giovedì 28 febbraio 2013

Nuovo album per Tricky




Non c'è bisogno di presentarlo, Tricky.
Fondatore, in quel magico inizio di anni novanta, del trip-hop, capace di dare alla luce anche Portishead e Massive Attack (di cui lo stesso Tricky faceva parte) e poi personaggio complesso, sfuggente, capace di proseguire un percorso tutto personale articolato e quasi sempre interessante, spesso molto interessante, compresi gli ultimi due album, Knowle West Boy e Mixed Race, di cui lo stesso cantante dice "I miei ultimi due album pensavo fossero buoni, ma ora mi rendo conto che non lo erano affatto".

Vero è che ogni artista presenta il nuovo disco come l'opera migliore scritta sino a quel momento ma non c'è da diffidare dell'ormai più che quarantenne di Bristol.
E per il nuovo album, dal titolo False Idols, Adrian Thaws ha fatto le cose in grande, costituendo una propria etichetta, dove in futuro darà spazio anche ad altri artisti e liberandosi di ogni vincolo commerciale.
Abbastanza ironico, dopo questa premessa che il primo estratto sia intitolato Nothing's Changed a meno di non intenderla in un senso: diciotto anni dopo siamo tornati nella direzione dell'indimenticabile Maxinquaye.
L'estratto ci porta in quella direzione: speriamo possa essere vero, vorrebbe dire essere di nuovo di fronte ad un grande disco.

martedì 26 febbraio 2013

Tornano gli Still Corners


Se ne parlò, ma non se ne parlo troppo.
Degli Still Corners, duo di Londra che pare un attimo fa (e invece è passato quasi un anno e mezzo) ha esordito, ottimamente con Creatures of An Hour.
Ne avevamo parlato molto bene per un disco di dream-pop sognante, con alcune ottime intuizioni e che lasciava trasparire una personalità non indifferente.
Con il consiglio di recuperare il primo disco, ecco l'annuncio del seguito, Strange Pleasures, che ci porta in dote anche il primo estratto, molto anni ottanta, dal titolo Berlin Lovers.

venerdì 22 febbraio 2013

Ascolti: Foals - Holy Fire


Il terzo album, spesso è quello della consacrazione.
Funziona così: il gruppo esordisce, nell'attenzione generale della solita nicchia più o meno grande.
Poi se tutto va bene, si conferma con il secondo disco, allargando il proprio bacino di utenza.
E arriva così al terzo album, con l'attesa del pubblico (che ora ha iniziato a fare passaparola, i meno attenti sono arrivati anche loro a conoscerli) e se ancora va bene, avviene lo sdoganamento, si passa dalla nicchia al mezzo main stream (una parabola ben seguita dagli Arcade Fire, per esempio).
Che però sia difficile il terzo album, è vero.
E' quello che spesso segna il confine tra il fuoco di paglia (o il modesto declino) e i fuoriclasse.
Perchè spesso, troppo spesso, il secondo disco è più un battere il fuoco finchè è caldo.
Non è stato invece così per i Foals, che dopo l'enorme Antidotes, non tra i dischi più famosi di quel periodo ma uno dei migliori, con il math-rock portato su traiettorie e ritmiche accessibili quando complesse, avevano dato alla luce il convincente Total Life Forever, capace di proseguire il discorso e ampliarlo (vedi la splendida Spanish Sahara).
E così, per il gruppo di Oxford, siamo arrivati a questo terzo disco.
Che sta girando nelle cuffie da un pochino, più, per dire, di altri dischi già recensiti.
E il motivo è semplice: è un disco ben fatto, ma che non sfonda.
Non male Prelude, particolarissimo semistrumentale ad aprire il disco, maluccio invece Inhaler, primo singolo con chitarroni quà e là che spaventano un pò (si è temuto di riaprire la ferita Bloc Party / Four).
E poi il cuore del disco, che è quello che non incide fino in fondo perchè semplifica un pò troppo il discorso Foals, quello che era inventiva, genio, una batteria in prima linea a scandire le melodie qui diventa un pò troppo radiofonico, magari godibile in My Number ma subito dopo, Bad Habit che ricalca fin troppo Big Big Love del primo disco (ma non se ne sono accorti?).
Soprattutto il suono è piuttosto compatto, per non dire abbastanza simili con sè stesso.
E a dire il vero, andando avanti nel disco, gli acuti sono scarsi.

Intelligente ma non si applica, dicevano a scuola.
Difficile dire se sia un'impressione, un momento di calo di ispirazione, fatto sta che, semplicemente, Holy Fire scivola pigro (ma non lento, certo) nelle orecchie senza avere la forza di quegli ascolti trascinanti che ti gridano "ancora!ancora!".
Davvero un peccato.

mercoledì 20 febbraio 2013

Ascolti: Palma Violets - 180


Si, si, ci siamo.
Per quanto 180, primo e chiaccheratissimo disco degli inglesi Palma Violets, sia chiaramente fuori tempo massimo (cosa di cui ci interessa ben poco) riesce a regalarci un disco come non se ne sentivano da tempo: giovane, 100% british, con buonissime intuizioni melodiche.
E' la coda spostata nel tempo di una invasione che sembra ormai lontana nel tempo e invece è finita solo da qualche anno: quella di Strokes e Libertines, in particolare.
Con la scelta particolare di due voci ad alternarsi (quelle di Sam Fryer e Chili Jesson, fondatori della band) 180 esordisce chiarendo subito la partita: Best of Friends e Step Up For The Cool Cats (migliore questa seconda) sono i due singoli che hanno fatto innalzare l'hype  della stampa lo scorso anno, regalandoci chitarre, cambi di tempo e ritornelli capaci di riportarci ai tempi del miglior Pete Doherty (no, non storciamo il naso, che alcuni pezzi dei Libertines erano e sono rimasti istant classic).
La cosa positiva è poi che il disco riesce a confermare le qualità dei brani già conosciuti: bene, molto bene anche in Chicken Dippers (che rimanda inevitabilmente ai Clash) Last Of Summer Wine (già conosciuta) e la la splendida Tom The Drum, quasi vicina ai Joy Division meno cupi.
Insomma 180 è un disco bello, divertente, ben scritto e che merita ogni ascolto.
Che poi, verosimilmente, la band scivolerà come altre mille band in futuro è vero quanto prematuro da dire e soprattutto di scarso interesse.
Quello che conta è che ora tutto fila con piacere.

lunedì 18 febbraio 2013

Ascolti: Adam Green & Binki Shapiro - Adam Green & Binki Shapiro


E' un disco semplice, questo.
Il progetto che unisce Adam Green (una lunga carriera dai Moldy Peaches ai progetti solisti, di cui l'ultimo, ottimo Minor Love) e la musa Binki Shapiro, ex di Fab Moretti e un terzo dei Little Joy, progetto durato un album ma da non dimenticare, esce senza troppo clamore in questo inverno, pronto a riscaldare parecchie serate.
Con un risultato non dissimile da quello della coppia Mark Lanegan e Isobel Campbell, ne esce un disco scritto a quattro mani e cantato da entrambi, ora insieme ora singolarmente.
Un pop d'autore che affonda in un'idea non complessa ma in cui molti si sono cimentati: la three-minute-song.
Ovvero il brano pop, semplice, di durata di circa tre minuti (che solo in un caso vengono raggiunti, a dire la verità) in questo caso l'intreccio melodico delle voci e arrangiamenti semplici ma riusciti.
E' un disco semplice ma godibilissimo.
Mezzora scarsa, alcuni picchi ("I Never Found You", il singolo "Just To Make Me Feel Good" la conclusiva "Casanova") nessuna caduta di stile.
Come capita ogni tanto, è un disco che non aggiunge niente alla storia della musica ma è talmente dolce, ben scritto e privo di inutili orpelli, che negarsene l'ascolto sarebbe davvero un peccato.
Centro pieno, insomma.



mercoledì 13 febbraio 2013

Ascolti: Darkstar - News From Nowhere


Bisogna premettere che Darkstar non è un nome da copertina.
Nome discretamente atteso, però, da chi segue la scena dubstep, grazie a quel primo disco, North, datato 2010, capace di regalare ottime sonorità a chi segue queste sonorità.
In particolare, riuscite furono la dolce Aidys Girl Is a Computer e la traccia omonima, vero e proprio picco qualitativo di un disco comunque più che piacevole.
Senza troppo clamore, si diceva, esce dopo ben tre anni questo News From Nowhere e bisogna dire, subito, che è un disco molto sorprendente.
Perchè il suono vira (quasi) completamente: diventa un pop, meglio, un elettro-pop, vicino in alcuni casi agli Animal Collective (Armonica e soprattutto Amplified Ease).
Ma in fondo cosa importa è altro: è un buon disco?.

Ci penso da ormai un pò e oggi ho preso la decisione: è un buonissimo disco.
Il motivo è semplice: passata l'iniziale sorpresa per un disco sommesso, tutto l'opposto del vibrante e gioioso, ci si lascia accarezzare da questi dieci brani che sopravvivono, ascolto dopo ascolto, al tempo e diventano sempre più belli, gemme da non lasciare incolte.
Un esempio è A Day's Pay for a A Day's Work, vicino ai Notwist più malinconici, puro gioiello di melodia (sotto in ascolto una più che riuscita versione live).
Ma soprattutto è la parte centrale del disco a convincere: ad esempio la seguente Young Heart's, che si lascia avvolgere da dolci suoni in sottofondo e conclude un uno-due perfetto.

La colpa di questo disco, se ne ha una, è di lasciare stranamente indifferente al primo ascolto, di sembrare inoffensivo.
Ma se gli si dà tempo è capace di suonare alla grande, muovendosi tra elettronica e psichedelia, senza spingere sui bpm ma lavorando di programmazione e melodie.
Meglio dell'esordio, allora e un voto alto, molto alto.




martedì 12 febbraio 2013

Prossimi Appuntamenti Live


Aggiornamento mensile per la programmazione dei live più interessanti dei prossimi mesi.
Nomi grossi che iniziano a girare, d'altra parte l'estate si avvicina.
Solita regola: in giallo le novità!



The Raveonettes
17 Febbraio - Roma, Circolo degli Artisti
18 Febbraio - Milano, Tunnel
19 Febbraio - Rimini, Velvet

Sigur Ros
18 Febbraio - Jesolo, Pala Arrex
19 Febbraio - Assago, Mediolanum forum
26 Luglio - Ferrara, Piazza Castello
28 Luglio - Roma, Ippodromo Capannelle

Glen Hansard
20 Febbraio - Milano, Limelight
21 Febbraio - Roma, Auditium Parco della Musica
22 Febbraio - Firenze, Viper

Crystal Castles
23 Febbraio - Bologna, Estragon
24 Febbraio - Milano, Alcatraz

Local Natives
28 Febbraio - Milano, Tunnel

Everything Everything
6 Marzo - Milano, Tunnel

Beach House
9 Marzo - Bologna, Estragon
10 Marzo - Roma, Piper

Mumford And Sons
14 Marzo - Milano, Alcatraz
15 Marzo - Firenze, Oblhall
16 Marzo - Roma, Atlantico

Of Monster And Man
18 Marzo - Bologna, Estragon
19 Marzo - Roma, Piper
9 Luglio - Sesto Al Reghena

Eels
18 Aprile - Milano, Alcatraz

The Knife
29 Aprile - Milano, Alcatraz

Low
11 Maggio - Bologna, Teatro Antoniano

Tame Impala
9 Luglio - Ravenna, Rocca Brancaleone
10 Luglio - Milano, Circolo Magnolia

Artic Monkeys
10 Luglio - Roma, Ippodromo Capannelle
11 Luglio - Ferrara, Piazza Castello

Blur
28 Luglio - Milano, Ippodromo del Galoppo
29 Luglio - Roma, Ippodromo Capannelle

domenica 10 febbraio 2013

Ufficiale il secondo disco per James Blake ed ecco il primo estratto


Non è una sorpresa, che fosse in preparazione il secondo disco per James Blake, tanto che eravamo andati, un paio di mesi fa, a Londra, a sentire una data live in un piccolo locale dove, oltre ai pezzi vecchi, erano stati presentati alcuni brani nuovi.
Ora è tutto ufficiale: il nuovo disco si chiamerà Overgrown, l'uscita è fissata per l'8 Aprile e il giovane inglese ci lascia anche un primo brano, dal titolo Retrograde, che avevamo anche già sentito dal vivo tra l'altro e lasciò un ottimo ricordo.
Ed è sicuramente un bel pezzo, leggermente più soul dell'esordio ma di gran classe.
In attesa di quello che sarà, sicuramente, uno dei dischi più chiaccherati della primavera...

giovedì 7 febbraio 2013

Ascolti: Baustelle - Fantasma


Sono passati tredici anni dal primo disco dei Baustelle, quel "Sussidiario illustrato della giovinezza" che  inaugurò il percorso artistico di un gruppo capace di compiere, come da manuale, ogni passo dalla gavetta alla fama.
Una fama meritata e conquistata, passando attraverso il trittico La Moda Del Lento - La Malavita - Amen, raggiungendo, a mio parere, con quest'ultimo la totale maturazione, attraverso un album enorme, vario e capace di essere un classico istantaneo.
Amen conteneva poi Charlie Fa Surf, sprezzante inno alla gioventù (o meglio ad una parte di essa) che regalò alla band toscana una rotazione nelle radio inaspettata e che mai prima li aveva investiti.
Ma prima di Fantasma, album uscito in questi giorni, c'era stato I Mistici dell'Occidente che, per un motivo o per l'altro, non mi aveva convinto fino in fondo.
Era come se prima il gruppo avesse, album dopo album, alzato l'asticella e poi si fosse fermato, per una volta.
Era quindi con qualche dubbio che mi sono approcciato a Fantasma, sesto disco in studio.
Un disco che, diciamolo subito, non regalerà (verosimilmente) nuovi picchi di vendite.
Cosa che ci interessa niente.
Ma a livello qualitativo?

Diciamo subito che Fantasma è un disco enorme.
Pomposo, arioso, sbruffone, privo di freni e limitazioni.
Quando l'ho sentito la prima volta ho ripensato a Bright Eyes, nei primi album, quando ne scriveva due all'anno, si autointervistava e celebrava quasi tutte le canzoni con un'enfasi che tradiva la superbia di chi a vent'anni si sente padrone del mondo.
Probabilmente Bianconi, mai come in questo caso apparentemente guida del gruppo, non sarà d'accordo, ma ascoltando Fantasma si percepisce una magnificenza incredibile.
Un concept album già dalla tracklist, diciannove brani, un'ora (molto) abbondante di musica, intermezzi strumentali comprendenti Titoli di Testa, Intervallo e Coda e soprattutto con una più che impegnativa orchestrazione a permeare ogni brano.
C'è ogni strumento, ci sono i cori, gli archi.
C'è qualche eccesso.
Ma è un disco bello.
Bello e incredibilmente sincero.
Fantasma è l'asticella alzata di nuovo, è la rinuncia ad alcune concessioni melodiche per far spazio al testo, alla tematica, al racconto.
Sin dall'inizio: Nessuno, che ci porta nel tema della morte, portato a compimento nel (bel) singolo "La Morte non esiste più".
E poi futuro e morte, ancora: Diorama, con il suo mondo idilliaco, il quasi bolero di Cristina (che sembra uscire da Amen).
A metà disco, il brano migliore: Il Futuro, che in qualche modo sembra una "Il Corvo Joe" di oggi, sguardo sul domani e sull'oggi, splendidamente orchestrato. (E potremo anche avere/Altre donne da amare/E sconfiggere l’ansia/E la fragilità/E magari tornare a sbronzarci sul serio/Nella stessa taverna/Di vent’anni fa/Ma diversa arriverà/La potenza di un addio/O la storia di un amico/Entrato in chemioterapia/E la vita che verrà/Ci risorprenderà/Ma saremo noi ad essere più stanchi/Il futuro cementifica/La vita possibile)

Non tutto è perfetto, il dialettale omaggio Conta l'inverni è poco a fuoco, per esempio.
Ma come non innamorarsi, ad esempio di un brano come Il finale?
Fantasma, come si diceva, è un disco eccessivo, snob, intellettuale e consapevole di esserlo,ma se è tutto questo è anche vero che Fantasma è un disco intenso, difficilmente dimenticabile, pieno di amore per la letteratura e per la musica italiana (e non) quella migliore.
A chi ne avesse voglia, il consiglio è di immergersi.

martedì 5 febbraio 2013

His Clancyness: Intervista e Report Live



C'è in fondo una storia di continuità o, se si vuole, di percorsi paralleli.
Come uno (Jonathan Clancy, già dietro ai Settlefish e soprattutto agli A Classic Education) che inizia, qualche anno fa a registrare canzoni  per proprio conto, fuori dal contesto della band e che, brillantemente, intitola il progetto His Clancyness.
Un progetto solista che diventa gruppo, un gruppo che si allarga e diventa formazione a quattro e che, come vedremo, esordirà su disco verso metà anno.
Mi ricordano la storia degli Atoms For Peace, formazione nata per suonare dal vivo The Eraser, disco solista di Thom Yorke e che entro fine mese usciranno con il primo disco a proprio nome.
E allora penso di chiederglielo, cosa sia oggi His Clancyness.
- Mi pare che His Clancyness segua un po' il percorso degli Atoms For Peace. Dunque, cosa è oggi questo progetto?
- [Jonathan] Beh, il disco è stato registrato in tre persone e dunque nasce come un progetto per una band rock. Questo è dunque il futuro, questa è la band che suonerà His Clancyness.

Continuità si, diceva.
Vale anche per il sottoscritto, che ha iniziato a curare questo blog poco meno di due anni fa, come progetto solitario, tra le mura di casa e questa sera, per la prima volta, si espone per un'intervista.
Che non sarà come mettersi a nudo sul palco per un progetto solista, ma per un attimo non mi dispiacerebbe avere anche io qualche compagno di viaggio, vista la timidezza.
Jonathan, invece, di compagni di viaggio ne ha tre: Giulia, sua compagna (alle tastiere), Jacopo (alla batteria) e Emanuela, la frontman degli Heike Has The Giggles, in questo caso al basso.
Questa sera suonano da Zuni, cioè praticamente a casa mia, dove circa una volta al mese, a cadenza casuale, metto su qualche disco (se qualche disco è dalle 8 alle 2 di notte...) e tutto ciò mi pare molto simpatico: faccio l'intervista ad un gruppo ospite del locale che da tempo spesso ospita i miei dj set, in un luogo dove, in fondo, sono ormai stato avventore, dj e intervistatore: manca solo di suonare una chitarra e servire due cocktail e poi il curricolum sarà completo.
In realtà è poi tutto riferibile ad un piccolo mondo di provincia, al contrario del tour che gli His Clancyness stanno affrontando: Olanda, Belgio, Francia, presto Stati Uniti.
- State girando l'Europa, com'è il mondo là fuori?
Jonathan dice a Manuela che può rispondere lei.
In realtà chiaccheriamo un po', alla fine.
Mi raccontano che non è molto semplice (né giusto forse) fare queste generalizzazioni, ogni situazione va per sé.
Però ci sono belle cose fuori: ad esempio un locale, in Olanda, che tramite una sottoscrizione di sette euro mensili permette di accedere a qualunque live organizzato in quel posto, dal piccolo evento di nicchia a serate anche da due o tremila persone.
E parliamo della bella accoglienza all'estero: qualche sold out e spesso molta gente (a parte un po' a Lione).

- E riguardo al Crowdsourcing? Cosa ne pensate, viste anche le recenti polemiche in Italia?
- [Jonathan] Ne abbiamo parlato anche noi in questi giorni. Mah, non siamo contrari ma non crediamo di farlo, ci sentiremmo quasi a disagio. In fondo è una polemica nata solo qui in Italia, all'estero esistono da anni siti come MusicRaiser.
Abbiamo supportato amici che lo hanno fatto ma non penso che nei prossimi dieci anni di His Clancyness ci sarà il ricorso al crowdsourcing.
[Jacopo] Sarebbe troppo strano, lo capisco ma non lo farei. Però è anche giusto che si inizi a pensare che se la gente non acquista più i dischi e va poco i concerti, il musicista come ci campa?
Ha quindi senso trovare altri metodi per mantenersi.
- Cosa ci potete dire sull'album?
Beh, sarà di dodici brani. L'abbiamo registrato a Detroit qualche tempo fa, probabilmente uscirà intorno a metà anno.

Suoneranno vari brani di questo disco, poco dopo, nel piccolo locale Ferrarese.
Il palco da Zuni è ridotto e una band a quattro non ci sta certo larga ma sarà d'impedimento: sarà un live energico, divertente, a tratti trascinante.
Ma in realtà sono ancora seduto al tavolo con loro e mi ricordo di chiedere riguardo ad una curiosità, anche se come a volte capita, mi rendo conto di avere pensato troppo per una cosa in fondo semplice.
- Cercando in Internet ho notato che siete su praticamente ogni veicolo esistente: Facebook, Soundcloud, BandCamp, Tumblr, il TourDiary, MySpace...
[Jonathan, ridendo] Oddio, nel Myspace non so bene cosa ci sia, né se esista ancora...
- Esiste, esiste, c'è qualche pezzo! Tanta tecnologia e poi, in realtà il primo album è uscito in cassetta...come mai?
- [Jonathan] Mah, guarda, in realtà non c'è nessun motivo particolare. O meglio, l'etichetta che lo ha pubblicato era interessata ad un tipo di uscita di questo tipo e mi è sembrato carino.
- Ultima domanda: ho visto che l'anno scorso avete fatto due collaborazioni, una con i The Babies e una con gli Shimmering Stars. Domandona: lo split della vita con chi lo fareste?
[Jonathan] Lo split della vita? Mmm, vediamo, forse Scott Walker. Oppure vediamo...
[Discute con gli altri, Giulia chiede che domanda ho fatto, poi la rivelazione
[Iacopo] Sonic Youth!
Emanuela conferma, Jonathan pure: e Sonic Youth siano, come ideale gruppo con cui collaborare.

Poi sarà solo questione di live: tre quarti d'ora circa di live intenso, con parecchi pezzi del futuro album. L'impressione è buona: buona scrittura, melodie interessanti, una parte ritmica che sale sugli scudi in varie occasioni, tra la batteria e una drum machine.
Nonostante l'acustica non perfetta del locale, il suono è bello, un paio di pezzi mi ricordano gli Arcade Fire, in particolare uno che sembra un po' una risposta a Wake Up (e potrebbe essere What Fury Can't Say, presente nel loro soundcloud).
Il pubblico dell'aperitivo sembra convinto e una certezza, o almeno una convinzione si fa largo: His Clancyness, tra qualche mese, sarà destinato ad essere qualcosa in più del “progetto solista di quello degli A Classic Education”.



sabato 2 febbraio 2013

Le prime pietre per Ferrara Sotto le Stelle


Visto il clima di annunci serrato, ho atteso un attimo per iniziare, come ogni anno a parlare di Ferrara Sotto le Stelle, festival che ha formato chi scrive e che ora è raggiungibile a piedi, visto che a Ferrara ci abito.
Soprattutto, un festival che tra le mille difficoltà di essere piccoli e che l'anno scorso sono anche state quelle di un terremoto a Maggio, ha portato sempre grandi serate in una cornice indimenticabile come quella di Piazza Castello.
Chi c'è stato lo sa.
Tanto nel passato, speriamo tanto nel futuro, per ora ecco le prime tre date annunciate in cartellone:


  • Fun -  12 Giugno
  • Arctic Monkeys - 11 Luglio
  • Sigur Ròs - 26 Luglio
Presto tutte le notizie e, nel possibile, tutti i live report...


venerdì 1 febbraio 2013

Nuovi Album anche per Iron & Wine e !!!


Ci dev'essere qualcosa di strano in questi ultimi giorni, dove praticamente tutti sembrano avere iniziato ad annunciare album, singoli, concerti e quant'altro.
Solo nell'ultimo periodo ricordiamo Daft Punk, Strokes, Adam Green, Depeche Mode, Iron & Wine, Baustelle, Ministri, Artic Monkeys, Sigur Ros, She & Him, John Grant e Noah And The Whale, sicuramente tralasciando qualcuno.
Visto che lo scopo di questo blog, però, è di dare uno sguardo rilassato e selezionato, parleremo piano piano di tutto, oggi intanto ci soffermiamo su due nomi piuttosto amati, per motivi diversi, da chi scrive.
Il primo è Iron & Wine, il nostro barbutissimo Samuel Beam, uno dei migliori cantautori del nostro tempo il cui punto migliore della carriera è probabilmente The Shepard Dog's (2007) senza dimenticare, l'ultimo, di un paio di anni fa, piuttosto interessante Kiss Each Other Clean.
Il prossimo 15 Aprile uscirà quindi Ghost On Ghost, anticipato direttamente da Lover's Revolution, ottimo pezzo con influenze jazz che conferma la tendenza ad aggiungere strumentazioni per Beam, dopo un inizio di carriera fatto di quasi soli voce e chitarra.





L'altro ritorno è invece quello dei !!!, che discreti su disco, sono invece una bomba live .
Il titolo dell'album è l'originale Thr!!!er, la data è il 29 Aprile, per ora solo un teaser è presente in rete, aspettiamo con felicità di poter sentire di più...

[Live Report] Dear Reader @ Clandestino, Faenza

Il Clandestino, a Faenza, è un posto strano. Da fuori, pare un bar. Un lungo tavolo, sulla sinistra, ne suggerisce chiaramente l'i...