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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013

[Ascolti] Moderat - I I

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Non sono i molti i dischi di elettronica (perlomeno pura, non contaminazioni) finiti recensiti in questo blog, o semplicemente ascoltati, come piace da queste parti, lontani dalle gelide polemiche del web.
Materia meno conosciuta di altre e per quanto le sonorità più ballabili piacciano, spesso un intero disco è un pò indigesto a chi scrive.
Non è un mettere le mani avanti, anzi, ma un dare onore al merito al secondo disco nato dalla collaborazione tra Apparat (Sasha Ring, Berlino) e il duo Modesektor (Gernot Bronsert e Sebastian Szary, anche qui Berlino).
Disco che diciamolo subito si muove su territori spesso sensuali e interessanti.
Dalla perla techno-pop (si può dire) di Bad Kingdom, primo singolo, basso acido in prima scena e un ottimo cantato a piantarsi in mente, si stendono undici tracce tra lo strumentale e non capaci di affascinare ascolto dopo ascolto.
La delicata Let In The Light, una intensa Theraphy capace di muoversi su ritmiche spezzate di grande impatto, una Gita dal…

[Ascolti] Jake Bugg - Sangri La

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Si potrebbe, volendo, rinfacciare l'uscita di questo disco, a Jake Bugg.
Nel senso temporale, perchè l'esordio del giovanissimo ragazzo di Nottingham (ancora 19 anni) è avvenuto un annetto fa, con tante attese intorno, parecchio successo e numerose partecipazioni a festival e live di un certo livello.
Si potrebbe dunque pensare che avendo 18 o 19 anni sarebbe cosa buona e giusta riprendere fiato, abituarsi ad un ingresso così precoce (e dalla porta principale) a certi palcoscenici.
Una certa attenzione a non bruciarsi, insomma.

Invece tra un tour e l'altro il nostro ragazzo butta giù altre dodici tracce e la fa uscire.
E qua diciamo, ancora prima del giudizio, che è una scelta apprezzabile, quella di scrivere subito un altro disco.
La bulimia creativa dei diciotto o venti anni non è un fenomeno inusuale (chi si ricorda di Bright Eyes, uno che a vent'anni aveva già avuto tre gruppi, scritto due album e svariate cassette poi raccolte in un terzo?) e la sincerità del dis…

[Visioni] Serie Tv: Masters of Sex

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Curioso che Showtime sia riuscita a confezionare il suo prodotto più pulito ed impeccabile con Masters Of Sex.
Il network americano, infatti, aspira da sempre agli onori meritati da Hbo, per le sue serie tv.
E non è che a Showtime siano mancati i successi: tutt'altro, se si pensa a Homeland, Californication, Dexter, I Tudors, Shameless, The Big C.
Però, escludendo gli ultimi due citati (il primo ancora in forma, il secondo da poco concluso) in molti casi il tratto distintivo delle serie del canale era quello dell'esagerazione, della ripetizione, delle grandi idee che stagione dopo stagione si perdevano, della violenza e della sessualità esibite come marchio più che come tematica.
Insomma, diciamolo in altre parole, l'idea che Showtime facesse Masters of Sex, ovvero la storia di Masters And Johnson, pionieri della ricerca sulla sessualità umana, poteva facilmente fare presupporre il rischio di tanti corpi svestiti ed una certa superficialità nella trama.
Che invece è la st…

[Ascolti] London Grammar - If You Wait

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Di tanto in tanto, arrivano quei dischi.
Che, s'intende, non rivoluzionano nulla.
Ma semplicemente sono delle gemme.
E' questa l'immediata sensazione che si prova con If You Wait, primo disco dei London Grammar, trio londinese che pure suona insieme dal 2009.
Non un anno a caso: nel 2009, a Londra e dintorni escono due esordi destinati a lasciare il segno.
Il primo è un quartetto giovanissimo, gli XX, il secondo è quello di Florence And The Machine.
Sia il caso (o no) ma questi altrettanto giovani ragazzi si permettono di assimilare entrambe le lezioni ed mischiarle in undici brani uno più bello dell'altro.

Difficile non notare, di primo impatto, la voce di lei, Hannah Reid, imponente, profondissima, cosi vicina alla ben più famosa rossa inflese già citata.
Sotto, elementi di minimalismo sonoro, un tappeto che si stende ad accompagnare, esaltare, approfondire.
La ritmica spesso in odore di trip-hop, alcune orchestrazioni ad ampliare i momenti più intensi, regalando di…

[Ascolti] Half Moon Run - Dark Eyes

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Un quartetto canadese alla lenta conquista del mondo.
Titolo forse esagerato, anzi sicuramente esagerato ma indicativo di una promessa importante per il futuro.
Perchè il Canada sta da anni regalando parecchie soddisfazioni musicali e l'ultima in ordine cronologico è quella degli Half Moon Run, band nata un pò casualmente, da qualche annuncio su Craiglist, che dopo vari assestamente pare avere trovato la propria idea musicale, dando alle stampe il proprio esordio.

E Dark Eyes è un disco bello.
Una specie di onesto e emozionante incrocio tra le armonie vocali dei Fleet Foxes e l'approccio ad un complesso rock vicino (specie nelle sezione ritmica) ai Local Natives, si dispiega lungo undici brani di elevata qualità, dove è difficile scegliere un momento migliore (ed è un complimento, specie per un esordio).
Non male ad esempio Judgement, un brano che riusciva, per chi se li ricorda, ai primi Starsailor, un mezzo classico Full Circle, brano di discreto successo sul web grazie anc…

[Ascolti] Arcade Fire - Reflektor

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Tra le cose che ricorderemo (musicalmente, s'intende) di questo inizio di millennio, ci sarà la parabola degli Arcade Fire.
Una storia finora così pura.
Un esordio sentito ed emozionante (vogliamo chiamarlo capolavoro, certo) un successo di puro passaparola, che ha portato il disco dalle poche copie stampate in Canada alla distribuzione mondiale.
Se ne parlò letteralmente per mesi.
Le conferme di Neon Bible (il disco intimista, la conferma del talento melodico e corale) e The Suburbs (il primo tentativo di diventare band rock a tutto tondo, un suono capace di allargarsi in più direzioni) hanno portato ad una espansione di pubblico impensabile.
Così siamo ad oggi, dove Reflektor ha seguito la stessa storia mediatica del disco dei Daft Punk: l'attesa collettiva, i singoli estratti, concerti sotto mentite spoglie in patria, informazioni costanti capaci di generare un'attesa spasmodica.

Poi Reflektor si è rivelato.
Due i temi fondamentali di cui si parla (e sono in realtà lo …