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Visualizzazione dei post da 2013

[Classifiche] I 30 Migliori Brani del 2013

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[Classifiche] Anno 2013: I Migliori Album

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Eccoci dunque al primo appuntamento (ce ne saranno altri due) con le classifiche di fine anno.
Partiamo subito con i migliori album: come ogni anno è da premettere che si tratta di una classifica piuttosto variabile (difficile confrontare generi e percorsi diversi) e che tende a premiare i dischi che più sono stati capaci di ascolti e riascolti e di generare l'impressione di dischi da ricordare per la prossima annata.

I Migliori Album del 2013


Arcade Fire - ReflektorJames Blake - OvergrownDaughter - If You LeaveLondon Grammar - If You WaitVampire Weekend - ModernVampires of The WeekendFranz Ferdinand - Right Thoughts, Right Words, Right ActionMassimo Volume - Aspettando i BarbariBaustelle - FantasmaKveikur - Sigur RosDaft Punk - Random Access Memories Altri cinque dischi degni di nota: Still Corners - Strange PleausureThe National - Trouble Will Find MeModerat - IIDarkstar - News From NowhereLocal Natives - Hummingbird

[Ascolti] King Krule - 6 Feet Beneath The Moon

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Un diciannovenne inglese: negli ultimi anni non sono pochi i giovanissimi catapultati sulla scena internazionale con tanto interesse attorno nel momento del debutto.
Vedi anche James Blake e gli XX.
La fervida scena inglese ci presenta questa volta Archie Marshall, la cui voce (profonda, matura, intensa) stride quasi al cospetto delle fotografie che ritraggono un giovanissimo, pallido ragazzo dai capelli rossi.
E come suona 6 Feet Beneath the Moon? Un più che coeso album di 14 tracce (forse un pò troppe, ma non è la prima volta che si perdona l'esuberanza e l'eccesso al debutto di un giovanissimo) fatto di chitarra elettrica, occasionale batteria e tanta, tanta voce.
Perchè è un disco di cantautorato, quello di King Krule: solamente che sceglie la strada (non semplice in teoria) di essere un disco spoglio, riempito di parole e accordi di chitarra.
Una strada che è forza e debolezza: perchè se negli episodi migliori la formula funziona (Easy Easy) in alcuni casi è un pò priva …

[Ascolti] Babyshambles - Sequel To The Prequel

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Curioso come un disco dei Babyshambles nemmeno troppi anni fa potesse suonare come un evento e ora venga ascoltato con una certa sufficienza.
Magari mentre si prepara un albero di Natale (vedi alla voce esperienze personali).
Ma è tutto giusto così: sono passati ormai dieci anni abbondanti da quella stagione di Inghilterra e chitarre, stagione che ha lasciato molto meno di quello che pensasse (meritasse?).
Fatto sta che siamo qui, alle porta dal Natale, con il terzo disco della band nata dalle ceneri dei Libertines, band tra l'altro rinnovato vista la dipartita di Adam Ficek (batterista e co-compositore) lo scorso anno.
Difficile non pensare quindi ad un album "solista" ampliato, ma pur sempre solista, di una personalità ingombrante come Pete Doherty.
Che sia vero o meno, alla (fondamentale) domanda "i Babyshambles sono ancora in grado di dire qualcosa?" si potrebbe rispondere in entrambe le maniere.
Se il percorso discografico di Doherty (e soci) non è piaciu…

Prossimi Appuntamenti Live: uno sguardo al 2014

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In attesa (settimana prossima probabilmente) di stilare le classifiche di fine anno, diamo uno sguardo ai concerti del prossimo anno, visti anche i numerosissimi annunci di questi ultimi giorni.



Stephen Malkus And The Jicks

23 Gennaio, Tunnel (Milano)24 Gennaio,  Covo (Bologna)The Soft Moon 30 Gennaio, Teatro lo Spazio (Roma)31 Gennaio, Plastic (Milano)1 Febbraio, Covo (Bologna)Bullet For My Valentine 13 Febbraio, Alcatraz (Milano)Beady Eye 15 Febbraio, Live Club (Trezzo Sull'Adda - Milano)16 Febbraio, Orion (Roma)Maximo Park 16 Febbraio, Tunnel (Milano)Bill Callaghan 18 Febbraio, Teatro Antoniano (Bologna)Depeche Mode 20 Febbraio, Forum di Assago (Milano)22 Febbraio, Unipol Arena (Bologna)Moderat 22 Febbraio, Magazzini Generali (Milano)Savages 24 Febbraio, Tunnel (Milano)25 Febbraio, Circolo degli Artisti (Roma)26 Febbraio, Lokomotiv (Bologna)Of Montreal 25 Febbraio, Bronson (Ravenna)Babyshambles 27 Febbraio, Alcatraz (Milano)28 Febbraio, Atlantico (Roma)Fanfarlo 3 Marzo, Lokomotiv (Bologna)…

[Ascolti] Lily & Madeleine - Lily & Madeleine

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Di tanto in tanto capita di scrivere, se si parla di arte o cultura, riguardo all'utilità di un disco/libro/film.
In termini di "è già stato fatto prima, nulla di nuovo".
Capita, insomma, di relegare l'esperimento o la novità su di un piano più elevato rispetto a chi fa un disco di mestiere, seguendo le regole, se vogliamo così chiamarle.
Sarebbe però un errore fare la stessa cosa con Lily e Madeline Jurkiewicz, sorelle intorno ai vent'anni di Indianapolis.
E sarebbe un errore o almeno una sottovalutazione quello di appiccicare con banalità l'etichetta di nuove First Aid Kit a queste due ragazze americane.
Non che sia del tutto sbagliato: le affinità musicali, di immagine e addirittura di parentela sono così forti che è difficile non portare la mente all'ottimo esordio delle due svedesi.

Quello che colpisce è però la qualità dei brani.
Pur tra echi di qualcosa di già sentito è difficile (sarà la temperatura) non lasciarsi coinvolgere da un disco che proc…

[Ascolti] Moderat - I I

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Non sono i molti i dischi di elettronica (perlomeno pura, non contaminazioni) finiti recensiti in questo blog, o semplicemente ascoltati, come piace da queste parti, lontani dalle gelide polemiche del web.
Materia meno conosciuta di altre e per quanto le sonorità più ballabili piacciano, spesso un intero disco è un pò indigesto a chi scrive.
Non è un mettere le mani avanti, anzi, ma un dare onore al merito al secondo disco nato dalla collaborazione tra Apparat (Sasha Ring, Berlino) e il duo Modesektor (Gernot Bronsert e Sebastian Szary, anche qui Berlino).
Disco che diciamolo subito si muove su territori spesso sensuali e interessanti.
Dalla perla techno-pop (si può dire) di Bad Kingdom, primo singolo, basso acido in prima scena e un ottimo cantato a piantarsi in mente, si stendono undici tracce tra lo strumentale e non capaci di affascinare ascolto dopo ascolto.
La delicata Let In The Light, una intensa Theraphy capace di muoversi su ritmiche spezzate di grande impatto, una Gita dal…

[Ascolti] Jake Bugg - Sangri La

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Si potrebbe, volendo, rinfacciare l'uscita di questo disco, a Jake Bugg.
Nel senso temporale, perchè l'esordio del giovanissimo ragazzo di Nottingham (ancora 19 anni) è avvenuto un annetto fa, con tante attese intorno, parecchio successo e numerose partecipazioni a festival e live di un certo livello.
Si potrebbe dunque pensare che avendo 18 o 19 anni sarebbe cosa buona e giusta riprendere fiato, abituarsi ad un ingresso così precoce (e dalla porta principale) a certi palcoscenici.
Una certa attenzione a non bruciarsi, insomma.

Invece tra un tour e l'altro il nostro ragazzo butta giù altre dodici tracce e la fa uscire.
E qua diciamo, ancora prima del giudizio, che è una scelta apprezzabile, quella di scrivere subito un altro disco.
La bulimia creativa dei diciotto o venti anni non è un fenomeno inusuale (chi si ricorda di Bright Eyes, uno che a vent'anni aveva già avuto tre gruppi, scritto due album e svariate cassette poi raccolte in un terzo?) e la sincerità del dis…

[Visioni] Serie Tv: Masters of Sex

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Curioso che Showtime sia riuscita a confezionare il suo prodotto più pulito ed impeccabile con Masters Of Sex.
Il network americano, infatti, aspira da sempre agli onori meritati da Hbo, per le sue serie tv.
E non è che a Showtime siano mancati i successi: tutt'altro, se si pensa a Homeland, Californication, Dexter, I Tudors, Shameless, The Big C.
Però, escludendo gli ultimi due citati (il primo ancora in forma, il secondo da poco concluso) in molti casi il tratto distintivo delle serie del canale era quello dell'esagerazione, della ripetizione, delle grandi idee che stagione dopo stagione si perdevano, della violenza e della sessualità esibite come marchio più che come tematica.
Insomma, diciamolo in altre parole, l'idea che Showtime facesse Masters of Sex, ovvero la storia di Masters And Johnson, pionieri della ricerca sulla sessualità umana, poteva facilmente fare presupporre il rischio di tanti corpi svestiti ed una certa superficialità nella trama.
Che invece è la st…

[Ascolti] London Grammar - If You Wait

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Di tanto in tanto, arrivano quei dischi.
Che, s'intende, non rivoluzionano nulla.
Ma semplicemente sono delle gemme.
E' questa l'immediata sensazione che si prova con If You Wait, primo disco dei London Grammar, trio londinese che pure suona insieme dal 2009.
Non un anno a caso: nel 2009, a Londra e dintorni escono due esordi destinati a lasciare il segno.
Il primo è un quartetto giovanissimo, gli XX, il secondo è quello di Florence And The Machine.
Sia il caso (o no) ma questi altrettanto giovani ragazzi si permettono di assimilare entrambe le lezioni ed mischiarle in undici brani uno più bello dell'altro.

Difficile non notare, di primo impatto, la voce di lei, Hannah Reid, imponente, profondissima, cosi vicina alla ben più famosa rossa inflese già citata.
Sotto, elementi di minimalismo sonoro, un tappeto che si stende ad accompagnare, esaltare, approfondire.
La ritmica spesso in odore di trip-hop, alcune orchestrazioni ad ampliare i momenti più intensi, regalando di…

[Ascolti] Half Moon Run - Dark Eyes

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Un quartetto canadese alla lenta conquista del mondo.
Titolo forse esagerato, anzi sicuramente esagerato ma indicativo di una promessa importante per il futuro.
Perchè il Canada sta da anni regalando parecchie soddisfazioni musicali e l'ultima in ordine cronologico è quella degli Half Moon Run, band nata un pò casualmente, da qualche annuncio su Craiglist, che dopo vari assestamente pare avere trovato la propria idea musicale, dando alle stampe il proprio esordio.

E Dark Eyes è un disco bello.
Una specie di onesto e emozionante incrocio tra le armonie vocali dei Fleet Foxes e l'approccio ad un complesso rock vicino (specie nelle sezione ritmica) ai Local Natives, si dispiega lungo undici brani di elevata qualità, dove è difficile scegliere un momento migliore (ed è un complimento, specie per un esordio).
Non male ad esempio Judgement, un brano che riusciva, per chi se li ricorda, ai primi Starsailor, un mezzo classico Full Circle, brano di discreto successo sul web grazie anc…

[Ascolti] Arcade Fire - Reflektor

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Tra le cose che ricorderemo (musicalmente, s'intende) di questo inizio di millennio, ci sarà la parabola degli Arcade Fire.
Una storia finora così pura.
Un esordio sentito ed emozionante (vogliamo chiamarlo capolavoro, certo) un successo di puro passaparola, che ha portato il disco dalle poche copie stampate in Canada alla distribuzione mondiale.
Se ne parlò letteralmente per mesi.
Le conferme di Neon Bible (il disco intimista, la conferma del talento melodico e corale) e The Suburbs (il primo tentativo di diventare band rock a tutto tondo, un suono capace di allargarsi in più direzioni) hanno portato ad una espansione di pubblico impensabile.
Così siamo ad oggi, dove Reflektor ha seguito la stessa storia mediatica del disco dei Daft Punk: l'attesa collettiva, i singoli estratti, concerti sotto mentite spoglie in patria, informazioni costanti capaci di generare un'attesa spasmodica.

Poi Reflektor si è rivelato.
Due i temi fondamentali di cui si parla (e sono in realtà lo …

[Visioni] La Vita Di Adele

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Un inteso, intensissimo primo piano.
Questo è la vita di Adele, opera quinta di Abdellatif Kechiche (La Schivata, Cous Cous, Venere Nera) e vincitore quest'anno del Festival di Cannes.
Non solo: film a cui è seguita una grande coda di polemiche, per le condizioni definite massacranti sul set, per le scene piuttosto esplicite e per il tema trattato.

La vita di Adele nasce da una graphic novel (Il blu è un colore caldo) che tratteggia l'insicurezza di Adele, giovane quindicenne (all'inizio del film) in cerca della propria identità.
Non i soliti disturbi adolescenziali, Adele si sente sbagliata nel classico canovaccio di amicizie e relazioni con i ragazzi, disagio che culmina con la fuga dalla prima storia seria, quella con Thomas.
Il primo rapporto sessuale è la causa della fine della storia stessa, con il volto smarrito di Adele che si chiede cosa ci facesse lì.
Poco dopo prende il via il percorso che la porterà a conoscere e ad amare Emma.
La Vita di Adele è un film in un…

[Ascolti] Moby - Innocents

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A parte lo sconcertante fatto che tra meno di due anni Moby compirà cinquanta anni.
A parte questo va tutto bene.
Perchè Innocents, undicesimo album in studio del cosiddetto folletto di New York, è un gran bel disco.
E fa piacere che vi sia ancora vitalità in un personaggio attivo da trent'anni, capace in carriera di ben due momenti di gloria, il primo ad inizio anni novanta, nella fase techno ed il secondo più noto alle masse con l'album Play, a cavallo del millennio, da cui sono stati estratti più o meno tutti i brani per pubblicità o colonne sonore, regalando numeri ed un successo da capogiro.
Poi un altro momento traballante perchè se il successivo 18 ricalcava la fortunata formula di Play, negli ultimi anni Moby ha vissuto di rendita, veleggiando su territori tra i più disparati, con occasionali intuizioni di classe ma scarsa costanza.
Insomma, pareva l'inizio di un declino (ben gestito).
Invece, eccoci qui.
Con un disco che saggiamente si ferma a 12 brani (mentre in…

[Ascolti] Anna Calvi - One Breath

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Difficile, sempre, scrivere i secondi album.
Difficile poi se si è Anna Calvi, autrice inglese capace di imporsi all'inizio del 2011 con il proprio primo disco, intensissimo e oscuro viaggio in una dimensione personalissima, magari non sempre del tutto a fuoco ma di indubbia capacità di affascinare.
Un album che a dirla tutta si porta una certa pesantezza all'ascolto odierno.
Ma siamo a One Breath.
Che è (primo merito) un passo avanti.
Perchè lo spettro emozionale si amplia non poco, le tastiere fanno capolino (insieme ad una orchestrazione piuttosto importante): non c'è più Anna e chitarra, insomma.
Forse nei primi due brani, piazzati furbescamente ad inizio disco, con una Eliza primo estratto già sentito a darci per la prima volta la dimensione di una potenzialità quasi radiofonica per la cantante.
Che si conferma subito dopo, con Piece By Piece: si entra in una dimensione quasi elettronica, riuscita solo in parte (o perlomeno straniante).
Inevitabile dire che One Breat…

[Ascolti] Massimo Volume - Aspettando i Barbari

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Pur essendo (caso raro) un testo non uscito dalla penna del gruppo, c'è qualcosa di programmatico in Dio Delle Zecche, brano di apertura di Aspettando i Barbari: quando Clementi declama
"vince chi resiste / alle tentazioni / chi cerca di non smarrire / il senso / la direzione".
Sesto disco in carriera e secondo di questa seconda nuova fase discografica, la band di origine bolognese continua un percorso chiaro e intrapreso ormai a metà degli anni novanta.
Come è noto, percorso più o meno ignorato se non da un piccolo pubblico e da una certa critica: quando poi viene annunciata una reunion live nel 2008 ad aspettare il gruppo vi era una folta schiera di vecchi e giovani fan pronti a rendere omaggio ad una delle più straordinarie band della nostra storia musicale, diventata nel frattempo un piccolo culto.

Se Cattive Abitudini ci aveva fatto pensare "loro sono ancora i formissima e stavolta siamo pronti a coglierli in diretta" questa volta il ragionamento è sempli…

[Live Report] Lightning Dust @ Zuni (Ferrara)

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Zuni è una piccola isola felice tutta Ferrarese, che resiste anno dopo anno.
Un rettangolo dal lato maggiore molto lungo, mostre sulla parete a fianco, una (deliziosa) cucina e attività "culturali" varie, tra cui il concerto della domenica, una specie di rito locale, consumato a tarda ora aperitivo, che di solito coinvolge una solida quanto variegata clientela pronta a farsi lo spritz ascoltando apparentemente improbabili gruppi provenienti da ogni dove, quanto spesso proposte di qualità non indifferente nel piccolo palco posto in fondo al rettangolo.
Che l'atmosfera sia intima e raccolta lo dimostra il sempre divertente fatto che per andare in bagno si passa radenti davanti al pubblico, si sfiora chi sta suonando e si entra con discrezione a lato.
Insomma, un piccolo posto felice.

A volte queste proposte musicali si elevano della già buona qualità per piccole occasioni d'eccezione, quali, la scorsa serata, il concerto dei Lightning Dust, direttamente da Vancouver, …

[Serie Tv] Homeland - Scorcio di stagione tre

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Che Homeland sia una serie difficile da portare avanti, è evidente.
Non ha serialità, non c'è il caso del giorno, non ci sono nemmeno momenti tesi ad allungare il brodo.
In queste prime due puntate di stagione non c'è nemmeno Brody, una assenza che pure fa rumore, per tutto ciò che si svolge mentre è fuori dalla telecamera.
E se Homeland non si era mai preso tempo, coinvolgendoci sempre più in una spirale di azione e tensione, lo fa in un certo senso in queste prime due puntate.

L'attentato alla Cia ha lasciato dietro di sè una situazione completamente nuova: l'organizzazione indebolita, Carrie fuori dai giochi (e man mano colpevole), la famiglia di Brody completamente dissestata con Dana a tentare il suicidio.
Ancora: Saul che da guida morale diventa sempre più ambiguo e determinato a proteggere l'interesse superiore rispetto a quello di chi ama di più.
Se nella prima stagione ci chiedevamo se Brody fosse davvero un terrorista e se, nella seconda, eravamo trascin…

[Live Report] No Ceremony - Bastione Santa Croce, Padova

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Chi scrive fa parte di chi ama, se possibile, inseguire le novità, cercare di cogliere i semi di un futuro grande artista (o gruppo).
Di quelle sere in cui, con poche decine di sconosciuti sotto il palco, vedi per la prima volta dal vivo una band che qualche anno dopo riempirà i palazzetti.
Futuro difficilmente auspicabile, intendiamoci, per i No Ceremony.

Che compiono un passo importante: dopo un percorso di singoli, apparizioni, esibizioni sotto una certa copertura, escono con il primo album e si presentano al pubblico.
Ne avevamo già parlato prima che tutto questo succedesse ed ecco il motivo per fare qualche chilometro, questa sera, fino ad arrivare alla curiosa location del Bastione Santa Croce di Padova, una specie di grotta, stretta e lunga, con un arco in alto e, ancora più curioso, un palco disposto leggermente in diagonale, tanto che, per una volta, essere sul lato destro o sinistro del palco rende ben diversa la visione.


Verso le 22, ad aprire ci sono i NYU, a quanto è dat…

[Ascolti] Mgmt - Mgmt

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Se un gruppo è capace di farti cambiare idea tre volte, allora il giudizio è difficile.
In poche parole, è nel 2007 che due ragazzi (Benjamin Goldwasser e Andrew Vanwyngarden) esordiscono, su una (giornalisticamente) apparente scia vicino alla nuova psichedelia americana, all'epoca capitanata dagli Animal Collective, con un disco: Orange Spectacular.
E quel disco ha una particolarità, di contenere un paio tra i singoli più illuminanti degli ultimi anni, Time To Pretend e (in particolare) Kids.
Instant Classic che ci si porterà dietro in ogni (buon) djset alternativo che si rispetti.
E' sulla base di quel successo che avviene un primo shock quando arriva il momento (2010) di Congratulation, disco che si svincola agilmente da ogni tentativo di successo commerciale, facendo più chiara la vera natura del duo del Connecticut.
Un disco che, diciamolo, è tra i più interessanti degli ultimi anni, muovendosi agilmente tra pop, rock, psichedelia, idee coraggiose quanto riuscite.
E per …

[Ascolti] Kings Of Leon - Mechanical Bull

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La storia (discografica) dei Kings of Leon pare quella di chi prende la patente.
Prova in incognito, esordisce sulle strade, inizia con un discreto timore e poi inizia a divertirsi davvero.
Ecco, Aka Shake Heartbreak era quel momento in cui abbiamo vent'anni, ci sentiamo sicuri di guidare e giriamo per le strade, leggermente (o un pò più di leggermente) sopra il limite, affrontando le curve in orari notturni o verso l'alba.
Insomma, un disco magari non storico ma piacevolissimo e soprattutto pieno di piccole grandi intuizioni.

Mechanical Bull invece è (un'altra) normalità.
E' il guidare di un trentenne che va solo al lavoro o a fare la spesa.
Guida con sicurezza, conosce ogni stratagemma, sa parcheggiare alla grande.
Ma manca il brivido.
Il sesto disco dei Kings Of Leon è, come i due precedenti (quelli di maggior successo, non a caso?) un raffinato prodotto di garage-rock, che viaggia tra i settanta e i gli ottanta orari, che riesce tanto a non avere pezzi disprezzabi…

[Ascolti] Arctic Monkeys - AM

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Pare strano ma è oggettivo: gli Arctic Monkeys sono arrivati al quinto album.
Insomma, sono grandi.
Alex Turner, che abbiamo imparato a conoscere quando non aveva vent'anni ora ne ha ventisette.
E il gruppo è indubbiamente una delle rock band più importanti del pianeta, per interesse e vendite.
Aggiungo: AM è per qualche motivo non chiaro (ma bene accetto) verosimilmente pronto a diventare il più grande successo commerciale del gruppo, se escludiamo le cifre difficilmente raggiungibili dell'esordio (che fu un disco generazionale).
Tutte queste premesse vengono scritte perchè nonostante molteplici ascolti, AM non mi è entrato particolarmente nel cuore.
Seppure, sicuramente, migliore di Suck It And See (quello si, un disco a mio parere appannato) AM ha risuonato (lo fa pure in questo momento) nelle mie orecchie senza lasciare una sensazione superiore alla piacevolezza.
Di fronte ai consensi più o meno generalizzati mi sono interrogato sulla questione.
E mi sono dato una rispost…

[Ascolti] Okkervil River - The Silver Gymnasium

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E' un pò (a sensazione) un ritorno alla nicchia, per gli Okkervil River.
Che pure sono (dovrebbero essere) una delle band più celebrate dell'indie rock statunitense e non solo, che pure hanno scritto alcuni album e pezzi incredibili, che pure dal vivo (a mia memoria, risalente ad un Estragon di qualche anno fa) danno l'impressione di essere una piccola famiglia appassionata di musica, intensa e divertente allo stesso tempo.
Però (a sensazione, ripeto) non hanno, almeno da questo lato dell'oceano, fatto il salto di qualità da buona band a piccolo culto (e c'è stato un momento in pareva potessero farlo, almeno a giudicare dalle attenzioni della stampa).
Fatto sta che non siamo più nel periodo dell'intimismo (Down The River of Golden Dream e The Black Sheep Boy) nè in quello della rilassatezza e dell'ottimismo (il più o meno doppio The Stand In / The Stage Names, provenienti dalle stesse sessioni).
A due anni dall'incerto I Am Very Far, la creatura di Wil…

[Anticipazioni] Ci siamo: gli Arcade Fire sono tornati.

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Ci sono ritorni importanti, ritorni interessanti e ritorni che non possono che interessare un piccolo popolo trasversale.
Il popolo degli Arcade Fire, ormai (nemmeno tanto) piccolo culto con la possibilità di diventare (per i media, perchè in realtà già lo sono) una delle più grande band capace di catalizzare attenzioni trasversali di un pubblico di ogni livello, questo popolo da oggi ha in mano la prima traccia dell'album in arrivo il 29 di Ottobre.
Basta andare sul sito https://www.justareflektor.com/  e divertirsi con il mouse ad vedere il video interattivo (tecnica non nuova per il gruppo) di Reflector, prima traccia del quarto disco della band canadese che ci regala un lungo brano (oltre sette minuti) ben riuscito e soprattutto dal suono diverso dai dischi precedenti.
Al classico duo alla voce tra Win e Reginè si aggiunge in sottofondo una grande prova ritmica che non può che far pensare al fatto che in cabina di produzione c'è nientemeno che James Murphy (Lcd Soundsyste…

[Letture] Il Fondamentalista Riluttante - Mohsin Hamid

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Appena incrociato il titolo (ad onore del vero, si trattava del trailer della trasposizione cinematografica del film) il pensiero è stato immediato: uno dei più riusciti che io ricordi, un titolo di quelli che ti fanno comprare subito il libro appena visto.
In due parole, un mondo: il fondamentalismo, che ci evoca terrorismo, morte, sprezzo della propria vita per una causa migliore, assenza di una ideologia se non di quella della distruzione.
La seconda, riluttante, che ci fa pensare a indecisione, paura, senso di inadeguatezza, stasi.

Curioso quindi che l'unico (ma non piccolo, in fondo) difetto di questo secondo libro di Mohsin Hamid (Pakistano) sia quello di non esplodere mai.
Non è ovviamente (o forse si) un facile gioco di parole.
Il fondamentalista riluttante è Changhez, narratore lungo una conversazione con un interlocutore misterioso che non apre mai bocca (stile originale e ben gestito dall'autore) che svela man mano una storia di un giovane pakistano alle prese con …

[Ascolti] Kveikur - Sigur Ròs

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A posteriori, possiamo dirlo.
Valtari, per i Sigur Ròs è stata una prova.
Mai il gruppo islandese aveva fatto uscire due dischi in un anno.
E mai come prima di Valtari c'era stato il dubbio che per la band i giochi fossero ormai finiti.
Un ultimo album non indimenticabile datato 2008, gli esperimenti solisti di Jonsi,  una carriera ormai lunga e densa di (insospettabili) soddisfazioni.
A voler essere negativi, quel disco poteva essere un discreto insieme di b-sides, esperimenti, prove pubbliche di rimanere insieme e godere di un tour che era stato il più trionfale (numericamente) di sempre, con folle di pubblico vecchio e nuovo a riempire luoghi perfino troppo grandi per una band di piccolo culto fino a pochi anni prima.

E invece no.
Kveikur, che ci porta un assestamento nella formazione dopo l'addio, ad inizio 2013 di Kjartan Sveinsson, è il grande ritorno della band e probabilmente uno dei migliori dischi della stessa, solo di un soffio sotto ai due capolavori del gruppo, A…

[Ascolti] Franz Ferdinand - Right Thoughts, Right Words, Right Action

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Che alla fine (non del tutto) a sorpresa siano i Franz Ferdinand a essere rimasti gli unici, legittimi a capo di quel movimento di inizio secolo, tutto chitarre da ballare?
Quella seconda ondata indie rock, capitanati (a livello mediatico) da Strokes (poi mai più ai livelli del primo) Bloc Party (idem, ormai sciolti) Interpol (in netto declino) e Arctic Monkeys (ancora in auge ma decisamente diversi nel suono dagli esordi).
Di quando ballavamo inni rock che uscivano ogni settimana (quante meteore dal singolo indovinatissimo) sfidando i non cultori a starsene fermi su certi brani?
Sono passati ben nove anni da quella Take Me Out e siamo ora arrivati al quarto capitolo della discografia del quartetto di Glasgow.
E diciamolo subito con una certa serenità, per la quarta volta i nostri riescono a fare il loro mestiere: regalarci una manciata di brani sereni, perfetti nel loro minutaggio di tre o quattro minuti, alternare alcuni pezzi sincopati con le inevitabili ballate in odore di sixtie…

[Ascolti] Emika - Dva

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E' un peccato, questo Dva.
Che pure, è vero, giunge in un qualche modo fuori tempo (senza colpe).
Uscendo in estate e uscendo quando ormai la rivoluzione dubstep è stata assorbita da tutti.
Così, il secondo disco della nostra Ema Jolly, inglese (Bristol, non una città a caso) trapiantata a Berlino (non una città a caso) capace nel suo esordio di fondere meravigliosamente il trip-hop dei Massive Attack più oscuri con influenze techno, in un disco sensuale e pieno di ottime idee, così il secondo disco, si diceva, arriva dopo due intensi anni di lavoro tutto (o quasi) personale.
E si vede l'ingenuità della giovinezza, innanzitutto nel minutaggio, quindici tracce.
Emika prova a diventare grande, a cambiare, ad ampliare il proprio spettro sensoriale.
Ci riesce a tratti e ad essere onesti ci riesce quando fa quello che fa meglio: Filters, ad esempio iniziale, ritmata, con un decadente piano a ribattere un basso a tracciare la melodia, è un brano riuscito e fa ben sperare.
Cosa che …

[Ascolti] Kodaline - A Perfect World

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Ci sono alcuni concerti, non tanti a dire la verità, che hanno un piccolo rituale: il gruppo canta un pezzo di grande presa, il pubblico ne canta il motivo principale, con partecipazione, continuando a farlo anche una volta finito il brano
La prima volta che mi successe fu al concerto degli Arcade Fire a Ferrara, quando prima dei bis ci fu Rebellion e per qualche interminabile (e bellissimo) minuto sembrava che cinquemila persone non potessero smettere di cantare quel ritornello.
Il gruppo ritornò in scena, sorridente, riprendendo per qualche momento il brano, prima di passare al successivo.

Qualche anno e decine di concerti dopo, l'evento (che come tutte le prime volte mi è rimasto nella memoria) è diventato normale (quasi) pur rimanendo nella mia mente come uno dei momenti più intensi che un live possa portare con sè: invece dei classici, scontati, applausi o richieste di bis, è il pubblico a farsi band, per un attimo, nell'omaggio più importante che possa portare.

Ecco, pa…

[Ascolti] Washed Out - Paracosm

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Sono passati un paio di anni dal primo, acclamato, disco di Ernest Green, in arte Washed Out.
Un gran bel disco, quel Within And Without, capace di muovere elettronica, trip hop e una tendenza chillwave (etichetta in cui il nostro si è ritrovato inserito a suo malgrado) in una formula magari non innovativa ma indubbiamente efficace.
Era stato, il disco giusto al momento giusto: esattamente il periodo giusto per un suono dilatato e coinvolgente (solo pochi mesi prima James Blake era entrato in scena con il primo disco) e una certa attitudine estiva ce l'aveva fatto apprezzare non poco.

Senza fare troppe contestualizzazioni (senza dire insomma come pare ci sia parecchia meno attesa a livello di stampa) veniamo all'ascolto di Paracosm.
Dicendo subito che la ricetta non è cambiata.
Pure se il suono è più caldo, maggiormente suonato (ed è questa la teorica grande differenza professata dall'autore, passare dalle macchine ai suoni reali di chitarre e batteria) l'attitudine n…

Prossimi Appuntamenti Live

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Ed eccoci di nuovo qui, l'estate è sul finire e fioccano le prime anticipazioni delle programmazioni live della seconda parte dell'anno.
Ecco i nostri consigli.

These New Puritans

29 Agosto - Traffic Festival, Torino30 Agosto - Acquaviva (Si)
Anna Calvi

19 Settembre - Teatro Franco Parenti, Milano
Editors

10 Ottobre - Alcatraz, Milano
Kaki King

4 Novembre - Teatro Martinitt, Milano5 Novembre - Tender Club, Firenze6 Novembre - Teatro Jolly, Palermo7 Novembre - Blackout, Roma8 Novembre - Lokomotiv Club, Bologna9 Novembre - Appartamento Hoffman, Conegliano Veneto
Amanda Palmer

9 Novembre - Factory Milano
Local Natives - Cloud Control

9 Novembre - Estragon, Bologna11 Novembre - Blackout, Roma12 Novembre - Viper, Firenze
Arctic Monkeys 

13 Novembre - Forum Assago, Milano
Daughter

15 Novembre - Teatro Antoniano, BolognaThe Tallest Man on Earth

4 Dicembre - Circolo Magnolia, Milano
Jake Bugg

4 Dicembre - Alcatraz, Milano
The Villagers

5 Dicembre - Tunnel, Milano6 Dicembre - Covo, Bologna7 Dicembre - Cir…

[Letture] Un Indovino Mi Disse - Tiziano Terzani

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Il fascino del diverso, dell'antico, del passato, soprattutto.
E' questo il vero tema di "Un Indovino mi disse" libro del 1995 del grande giornalista e scrittore Tiziano Terzani (morto nel 2004, esiste un film che ne racconta la storia dal titolo La Fine è il mio inizio).
La premessa: durante un viaggio, nel 1976, un indovino cinese dice a Terzani di non prendere assolutamente aerei nel 1993, o avrebbe corso il rischio di morire.
Il giornalista prosegue la sua carriera e poi si ritrova alle fine del 1992 insoddisfatto del proprio percorso lavorativo: decide così di affidarsi alla profezia (pur con il dovuto scetticismo) e affrontare un anno nell'Asia più sperduta, muovendosi solo in treno, nave, auto, tutto tranne che in aereo.
Ne esce un viaggio difficile quanto affascinante.
In ogni luogo visitato Terzani cerca di incontrare un indovino,raccogliendo a piene mani storie di tradizione, di fatalità, di personaggi improbabili, osservando forse per l'ultima vol…

[Serie Tv] The Newsroom

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O lo odi, o lo ami.
Innegabile questo, parlando di Newsroom, serie su cui da un anno abbondante si scrive, dibatte, critica.
Attesissimo perchè connubio di Hbo (il più importante canale cable americano, segno di grande libertà creativa e scarso interesse ai freddi numeri degli ascolti) e Aaron Sorkin (The West Wing, The Social Network e molte altre sceneggiature).
In onda ora con la seconda stagione ci si permette di iniziare ad impostarne un giudizio: ridicolmente bello.

Nel senso: si, è vero, Newsroom è una serie strabordante, piena di ego, piuttosto settoriale se seguita qui in Europa (in altre parole, si parla di attualità a stelle e strisce, spesso) con una serie di personaggi che (purtroppo) distano dalla fredda realtà.
In altre parole è una specie di nemesi di House of Cards: se ne serie con House of Cards c'è disillusione, violenza, uno sguardo intenso quanto privo di speranza della politica odierna, in Newsroom c'è tutto l'idealismo, la retorica e il bello del gi…

[Serie Tv] Orphan Black

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Probabilmente la sorpresa televisiva di questi mesi?
Facciamo in modo di togliere il punto di domanda.
Se una volta il Canada era famoso come set cinematografico (ad esempio Vancouver, frequentemente teatro dei set di importanti produzioni dei vicini Stati Uniti, per varietà geografica e costi minori) negli ultimi tempi il paese sta inziando a prendersi responsabilità e conseguenti meriti.
Ricordando anche il discreto Continuum iniziato la scorsa estate, il 30 Marzo di quest'anno ha preso il via Orphan Black, produzione canadese per BBC America.
Non poco importante l'ultimo dato: nessuna stagione lunga, dieci soli (e solidi) episodi in rispetto ad una tradizione della BBC inglese (e della serialità inglese) che preferisce puntare su intensi nuclei di 3-6-10 episodi per annata.
Nessun filler, insomma (le puntate che servono ad allungare il brodo) e Orphan Black non fa eccezione.

Ci troviamo così catapultati in una città contemporanea, con Sarah che arriva in una stazione in te…