poi arriva luglio, una sera, la voglia di sentire il disco a pieno volume, di lasciarlo respirare, stirarsi e librarsi nella sua miscela funky degna di un disco di altri tempi.
Così il progetto, l'ennesima vita di Devontè Ines, già dietro a Lightspeed Champion (dove si faceva del folk) e produttore d'eccezione, così questa incursione in tutt'altri territori diventa finalmente chiara.

E lo dice uno che, in fondo, questa miscela di sensualità mista tra Prince e Michael Jackson nemmeno lo ama parti…

[Ascolti] First Aid Kit - Stay Gold

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Terzo disco per Johanna e Klara Soderberg, giovanissime sorelle nate in un sobborgo di Stoccolma.
E raro caso di reale talento uscito dalla rete, da una cover dei Fleet Foxes caricata su Youtube quando le due avevano la bellezza di 15 e 18, fino a questo disco della conferma (e ora, per la cronaca ne hanno 25 e 22).

Al terzo disco le First Aid Kit scelgono continuità e maturità.
Impostano dunque un nuovo disco che se soffre di qualcosa è del sole estivo che ci avvolge (o dovrebbe, visto che attualmente c'è più pioggia che altro fuori dalla stanza).
Per il resto contiene una manciata di belle composizioni tra pop e folk, in cui le voce si avvicendano o uniscono, la strumentazione pare leggermente più ampia del passato e il ritmo sta tra il medio e il lento.
Non possono così non spiccare My Silver Lining e l'omonima Stay Gold, dal sapore di piccoli classici, così come la dolce Waitress Song (quasi un gioco di vecchio country attualizzato).
E come nel precedente disco (con la de…

[Live Report] M Ward @ Hana - Bi, Marina di Ravenna

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Non ci sono molti posti al mondo dove, poco prima di un concerto, lo staff distribuisce alcuni panni per stendersi a terra. Specie se sei in spiaggia, una fresca sera estiva, un apparentemente anonimo lunedì: non per tutti però, perchè c'è un discreto pubblico venuto a vedere un non così frequente live di M Ward.

Che non sarà un nome di grido, ma inizia a mettersi in tasca quindici anni abbondanti di carriera, otto album solisti di crescente successo, la felice collaborazione con Zooey Deschanel per il progetto She & Him (la notizia fresca è che il quarto disco è in arrivo in autunno), la partecipazione al progetto Monsters of Folk e le collaborazioni, svariate, da Cat Power a Bright Eyes a Beth Orton.

C'è materiale, insomma da scoprire, in questo particolare soggetto che si presenta poco dopo le dieci, di fronte ad un felicemente rilassato pubblico per un live solista di un'ora abbondante.

Dove il nostro Matthew Stephan Ward ripercorre una carriera, consegna un paio …

[Ascolti] Chromeo - White Woman

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Ogni tanto arriva e c'è poco da nascondersi.
Arriva il disco furbo, intelligente, divertente. Paraculo, se si vuole.
Sarà il momento storico, sarà un'improvvisa ispirazione, sarà la combinazione astrale, fatto sta che David e Patrick, in arte Dave 1 e P-Tugg, improbabile duo canadese unito sotto la sigla Chromeo ha fatto centro. Al quarto album di una carriera finora nella media.
E White Woman è il disco che dovremmo e ascolteremo a lungo questa estate.
Un album che nei momenti ispirati indovina il singolo Jealous (semplicemente perfetto) ospira Toro Y Moy per la riuscita Come Alive, piazza la divertentissima Sexy Socialite (qualcosa a metà tra Fujiya & Mijagi e i Daft Punk) che si conclude una una lunga, inappropriata e per questo riuscita coda tra vocoder e chitarre a stendersi sul motivo principale.

Non si prende sul serio, ma alla fine il duo sbaglio poco e niente: un pò inutile l'intermezzo con il grande nome (Ezra dei Vampire Weekend), ma per il resto la miscela…

[Live Report] Pains of Being Pure At Heart + Fear Of Men @ Hana-Bi, Ravenna

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C'è una nicchia, un sottogenere di amanti di un genere chiamato indie-pop.
Io non l'ho mai capito bene, eppure ci fanno i festival, i raduni, insomma esiste un piccolo movimento di cultori di questo suono, melodico, allegro, apparentemente semplice ma spesso più elaborato, di composizioni musicali.
Ora: questa corsa alla categorizzazione, al movimento, alla nicchia è quanto di più distante dalla realtà di chi scrive.
E' però vero che due esponenti di questo indie-pop, i primi ad una certa ribalta, i secondi al lavoro su in difficile consolidamento, suonano questa sera all'Hana-Bi di Marina di Ravenna.
Hana-Bi vuol dire spiaggia, mare, relax e starbene e per chi scrive vuol dire averci fatto la festa di Matrimonio e averci visto il primo concerto nella splendida location, se ben ricordo, nel lontano 2008 o 2009 con i Pains of Being Pure At Heart.
Serata piovosa, gruppo girato verso l'interno e non verso la spiaggia, band in rampa di lancio, pareva per un grande succ…

[Report] Primavera Sound 2014 - Giorno 3

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Il terzo giorno è quello in cui ormai, il Forum di Barcellona suona come casa.
Qualche giro in centro e poi si inizia per l'ultima giornata, il fisico un pò ne risente ma non ci si fa mancare nulla.

E si parte dagli Islands (7) che illuminano l'inizio di giornata con il loro gradevole pop scanzonato, in qualche caso non lontano dai suoni dei Vampire Weekend. Un frontman con un rapporto particolare con il microfono e una bella attitudine ce li fanno promuovere, senza se e senza ma.
Così come gli Spoon (7).

La band americana, ferma nella discografia da ormai quattro anni, sceglie di ricominciare a dare segni di sè con alcune date che preludono all'ottavo album. Premiati dall'organizzazione con uno dei palchi principali, offrono una buonissima performance del loro indie-rock solido e intelligente. Come su disco, non sono la band da effetti speciali, ma sanno scrivere e portare sul palco una serie di piccole gemme che si meritano il numero pubblico accorso.
Un'altra b…