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Visualizzazione dei post da Giugno, 2012

Torna Cat Power, ecco "Ruin"

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Pensare a Cat Power riporta in mente una serata non qualunque.
Ovvero il primo dj set in qualche modo importante della mia vita, per quanto nel dietro le quinte.
Ovvero la possibilità di fare una selezione musicale prima del suo concerto del 2008 a Ferrara Sotto le Stelle, per provare a dare nelle ore che accompagnano l'attesa per il concerto, un percorso musicale piacevole e ragionato sull'artista che sta per salire sul palco.
Ovviamente fu anche l'occasione per osservare da dietro questo mondo, per avere un pass al collo, per vedere lei, elegantissima e silenziosa con le indicazioni di chi organizza di non disturbarla (vedi alla voce "oggi e le prossime volte non fare il bambino che va dall'artista").
Insomma, bei ricordi.
E quindi non può che essere piacevole sapere che a settembre l'artista americana tornerò per il suo ottavo album in studio, di cui pare ci si possa aspettare un notevole cambio di sonorità o perlomeno più solarità e maggiori strument…

Live Report: Portishead - Castello di Villafranca (Verona)

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Cosa vuoi scrivere, in fondo, di un concerto dei Portishead?
Mi sono venuti in mente mille incipit per iniziale, da quello cronologico, a quello emozionale, da quello che ti butta direttamente dentro al picco della serata.
Vanno tutti benissimo.
Ma sarebbe solo mestiere scriverne così.
In fondo, invece, bastano sei lettere per descrivere il live: classe.

Classe nella voce di Beth Gibbons, simbolo del gruppo, allo stesso tempo dolce e timida (si rivolge al pubblico solo quando canta, in ogni altro momento strumentale si gira verso il gruppo e dà le spalle alla platea) e poi rock, sensuale, infinita, nei momenti più intimi come in quelli più aggressivi.
Classe nelle scelte visuali e sonore della band, che se per immagini proiettano a volte piccoli clip video, a volte immagini della band, a volte il nulla (e vuol solo dire di guardare il palco) mentre a livello sonoro segnano (e questa è la grande differenza tra i due primi album e Third) la digitalità del suono.

Che vuol dire che se i p…

Prossimi Appuntamenti Live

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Con un pò di ritardo e parecchi aggiornamenti eccoci al calendario selezionato e ragionato dei concerti più importanti dei prossimi mesi.
Come sempre, le novità sono sottolineate.




  Portishead
26 Giugno, Castello di Villafranca (Verona)27 Giugno, Ippodromo delle Capanelle (Roma)Radiohead 
30 Giugno Roma, Ippodromo delle Capannelle 1 Luglio, Firenze, Parco delle Cascine 3 Luglio, Bologna, Piazza Maggiore 4 Luglio, Udine, Villa ManinRinviati, il 27 Giugno verranno comunicate le nuove date.Hot Chip 2 Luglio - Milano, Circolo MagnoliaMumford And Sons 
2 Luglio - Teatro Romano, Verona4 Luglio - Piazza del Plebiscito, Ancora Heineken Jammin Festival (Arena Rho, Milano)
5 luglio Red Hot Chili Peppers, Noel Gallagher, Pitbull, Enter Shikari6 luglio The Prodigy, Chase and Status, Evanescence, Lostprophets, Seether e Late Night Show di Gorillaz Sound Sysyem.7 luglio The Cure, New Order, Crystal CastlesPaul Weller
10 Luglio - Atlantico Live, Roma11 Luglio - Ferrara Sotto Le Stelle12 Luglio -  Vigevano…

Salta la Gainsburg, rinviati i Radiohead, consoliamoci con i Calexico

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Ieri non è stata una bella giornata, almeno per chi scrive e sempre se ci limitiamo alle vicende musicali.
Infatti, i recenti avvenimenti sismici che hanno colpito queste zone vanno a colpire Ferrara Sotto le Stelle.
Se il Cortile del Castello non è agibile, Piazza Castello non era sicura ancora e quindi ci si sposta al Motovelodromo di Via Canapa.
Che comunque viene comodo per chi viene in treno o altri mezzi e che ha parcheggi comodi intorno.
E infine, mettiamola così, mi dice Google che è a ben 210 metri da dove sto scrivendo.
Insomma, l'importante è che si faccia.
E si farà, tranne per la data di Charlotte Gainsburg, che è troppo a ridosso della manifestazione (era in programma questo Lunedì) e che viene quindi annullata.

Così come vengono annullati o meglio posticipati i Radiohead, per ciò di cui si è scritto qualche giorno fa. Le date verranno recuperate, si vocifera a settembre, ad ogni modo non bisogna attendere troppo, il 27 Giugno verranno ufficializzato il nuovo calenda…

Ascolti: Hot Chip - In Our Heads

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D'estate è un bel momento per un cd improntato al danzereccio.
Per cui, le aspettative per gli Hot Chip, teoricamente ormai all'apice del successo dopo una serie di album da The Warning all'ultimo One Life Stand (2010) capaci di regalarci successi come Over And Over e Ready For The Floor, erano parecchio alte.
E non lo nego: potrei pure sbagliare nel dire quello che sto per dire, ma questo In Our Heads è parecchio debole.
Dico che potrei sbagliare perchè le recensioni in giro sono tra il medio e l'alto, ammettendo tutte che non è il punto più alto della carriera dei ragazzi inglesi ma è comunque un buon disco con buone idee.
E invece io dico che è un disco solo sufficiente e con scarsa verve.
Per carità, il primo singolo, Flute, di cui avevamo già accennato, è piuttosto carino e rimane bene in mente, con quel delizioso motivetto in sottofondo.
O tutto sommato Night And Day, che pure ricorda tantissimo i Metronomy.
Meno bene altri pezzi, da Motion Sickness a Don't …

Crolla il Palco dei Radiohead a Toronto, un morto, alcuni feriti.

Capita che in un blog ci si debba anche fermare a riflettere.
Che pure in questo "Il Negoziante", piccolo blog di una sola persona decisa a fare una piccola vetrina (senza pretese di oggettività) di ciò che di bello ha la musica, siano essi i concerti, i dischi, gli approfondimenti o le culture musicali, si si debba interrogare.
Non, questo no, a fare demagogia o quei sentimentalismi da due soldi che spesso coprono il mondo dei social network.
La notizia sta nel titolo e non c'è nulla da aggiungere.
Gli errori o i disastri stanno nella natura.
Ne sa qualcosa chi scrive su questa tastiera, svegliato il 20 maggio dal mondo che tremava, che era al lavoro tre ore dopo e vedeva la piazza del Comune dove era nato cadere in diretta televisiva, che passa davanti ogni giorno alla centrale dei Vigili del Fuoco di Ferrara sempre strapiena, che appena elaborato lo spostamento del concerto bolognese dei Radiohead da Piazza Maggiore all'Arena Parco Nord si ritrova quest'altra …

Ascolti: The Walkman - Heaven

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I Walkmen escono negli anni pari.
Duemiladue, duemilaquattro, duemilasei, duemilaotto, duemiladieci.
Non poteva mancare il duemiladodici (non fosse altro che per scamparsi dalle profezie Maya) per quella che ridendo e scherzando è una band al settimo disco, mai realmente esplosa anche se di critica favorevolissima perlomeno da You & Me, datato duemilaotto.
Stiamo un pò giocando coi numeri perchè i Walkmen sono una band strana, di quelle che sembra tutti amino e poi pochi ascoltino.
Che finiscano benissimo a voti e quasi mai nelle classifiche di fine anno.
Un fenomeno strano eppure in parte comprensibile: a parere di chi scrive, pur con ottimi pezzi, è sempre mancato qualcosa.
Non che sia chiaro cosa, però mettiamola così, per iscritto, come si potrebbe dire solo in un bar: i The National non fanno cose molto diverse ma sono diventati grandissimi.
E quindi è semplicemente che al quintetto newyorkese è mancato quel qualcosa di speciale, il pezzo indimenticabile, il disco di livello…

Le Cocorosie tornano con un doppio singolo

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Non mi hanno ancora convinto fino in fondo, le Cocorosie.
Eppure a forza di considerarle le giovani sorelline americane che suonavano giocattoli e strani strumenti, con il punto di forza di due straordinarie voci, siamo arrivati al quattro album già dati alle stampe.
E quindi esordienti non sono.
Ce ne si accorge con questo singolo a doppio lato, la cui traccia principale è We Are on Fire e che porta in dote  nel lato B un brano con Anthony, proprio quello di Anthony And The Johnson.
We Are on Fire convince e suona piuttosto bene, energico, vicino per sonorità forse alle atmosfere della Bjork più elettronica (Post?) e con belle vocalità delle sorelle.
E pure Tearz For Animals (pur ricordando un pò troppo Rainbowarriors, dal terzo album delle ragazze) incrocia in modo ottimo le tre voci, con quella di Anthony che è sempre incredibile.
Se la direzione per un nuovo album è questo, c'è da aspettarlo, decisamente.



Ascolti: The Tallest Man on Earth - There's No Leaving Now

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Carino, piacevole, delicato.
Non è un particolare passo avanti quello che porta Kristian Matsson, svedese, al terzo album in carriera (e autoproclamatosi l'uomo più alto sulla terra).
E' un semplice proseguire il (bel) discorso portato avanti dall'inizio della sua discografia, ovvero un cantautorato fortemente debitore a Bob Dylan e in generale basato su un semplice folk che in linea di massima coinvolge voce e chitarra e qualche strumento accessorio occasionalmente.
E quando si entra in questi campi quello che conta è semplicemente una cosa: la qualità di scrittura musicale.
Matsson non è un fenomeno ma nemmeno uno dei tanti, così ci regala nuovamente dieci brani mediamente buoni e occasionalmente buonissimi, di quelli che se si viaggia col vento in faccia nella natura o meglio ancora, se si è nelle prime ore di un falò in spiaggia, possono regalare bellissimi momenti.
E che le sensazioni siano queste, ce lo conferma pure la copertina.
In particolare There's No Leavi…

Report Live: Traffic Festival Day 2 - The XX, James Blake Dj set, Foxhound

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Che il Traffic, pur nel suo presentatore (?) che grida di essere l'unico grande festival musicale gratuito sia in fase di ridimensionamento è palese.
Un festival che ci ha abituato ad alcune serate indimenticabili (vedi Daft Punk e Lcd Soundsystem solo per dirne una) dopo la praticamente non edizione dello scorso anno (solo alcuni gruppi italiani per celebrare i 150 anni d'Italia a nascondere un budget crollato) quest'anno ci riprova con una via di mezzo: così i nomi di grido sono The XX, Orbital e Tim Exile, fedeli compagni Mount Kimbie e il dj set di James Blake, nelle aperture nomi italiani in rampa di lancio come Iori's Eyes, Foxhound e Drink To Me.
Come dire: ripartiamo un pò più in basso, ma ripartiamo.
Come nota viene da dire: ma portiamolo a pagamento questo festival e facciamone di nuovo qualcosa di enorme, che venga la gente dall'estero.

Detto questo, superata l'improbabile viabilità cittadina di Torino, ci portiamo in Piazza San Carlo per la serata c…

Ascolti: Edward Sharpe And The Magnetic Zeros - Here

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Ai primi ascolti sono rimasto (leggermente) deluso da questo album.
Amando profondamente quell'indie folk corale che caratterizzava l'esordio di questo supergruppo capitanato da Alex Ebert, percepivo un disco un pò dimesso.
E come potevo accettare che fosse dimesso il seguito di uno dei dischi più trascinanti e divertenti di questi anni?.

Ma gli ho lasciato tempo.
Ed è vero: è dimesso ma non è brutto, anzi.
Se l'esordio era la festa tra amici, questo disco è l'aperitivo che ne accompagna i preparativi.
Pur nell'insensatezza cronologica della metafora, credo il concetto renda bene.
Perchè i preparativi cosa sono? Sono risate leggere, battute scherzose, tempi più lenti, momenti più intimi e meno ufficiali ma non per questo meno belli.
E così,  oltre a Man On Fire (che apre il disco e ci regala la serenità di un falò in spiaggia) seguono e convincono That's What's Up (festosa e un pò seventies) e soprattutto il duo I Don't Wanna Pray (questa si, pienament…

I Deus fanno uscire un disco subito, i Bloc Party lo anticipano con un trailer

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Due ritorni.
Il primo dei Deus, che stupiscono tutti, a nemmeno un anno dal precedente album con un disco, Following Sea, che viene annunciato e subito pubblicato.

Proprio così, un annuncio del tipo "ehi, ciao, da ora c'è un nuovo disco nostro e lo trovate su Itunes, subito".
Che il mercato discografica sia in una fase di implosione è palese, che non si sfrutti nemmeno (come fatto da altre band) quella settimana o poco più di hype generato dalla rete è perlomeno strano.
Ma in fondo il disco ce lo ascolteremo comunque, quindi...

Così come ascolteremo il disco dei Bloc Party, intitolato semplicemente Four, che è, inevitabilmente il disco più importante per loro: dopo Silent Alarm (capolavoro degli anni zero), A Weekend In The City (più che discreto seguito) Intimacy (in fin dei conti coraggioso ma poco riuscito) e le pessime prove soliste di Kele Okelele come solista, la speranza è di un ritorno ai fasti iniziali, con quella strepitosa urgenza giovanile e abilità compositi…

Ascolti: The Hives - Lex Hives

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Prima di tutto, un appunto: me l'ero persa che gli Hives erano Svedesi.
E chi l'avrebbe detto.
Punto numero due: ce li eravamo un pò tutti dimenticati, perchè sono passati ben cinque anni dal precedente The Black And White Album capace di contenere alcuni dei momenti migliori della loro carriera (si perchè nonostante sia abusatissima, sdoganatissima e quant'altro, Tick Tick Boom era una bomba e tale rimane).
Cinque anni dopo il quinto album: cosa sono gli Hives oggi?
La stessa cosa che sono sempre stati.
E ci va benissimo.
In questi giorni un pò pieni di ansia e col quel sottile pensiero in sottofondo che ogni vibrazione sia una nuova, grossa, scossa di terremoto (siamo in quel di Ferrara) un disco così puro, onesto, 12 pezzi, trentuno minuti, quasi nessuna paura (specie a livello ritmico) e garage rock, nient'altro.
I pezzi si succedono, la voce di Howling Pelle Almqvist ci si avventa sopra, le chitarre seguono il tutto, fanno capolino i classici ritornelli corali e …