sabato 21 dicembre 2013

[Classifiche] Anno 2013: I Migliori Album


Eccoci dunque al primo appuntamento (ce ne saranno altri due) con le classifiche di fine anno.
Partiamo subito con i migliori album: come ogni anno è da premettere che si tratta di una classifica piuttosto variabile (difficile confrontare generi e percorsi diversi) e che tende a premiare i dischi che più sono stati capaci di ascolti e riascolti e di generare l'impressione di dischi da ricordare per la prossima annata.

I Migliori Album del 2013



  1. Arcade Fire - Reflektor
  2. James Blake - Overgrown
  3. Daughter - If You Leave
  4. London Grammar - If You Wait
  5. Vampire Weekend - ModernVampires of The Weekend
  6. Franz Ferdinand - Right Thoughts, Right Words, Right Action
  7. Massimo Volume - Aspettando i Barbari
  8. Baustelle - Fantasma
  9. Kveikur - Sigur Ros
  10. Daft Punk - Random Access Memories
Altri cinque dischi degni di nota:

giovedì 19 dicembre 2013

[Ascolti] King Krule - 6 Feet Beneath The Moon


Un diciannovenne inglese: negli ultimi anni non sono pochi i giovanissimi catapultati sulla scena internazionale con tanto interesse attorno nel momento del debutto.
Vedi anche James Blake e gli XX.
La fervida scena inglese ci presenta questa volta Archie Marshall, la cui voce (profonda, matura, intensa) stride quasi al cospetto delle fotografie che ritraggono un giovanissimo, pallido ragazzo dai capelli rossi.
E come suona 6 Feet Beneath the Moon? Un più che coeso album di 14 tracce (forse un pò troppe, ma non è la prima volta che si perdona l'esuberanza e l'eccesso al debutto di un giovanissimo) fatto di chitarra elettrica, occasionale batteria e tanta, tanta voce.
Perchè è un disco di cantautorato, quello di King Krule: solamente che sceglie la strada (non semplice in teoria) di essere un disco spoglio, riempito di parole e accordi di chitarra.
Una strada che è forza e debolezza: perchè se negli episodi migliori la formula funziona (Easy Easy) in alcuni casi è un pò priva di mordente.
La chiave passa dunque nelle mani di alcuni brani capaci di aggiungere un tocco di groove (non raramente vicino a ritmiche jazz) quali A Lizard State, Neptune Estate;  suona poi come un peccato la mancanza di Rock Bottom, perla di un precedente ep e che avrebbe meritato la presenza nel disco.
In definitiva non il grande disco dell'anno, ma un presupposto interessantissimo per il futuro, questo si.

sabato 14 dicembre 2013

[Ascolti] Babyshambles - Sequel To The Prequel


Curioso come un disco dei Babyshambles nemmeno troppi anni fa potesse suonare come un evento e ora venga ascoltato con una certa sufficienza.
Magari mentre si prepara un albero di Natale (vedi alla voce esperienze personali).
Ma è tutto giusto così: sono passati ormai dieci anni abbondanti da quella stagione di Inghilterra e chitarre, stagione che ha lasciato molto meno di quello che pensasse (meritasse?).
Fatto sta che siamo qui, alle porta dal Natale, con il terzo disco della band nata dalle ceneri dei Libertines, band tra l'altro rinnovato vista la dipartita di Adam Ficek (batterista e co-compositore) lo scorso anno.
Difficile non pensare quindi ad un album "solista" ampliato, ma pur sempre solista, di una personalità ingombrante come Pete Doherty.
Che sia vero o meno, alla (fondamentale) domanda "i Babyshambles sono ancora in grado di dire qualcosa?" si potrebbe rispondere in entrambe le maniere.
Se il percorso discografico di Doherty (e soci) non è piaciuto fino ad adesso, non c'è motivo per dirsi altro.
Se invece i suoni, l'attitudine e l'abilità melodica sono riconosciuti a chi canta, si può proseguire dicendo che il disco è tutto sommato piacevole da ascoltare.
Di fianco ai vari episodi "classici" emerge qualche cambiamento musicale, in particolare una maggiore attitudine ad una ritmica vicina al reggae (Cuckoo e Dr. No, entrambi tra i pezzi più piacevoli del lotto) e una maggiore qualità chitarristica rispetto al passato (Fall From Grace è una ballata mid-tempo capace di ridare lustro al passato).
Manca, è vero, una hit o presunta tale (come poteva essere Delivery nel precedente disco della band) ma non ci sono nemmeno particolari debolezze in un disco piacevole, capace di regalare un qualche apprezzabile quanto straniante effetto nostalgia.
Insomma, l'ascolto è una libera scelta ma un'oretta gradevole di buona musica si, i Babyshambles possono ancora regalarcela.

giovedì 12 dicembre 2013

Prossimi Appuntamenti Live: uno sguardo al 2014


In attesa (settimana prossima probabilmente) di stilare le classifiche di fine anno, diamo uno sguardo ai concerti del prossimo anno, visti anche i numerosissimi annunci di questi ultimi giorni.



Stephen Malkus And The Jicks

  • 23 Gennaio, Tunnel (Milano)
  • 24 Gennaio,  Covo (Bologna)
The Soft Moon
  • 30 Gennaio, Teatro lo Spazio (Roma)
  • 31 Gennaio, Plastic (Milano)
  • 1 Febbraio, Covo (Bologna)
Bullet For My Valentine
  • 13 Febbraio, Alcatraz (Milano)
Beady Eye
  • 15 Febbraio, Live Club (Trezzo Sull'Adda - Milano)
  • 16 Febbraio, Orion (Roma)
Maximo Park
  • 16 Febbraio, Tunnel (Milano)
Bill Callaghan
  • 18 Febbraio, Teatro Antoniano (Bologna)
Depeche Mode
  • 20 Febbraio, Forum di Assago (Milano)
  • 22 Febbraio, Unipol Arena (Bologna)
Moderat
  • 22 Febbraio, Magazzini Generali (Milano)
Savages
  • 24 Febbraio, Tunnel (Milano)
  • 25 Febbraio, Circolo degli Artisti (Roma)
  • 26 Febbraio, Lokomotiv (Bologna)
Of Montreal
  • 25 Febbraio, Bronson (Ravenna)
Babyshambles
  • 27 Febbraio, Alcatraz (Milano)
  • 28 Febbraio, Atlantico (Roma)
Fanfarlo
  • 3 Marzo, Lokomotiv (Bologna)
  • 4 Marzo, Tunnel (Milano)
Franz Ferdinand
  • 3 Aprile, Forum di Assago (Milano)
Rock In Idrho (Bologna) 30 Maggio - 2 Giugno
  • Iron Maiden, Biffy Clyro, Pixies, Queen Of The Stone Age, Ska P
Arcade Fire
  • 23 Giugno, Ippodromo Capannelle (Roma)
  • 24 Giugno, Castello di Villafranca (Verona)
The Black Keys
  • 8 Luglio, Ippodromo Capannelle (Roma)

lunedì 2 dicembre 2013

[Ascolti] Lily & Madeleine - Lily & Madeleine



Di tanto in tanto capita di scrivere, se si parla di arte o cultura, riguardo all'utilità di un disco/libro/film.
In termini di "è già stato fatto prima, nulla di nuovo".
Capita, insomma, di relegare l'esperimento o la novità su di un piano più elevato rispetto a chi fa un disco di mestiere, seguendo le regole, se vogliamo così chiamarle.
Sarebbe però un errore fare la stessa cosa con Lily e Madeline Jurkiewicz, sorelle intorno ai vent'anni di Indianapolis.
E sarebbe un errore o almeno una sottovalutazione quello di appiccicare con banalità l'etichetta di nuove First Aid Kit a queste due ragazze americane.
Non che sia del tutto sbagliato: le affinità musicali, di immagine e addirittura di parentela sono così forti che è difficile non portare la mente all'ottimo esordio delle due svedesi.

Quello che colpisce è però la qualità dei brani.
Pur tra echi di qualcosa di già sentito è difficile (sarà la temperatura) non lasciarsi coinvolgere da un disco che procede a velocità medio-bassa (Nothing But Time, I've Got Freedom però portano vicino al battimani) con una miscela banale (se si vuole) quanto riuscita di intrecci vocali, note di chitarra e piano.
Ad esempio l'uno-due iniziale, la delicatissima Sound Like Somewhere (con piacevoli orchestrazioni in sottofondo) e la ben più pop Devil We Know, non a caso tra i singoli estratti.
Una piccola nota di merito a Paradise, in chiusura di disco, brano di quasi sole voci sorrette da tre note di chitarra, a regalare una bellissima melodia.

Riuscire, da giovanissime, a fare un bel disco di quasi sole voci e accenni melodici, non è certo facile.
Il fatto che il duo, come ben sintetizza la copertina, sia probabilmente riuscito a trovare un'alchimia superiore alle singole parti ci regala uno dei più bei dischi di folk-pop di quest'anno.
Mica poco, per un esordio.

[Live Report] Home Festival - Giorno 1 - 31/8

Non è nemmeno, spero, necessario l'abusato discorso che potremmo riassumere in festival/italia/mondo. Ovvero: siamo una rara anom...