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Visualizzazione dei post da Settembre, 2012

Terzo giro per i Crystal Castles

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Due o tre sere fa inizia a girare in rete un nuovo video dei Crystal Castles.
Qualche anno fa, invece, non si parlava che di loro.
Di questa Alice Glass, non ho mai capito se per estetica (ne dubito) o per performance infuocate, fatto sta che l'esordio di questo duo elettronico canadese, era affascinante ma con poca longevità.
Insomma, difficile ascoltare a ripetizione il disco, è inutile negarlo, per quanto vi fossero momenti indubbiamente forti e particolari.
Erano, insomma, candidati, con molta facilità a rientrare nella categoria "secondo disco dimenticabile, al terzo disco dimenticati" che tanto riesce bene in questo mondo dove tutto passa per il tempo di uno streaming.
E io stesso pensavo che la cosa si sarebbe rivelata come predetto.

Poi ci siamo incontrati, io e il video di Plague.
Fa paura.
E' perfetto. E' inquietante e spazza via in un attimo i suoni da Nintendo dell'esordio, quel senso di piccolo gioco in sottofondo diventa senso di angoscia, un p…

Ascolti: The Shoes - Crack My Bones

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A parlare di loro, con poche (o pochissime righe) in lingua italiana, sono ben due siti.
Due blog.
Insomma, la ricerca di chi fossero, questi The Shoes, che tanto mi avevano impressionato al DCode Fest di Madrid, non è stata semplicissima.
Viene in aiuto (sempre onore) Pitchfork, che oltre a recensirli con discreta benevolenza, ci racconta di due ragazzi francesi che da tempo lavorano nella cosiddetta "gavetta" con parecchi remix, tra cui quello del nome più quotato è quello dei Late Of The Pier (ve li ricordate?).
Due ragazzi che hanno un nome, Guillame Brière e Benjamin Lebeau.
Che l'anno scorso hanno pubblicato il loro debutto, Crack My Bones.
In che direzione siamo?
Diciamo tra Hot Chip, !!! e Metronomy.
Quello che traspare solo in parte su disco era la grande potenza della parte percussiva live, davvero impressionante.
Invece il disco, dieci tracce per quaranta minuti scarsi di musica, scorre via piacevolmente, se volete un disco poco serio ma con qualche buonissim…

Report Live: Radiohead - Arena Parco Nord, Bologna

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I Radiohead sono per me (e per molti altri) IL gruppo.
Che poi ci si sia appassionati ad altri, si ascoltino mille dischi e si giri l'Italia o l'Europa per vedere concerti, nulla toglie che loro, anche al di là di un ultimo disco, The Kings Of Limbs che è il primo solo buono e non memorabile della loro carriera, rimangano quelli che ti fanno palpitare il cuore in maniera diversa.
Perchè in fondo la band di Oxford è un pò una di quelle storie magiche di un primo amore che non ti ha deluso, come una di quelle coppie che si fidanzano a quindici anni e a settanta ancora si stringono la mano per strada.
Una carriera ormai ventennale senza passi falsi, con molte deviazioni di territorio, sapendo far parlare di sè per la musica e non per gossip o altro, un invidiabile percorso artistico che si incrocia con chi scrive per la terza volta, ad una decina di anni di distanza dalla prima volta.
Allora, a Ferrara, avevo giusti diciotto anni, in quella tipica fase in cui "gli altri son…

XX, First Aid Kit e James Blake, nuovo materiale

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I primi due sono sicuramente tra gli artisti che andranno nelle classifiche di fine anno (almeno di questo blog) e uno di quelli sicuramente più amati e da tenere d'interesse per il prossimo futuro.
Quindi, anche per recuperare alcuni giorni, una piccola triplice news.


Le First Aid Kit, con il loro carinissimo debutto  stanno avendo il meritato seguito. Così eccole a pubblicare una deluxe edition dell'album che include anche un nuovo brano "Wolf", decisamente in linea, per suono e qualità) con le tracce del disco. Complimenti ancora.
Il disco degli XX, nel frattempo arrivato qui a casa in un caldo vinile (confermando di essere un'opera a livello del sensazionale primo disco) gode di un bel remix ad opera niente meno di Four Tet, che rielabora Angels in maniera sorprendentemente delicata, avvolgendo le voci in leggeri suoni ed eliminando i battiti, tranne nel finale. Bello e di gran gusto.
Il nostro James Blake invece, preannuncia novità. Una è il brano in ascolto so…

Report Live: DCode Fest 2012, Madrid

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Siamo in vacanza, in Spagna e nel nostro tour tra centro e sud della Spagna, capitiamo a Madrid nei giorni in cui si tiene, come si autodefinisce, l'ultimo grande festival dell'estate in città.

Non è un Primavera o altri grandi festival ma sono comunque due giorni di bella musica nel cuore della città universitaria, un vero e proprio grande quartiere dentro la capitale spagnola.
Scegliamo, per il poco amore verso gli headliner del secondo giorno (i Killers) il primo che invece propone un più che interessante e vario programma.
Così, dopo una coda non troppo lunga, approdiamo in un grande parco, con due palchi e un bel pò di zone ristoro.
Cambiati i soldi in "moneta locale" (specie di gettoni che evitano le code ai bar) ci buttiamo nel palco principale, per goderci i King Of Convenience.

Che non hanno materiale nuovo e quindi suonano per il semplice gusto di farlo, regalando una ottima oretta in costante crescendo, suonando prima in acustico e poi in formazione allarg…

Il Negoziante va in vacanza, a tra qualche giorno

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Domani si parte per la Spagna, quindi nessuna paura se non vedete il blog aggiornato per un pò.
Approfittando della vacanza vedremo anche il primo giorno del D-Code Festival, che si tiene a Madrid e ha in scaletta, nel nostro giorno, King Of Convenience, Deus, Sigur Ros, Justice, The Shoes, Kimbra (quella di Gotye) e altri gruppi spagnoli.
A presto, per un live report e per ributtarci nella caldissima stagione concertistica in arrivo...

La Cover dell'anno: Mark Lanegan, Martina Topley Bird e Warpaint alle prese con gli XX

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Questa è una bomba.
Prendiamo un pezzo dal clamoroso esordio degli XX, Crystalized.
Cambiamo le voci, mettiamoci Mark Lanegan e Martina Topley Bird (indimenticata musa di Tricky ai tempi di Maxin Quaye e più che discreta solista), aggiungiamo agli strumenti i Warpaint, band dream pop americana.
Ed ecco una Crystalized come se l'avessero composta i Massive Attack, cupa, oscura, più sexy, dilatata e forse quasi migliore dell'originale o perlomeno di pari brillantezza.
Cover dell'anno, a mani basse, per il momento.

Ascolti: Glen Hansard - Rhythm And Repose

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Una vita fa (tecnologicamente parlando) mi ritrovai sull'hard disk alcuni pezzi dei The Frames.
Sincero e onesto: non so perchè, non so dove ne avessi letto, non so perchè ne avessi solo alcuni pezzi.
Una certezza: era l'epoca degli mp3 a 128k (che si sentivano bene solo se avevi delle casse che facevano sentire male tutto) e dovevi cercavi i file a 192 o 256 come fossero oro.
In Italia l'Adsl era un sogno lontano, raggiungibile per pochi, i torrent erano agli albori e cercavi questi file su Emule o comunità in cui non sono mai riuscito ad entrare come Soulseek.
Le voci si rincorrevano nella rete con il sapore del segreto.
Tutto diverso da ora, dove in pochi secondi hai ogni disco a disposizione, inutile negarlo, sia in download legale che non.
Fatto che sta quei pochi mp3 di questi Frames sono sempre rimasti lì, a ruotare di tanto in tanto, specie con Finally.
Finally era un brano spettacolare, un crescendo di intensità emotiva di rara bellezza e alla cui voce, questo str…

Ascolti: Animal Collective - Centipiede Hz

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Primo assunto: trovo gli Animal Collective sopravvalutati.
Un assunto necessario per inquadrare questa opinione sul nuovo lavoro della formazione americana, che conta su una produzione sterminata, pur avendo esordito solo nel 200 (si parla di una decina di album, progetti solisti, collaborazioni e altro, superando abbondantemente la decina come somma totale).
Quindi chi scrive non fa parte di quella corrente di "impazzimento collettivo" per le prove di questa band, sospesa tra sperimentazione, rock, elettronica, venature folk e soprattutto tantissima ricerca sonora.
E' però vero, incontestabile, che il precedente Merriwheater Post Pavillion i suoi numeri ce li aveva: My Girls - Summertime Clothes - Brothersport erano un trio di ottima fattura.
Insomma, la speranza c'era.
Invece l'impressione finale di questo Centipiede Hz è quella di un disegno con così tanti colori e tratti che riesce difficile scorgerci qualcosa di compiuto.
E intendiamoci, non è che si voglia…

Il supergruppo Atoms For Peace al primo singolo

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Di solito i supergruppi tradiscono le attese, pieni di nomi importanti e poi deludenti nei dischi, raramente del valore dei singoli elementi messi insieme.
Non è detto che questo valga anche per gli Atoms For Peace, cinque elementi che rispondono nientemeno che a Thom Yorke (Radiohead) Flea (Red Hot Chili Peppers) Nigel Godrich (produttore e sesto membro dei Radiohead) Mauro Refosco (percussionista brasiliano) e Joey Waronker (batterista e produttore).
Nati per puro divertimento live, sono rimasti nel cuore dei protagonisti e mai realmente abbandonati, come piccolo progetto a tempo perso.
Era il 2009 e tre anni dopo siamo arrivati a Default, prima traccia, che anticipa un futuro album, dai tempi ancora incerti.
Non è niente male, tra l'altro, molto vicino, come brano, alle suggestioni del Thom Yorke solista di The Eraser.
Sarà la volta di un super album da un super gruppo?

Atoms For Peace – Default by gavrila

Hundred Waters, Dalla Florida.

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In tutta onestà, non è che abbia ancora capito troppo di chi sono questi Hundred Waters.
Ne parlano bene su Pitchfork (un punto in più) escono dell'etichetta di Skrillex (due in meno) vengono dalla Florida e sono in cinque.
Quello che importa sono due cose, il bel singolo (che dà il nome al nuovo Ep) Thistle, pezzo che potrebbe benissimo essere uscito dalla Bjork di Homogenic e, non da meno, lo splendido video in stop motion che lo accompagna.
Sul gruppo approfondiremo, per ora, dopo questi giorni di piogge ad annunciare l'arrivo dell'Autunno, una bella visione serale.

Report Live: A Perfect Day Festival, Giorno 3.

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Quando, a qualche minuto dalla mezzanotte, i Sigur Ròs suonano le prime note di Popplagiò chiudo gli occhi per un attimo e mi rilasso completamente.

Il mal di schiena si prende un pausa, sapendo che mancano undici o dodici minuti prima del ricominciare a poter assumere posizioni diverse dallo stare in piedi in direzione palco.
Dietro le mura del Castello di Villafranca una luna decisa sbuca per l'ennesima volta dalla leggera coltre di nubi che ben si è comportata durante la giornata, graziandoci da una pioggia temutissima e che avrebbe messo alla prova il terreno (una volta erba, ora spesso fango).
Sotto il palco dieci o dodicimila persone piuttosto educate e tranquille si apprestano a godersi quella che è LA chiusura dei Sigur Ròs e che non avrebbe senso cambiare.
Un pezzo atteso per dieci anni dal sottoscritto, che per un motivo o l'altro non aveva ancora potuto vedere la band islandese live e che parte, come previsto, per fortuna.

Ma prima di arrivare a questo momento, torn…

Paul Banks solista, atto secondo.

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Gli Interpol sono una delle cose più incredibili successe nel decennio scorso, a partire perlomeno da Turn Off The Lights (disco mostruoso) fino a Antics, che per qualche ragione non convinse tutti come l'esordio ma ne era almeno pari di livello.
Poi un altro paio di dischi dal più che discreto (Our Love To Admire) all'appena sufficiente (Interpol, 2010).
E se sul proseguimento della band ci sono alcuni dubbi (ma speriamo, magari con rinnovata energia) prosegue il percorso solista del frontman Paul Banks, che si spoglia dello pesudonimo Julian Plenti e ci mette il proprio nome, con una importante dichiarazione di onestà.
Il disco uscirà in ottobre ma possiamo già ascoltare "The Base" primo singolo che sembra non essere male, pezzo intenso, atmosfere un pò diverse dalla band e un certo coraggio nella seconda parte.
Un buon ascolto per ora, in attesa fiduciosa del disco intero.
Basta spingere play.