giovedì 26 aprile 2012

A Ferrara Sotto le Stelle (e non solo) arriva anche Soap & Skin


Anja Fransiska Plaschg, in arte Soap & Skin, arricchisce il già ottimo calendario di Ferrara Sotto le Stelle di quest'anno.
Di lei se n'è parlato parecchio in occasione del primo album Lovetune for Vacuum e (a sensazione) meno con questo minialbum, dal titolo Narrow, una mezzora scarsa per otto pezzi tra piano, elettronica e una voce oscura e talentuosa.
Giovanissima (classe 90), ci regala questa estate l'occasione di vederla in due concerti intimi in due splendide location:
  • 20 Luglio - Cortile del Castello Estense, Ferrara Sotto le Stelle
  • 21 Luglio - Sesto al Reghena, Sexto Unplugged
Sotto uno splendido pezzo (Wonder) tratto proprio da questo minialbum, con l'invito a non perdersi una grande occasione. Soap&Skin - Wonder by PIAS Entertainment

martedì 24 aprile 2012

Ascolti: Sigur Ròs - Valtari


Valtari esce a fine maggio.
I commenti girano da qualche giorno perchè, come è prassi nel mondo connesso di oggi, il disco è reperibile già da un pò.
E con questo chiudiamo il discorso alle polemiche potenziali: it's 2012, baby.
Un disco cruciale, tra l'altro, per la band islandese, capace di fare almeno due capolavori (Agaetis Birjun e () ) due ottimi dischi (prima e dopo, Von e Takk) e un disco comunque non male, nel 2008, dal titolo piuttosto lungo e che quindi non riscriverò.
Sarò onesto: temevo che per il gruppo la storia fosse ormai finita.
Tanta popolarità, i progetti solisti (da non sottovalutare l'album di Jonsi), i quattro anni passati da comunque quello che era il primo disco non memorabile della band, la dichiarazioni di una certa difficoltà nel proseguire la scrittura di nuovi brani.
E poi qualche settimana fa l'annuncio che invece ci siamo: Valtari, sesto disco, esce a maggio e c'è pure un tour (in Italia una data, il 2 Settembre, headliner nell' A Perfect Day Festival al Castello di Villafranca di Verona).

Lo ascolto da giorni, come si fa con le band che si amano profondamente e contrariamente al solito fatico a giudicarlo.
Nel senso che di norma non è difficile giudicare se una band che ami ha fatto un bel lavoro o meno.
Quello che so per ora da questi otto pezzi (un'ora scarsa di musica) sono tre elementi fondamentali:
- i Sigur Ros ci sono, sono vivi, eccome se lo sono.
- siamo tornati dalle parti di ( ), tanta strumentazione, pochissimi accenni (per non dire nessuni) a quei suoni allegri e festosi che da Takk in poi avevano preso piede in alcuni pezzi della band.
- ci sono alcuni momenti dirompenti e altri che paiono un pò sfuocati.

Partiamo dal fondo: tre mi sembrano le cose che spiccano, Varuò, un pianoforte e suoni lontani per un crescendo musicale di quello per cui amiamo il gruppo e che ti immagini socnvolgerti dal vivo; Ekki Mukk primo "singolo" con la voce sofferta ad arrampicarsi su quasi otto minuti di composizione che sembra presa da Agaetis ed è un complimento e infine Varoeldùr, traccia sei che lentamente ti avvolge con note di piano e che in fondo ricorda quella traccia tre di ( ) con il giro di pianoforte indimenticato a lasciarsi cullare dalle orchestrazioni in sottofondo.
 Insomma, se ci penso bene, anche nelle ultime due tracce ho trovato leggermente poco mordente, mi rendo conto che già amo scampoli di questo Valtari come si amano quelle cose che amerai per tutta la vita e con cui sei cresciuto.
Quindi va tutto bene, bentornati e ci si vede a Verona.

Ekki múkk by sigur rós

lunedì 23 aprile 2012

Reverend And The Makers al terzo album


Reverend And The Makers è il progetto di John McClure, originario di Sheffield, Inghilterra e amico di Alex Turner, leader degli Artic Monkeys.
Ma non amico e basta: Old Yellow Bricks è stata scritta insieme dai due, così come un paio di pezzi del progetto di cui stiamo parlando.
Se per Turner la melodia sfocia nel rock e nelle suggestioni autorali anni sessanta (vedi progetto The Last Shadow Puppets) per McClure va a finire in una dimensione maggiormente in una dimensione elettro-pop, con contaminazioni varie.
Attivo da 5 anni ormai giunge ora al terzo album questo progetto Reverend And The Makers, praticamente sconosciuto qui in Italia dove non mi risulta avere mai suonato live, mentre è piuttosto conosciuto in Inghilterra (tanto che pur avendo una data a Manchester nelle prossime settimane dove sarò in viaggio, è tutto sold out da tempo) ed è un peccato, perchè pur essendo un suono easy listening c'è un senso melodico non indifferente, che merita l'attenzione.
Il terzo disco, dal titolo @Reverend_Makers, uscirà in maggio e c'è un primo estratto, Bassline.
Che, in tutta onestà, è un pò troppo radiofonico rispetto ai pezzo del passato ma ci teniamo la fiducia sul disco, di cui parleremo presto.
Per ora, ascoltiamo questo singolo

venerdì 20 aprile 2012

Damien Rice in Tour: Grado, Ferrara, Firenze, Roma


Damien Rice è uno da apprezzare: poteva battere il ferro finchè caldo, sfruttare le (svariate) ondate di popolarità dovuta allo sfruttamente in colonne sonore e affini dei suoi pezzi con dischi e tour ed invece ha sempre avuto un atteggiamento dimesso.
Tanto da avere scritto solo due album in dieci anni ma averci lasciato due gemme dal nome O e 9, indimenticabili e indimenticate, a partire dalla più che famosa The Blower's Daughter, ma non solo.
E' quindi con grande piacere che riceviamo la notizia di un tour intimo, in piccole location che sicuramente sono il modo migliore per vivere un live del cantante irlandese.
Ecco le date:
  • 25 Luglio - Grado (Gorizia)
  • 27 Luglio - Ferrara, Ferrara Sotto le Stelle
  • 28 Luglio - Firenze, Cavea, Nuovo Teatro dell'opera
  • 30 Luglio - Roma, Auditorium Parco della Musica

martedì 17 aprile 2012

Il quarto album dei Soulsavers guadagna David Gahan alla voce


I Soulsavers sono una creatura particolare, indefinita ma pure con una forte identità.
Progetto di un duo inglese Rich Machin e Ian Glover, con tre album e un quarto in arrivo, si sono avvalsi alla voce nientemeno che di Mark Lanegan nei due precedenti dischi e di altri nomi non da poco come Mike Patton e Jason Pierce (Spiritualized, Spaceman 3).
Con il nuovo lavoro intitolato "The Light And the Dead See", in uscita a breve, cambia il frontman e non è esattamente un nome da poco: Dave Gahan, direttamente dai Depeche Mode.
E c'è un primo estratto, Longest Day.
Il disco promette piuttosto bene...

Soulsavers - Longest Day by Cooperative Music

lunedì 16 aprile 2012

Ascolti: Soko - I Thought i Was An Alien


Soko è il nome d'arte (e semplice diminutivo) di Stephanie Sokolinski, classe 86, francese che arriva in queste settimane al primo album su disco.
Non è però un nome nuovo: non fai da supporto a M.I.A.,  Pete Doherty e parecchi altri se non hai alle spalle qualcosa e quel qualcosa sembra ora provenire da un'epoca lontana, vedi alla voce 2007 e MySpace.
Era ancora (per poco) l'epoca in cui dall'ormai morto vivente social network uscivano nomi che riuscivano ad affermarsi sul mercato (chi ha detto Artic Monkeys taccia per banalità).
E questa Soko metteva online sei pezzi di un ep, Not Sokute (delizioso gioco di parole) che se si guadagnava buon passaparola online e soprattutto in alcuni stati, Belgio e Danimarca in primis, questi diventavano delle vere hit, in particolare con I'll Ker Her, strepitosa "minaccia verbale" alle ipotetiche ragazze pronte a rubarle l'uomo.
Succedeva però l'opposto del desiderio di successo: la ragazza, timidissima, preferiva non agganciarsi al mondo della discografia ufficiale, proseguire invece una discreta carriera da attrice televisiva in Francia e addirittura nel 2009 annunciare la fine del suo scontro con il mondo discografico, abbandonando a sè stesso un doppio album già scritto.
E poi due anni di silenzio, musicale e cinematografico.
Probabile un periodo di esplorazione interiore perchè ne sono riapparse le tracce nel 2011 ed ora eccoci qui: 15 brani per quasi cinquanta minuti di musica che segnano l'esordio su disco.
E tutta la vicenda ci fa un pò capire quanto davvero sia poca cosa, oggi, considerare solo le uscite discografiche nella carriera di un artista.
 "I Throught i was an alien" è il titolo e la pubblicazione ci potrebbe fare pensare ad un "instead i was not".
Ed è un buonissimo album, fondamentalmente di puro folk voce e chitarra, con occasionali (e ben riusciti) allargamenti di strumentazione, vedi Distruction of the Disgusting Ugly Hate o Don't Touch Me.
Con un stile che ricorda parecchio una ragazza di cui abbiamo parlato qualche mese fa (Emmy The Great) Soko ci porta nel suo mondo di sentimenti e di relazioni e riesce piuttosto bene anche quando si mette maggiormente a nudo, come in Treat Your Woman Right, sussurato e dolente pezzo con una leggerissima pizzacata di acustica in sottofondo.
E' un piacere avere quindi ritrovato questa ragazza: saprà reggere questa volta alla possibile popolarità e al mondo discografico?
Soko - I Thought I Was An Alien



sabato 14 aprile 2012

Afterhours: Padania sta arrivando


Esce la prossima settimana Padania, nuovo e decimo album in studio per la band di Agnelli che (fa impressione pensarlo) è ormai da più di vent'anni sulla scena musicale italiana e che, elemento non da poco, molto ha fatto per promuovere la musica indipendente dello stivale, dal festival Tora Tora al progetto "Il Paese è reale" con la contemporanea presenza a Sanremo nel 2009.
Visti i recenti avvenimenti politici, il titolo appare non meno che profetico (è stato annunciato quando le acque erano più che ferme).
Cosa aspettarsi da questo disco?
Parecchio probabilmente.
Perchè potrebbe essere un album di quelli importanti nella discografia: dalla scelta della totale autoproduzione all'idea di un concept album basato sulla comunicazione di sensazioni che normalmente rimangono fuori dai circuiti di massa fino all'inedita modalità di scrittura del disco, con un lavoro indipendente dei componenti e un lavoro finale a chiudere il cerchio: tutti elementi che sembrano proporre novità.
Di sicuro ci sono solo due estratti, La Tempesta è in Arrivo, grintoso rock che ricorda i primi album e la delicata (e primo singolo) Padania, che dà il titolo all'album.
Sotto in ascolto, ne riparleremo presto.

Padania by Afterhours Official

giovedì 12 aprile 2012

Ascolti: M. Ward - A Wasteland Companion


Matthew Stephen Ward, in arte M. Ward, non è molto conosciuto da queste parti.
Eppure è un peccato: il talentuoso (non più) ragazzo di Portland ha alle spalle una discografia non da poco che si può riassumere in tre momenti distinti: la carriera solista, il progetto She And Him (quello più famoso e con la fortuna di essere l'him dove she è Zoey Deschanel) e quel supergruppo dal modesto e ironico titolo Monster of Folk, disco a otto mani che conta Conor Oberst (Bright Eyes) Jim James e Mike Mogis.
Collaborazioni che spesso gli hanno dato più fama dei progetti solisti; eppure siamo qui a parlare di A Wasteland Companion, ottavo disco a proprio nome e album che verosimilmente riuscirà a sdoganarlo al grande pubblico.
Un disco che, per chiarire le sonorità del cantautore, ha parecchio il sapore del miglior Eels, in particolare di quello di Blinkin Lights And Other Revelation, con tanto intimismo folk e occasionali momenti più divertirti e solari.
Ad esempio Primative Girl, primo estratto del disco che fa direttamente coppia con Sweetheart, che riporta la compagnia della voce della Deshanel per un quasi country più che gustoso.
Ma è nell'intimismo che Ward dà il meglio: dall'apertura di Clean State a Crawl After You.
Ma c'è davvero poco di cui lamentarsi in questo disco, dodici tracce per trentasei minuti di musica, perchè anche quando c'è un'energia quasi soul e la voce si fa più roca, come in Watch The Show, con l'elettricità in sottofondo e un bel crescendo, il risultato è ottimo.
Quindi non ci resta che augurare tutto il successo possibile, finalmente al signor Ward.

M. Ward - Primitive Girl (Single Version) by MergeRecords

mercoledì 11 aprile 2012

Un anno del Negoziante: auguri!


Era l'undici aprile dello scorso anno che iniziava, come prova, la pubblicazione de "Il Negoziante Blog".
Nasceva da una newsletter settimanale, dove c'erano alcuni righe in cui si consigliava un disco, un formato proseguito per alcuni anni e poi la scelta di provare a fare il grande passo.
L'idea era semplice: per avendo collaborato con alcune realtà, c'era la voglia di costruire un blog semplice, che tenesse d'occhio il mondo indipendente (per quel che vuol dire oggi), che parlasse con semplicità, facendo una buona scrematura di quello che esce in modo che si potesse entrare e scoprire o approfondire qualcosa di nuovo, il tutto senza nessuna pretesa di chissà quale conoscenza di chi scrive, se non la passione.
E da qui il nome: ricordando il vecchio negoziante degli ormai rari negozi di dischi, dove potevi discutere, farti consigliare e consigliare, parlando semplicemente di musica.
Ora, un anno dopo, siamo qui a fare un bilancio, più che positivo.
I numeri sono buoni (vedi sotto) e c'è l'idea di essere riusciti a seguire parecchie cose importanti, suddividendo ogni mese in alcune recensioni, il consiglio dei concerti più importanti, una playlist di fine mese con i migliori pezzi e poi notizie, anticipazioni, approfondimenti e riflessioni sul mondo musicale e meta-musicale.
Per il futuro il pensiero è ai contenuti prodotti, che si spera possano aumentare, specie in ottica video e perchè no, di organizzazione di qualche evento, che pure è una cosa già fatta di difficilissima da seguire per svariati motivi.
Per qualsiasi commento lo spazio dei commenti è sempre a disposizione, anche se è innegabile come una buona metà di quelli ricevuti sia stata spesso critica, saccente, in alcuni casi arrogante: ma è una tendenza del mondo virtuale che si vede in qualsiasi forum: questa tendenza a voler sempre imporre le proprie idee, screditare chi scrive, dividere tutto in battaglie che di ideologico non hanno niente se non l'idea di "io sono meglio di te che pure scrivi un blog" e quindi per un'ultima volta: è solo un blog personale e la cosa più bella sarebbero i commenti, le aggiunte, i consigli di chi legge, tutto ciò che porta contenuti, insomma.
Per il secondo anno spero di poter fare de Il Negoziante un blog ancora migliore, esteticamente e soprattutto (quello ci interessa) a livello di contenuti.
E ora alcune curiosità e statistiche.

> Quasi 26000 visite al momento in cui scrivo
> La media attuale è di circa 4000 visite mensili, in leggero e costante aumento
> 228 post in un anno e cioè circa due post ogni tre giorni
> 61 i dischi ascoltati, 22 i concerti raccontati.

I cinque post più letti
Preview - The Black Keys (1101 visite)
Ascolti - The Horrors - Skying (920 visite)
Charlotte Gainsburg (840 visite)
Gotye-Fanfarlo - I nostri prossimi pezzi preferiti (758 visite)
Brunori Sas - Vol.2 Poveri Cristi (729 visite)


Per la guerra dei browser: Chrome (31%), Firefox (29%), Internet Explorer (16%) Safari(14%) Opera (1%)
Sistema Operativo: Windows (66%) Mac (26%) Linux (2%) e un punto percentuale a testa circa per il mondo mobile (Iphone, Android, Ipad)
Curiosità finale: se la grande maggioranza di visitatori è italiana, non mancano quasi 2000 visite dagli Stati Uniti, 650 dalla Germania e 220 dalla Federazione Russa (!?).

domenica 8 aprile 2012

Prossimi Appuntamenti Live


L'aggiornamento di questo mese porta un'altra orda di concerti strepitosi (di alcuni ne avevamo parlato) e fa davvero capire come quest'anno più che mai si sia mosso il mondo live in Italia.
Se la crisi del disco porta a questo, ben venga.
Curioso notare come per ora sia tutto strategicamente ben fissato nel periodo giugno-luglio, con rarissimi accavallamenti dei nomi forti.
Come sempre, con l'asterico segnalati i nomi nuovi.
Povero portafoglio!

Gomez

  • 13 Aprile - Estragon, Bologna
  • 14 Aprile - Magazzini Generali, Milano
Fanfarlo
  • 12 Maggio - Magazzini generali, Milano
* !!! (Chk Chk Chk)

  • 22 Maggio - Lokomotiv, Bologna
  • 23 Maggio - Brancaleone, Roma
  Bruce Springsteen

  • 7 Giugno, Milano
  • 10 Giugno - Firenze
  • 11 Giugno - Trieste
 éTraffic Festival (Torino) 7-9 Giugno
  • The XX (8 Giugno), Orbital + TBA
   Portishead

  • 26 Giugno, Castello di Villafranca (Verona)
  • 27 Giugno, Ippodromo delle Capanelle (Roma)
Radiohead
  • 30 Giugno Roma, Ippodromo delle Capannelle 
  • 1 Luglio, Firenze, Parco delle Cascine
  •  3 Luglio, Bologna, Piazza Maggiore 
  • 4 Luglio, Udine, Villa Manin
Mumford And Sons 
  • 2 Luglio - Teatro Romano, Verona
  • 4 Luglio - Piazza del Plebiscito, Ancora 
Heineken Jammin Festival (Arena Rho, Milano)
  • 5 luglio Red Hot Chili Peppers, Noel Gallagher, Pitbull, Enter Shikari
  • 6 luglio The Prodigy, Chase and Status, Evanescence, Lostprophets, Seether e Late Night Show di Gorillaz Sound Sysyem.
  • 7 luglio The Cure, New Order
*Paul Weller
  • 10 Luglio - Atlantico Live, Roma
  • 11 Luglio - Ferrara Sotto Le Stelle
  • 12 Luglio -  Vigevano 
*Flaming Lips + Verdena
  • 10 Luglio - Sherwood Festival, Padova
  • 11 Luglio - Gru Village, Torino
Pulp

  • 13 Luglio - Fiera della Musica, Azzano Decimo (Pordenone) 
*Stone Roses
  • 17 Luglio - Arena Civica, Milano
*Bon Iver 
  • 19 Luglio, Ferrara Sotto le Stelle
Kasabian

  • 14 Luglio - Ferrara (Ferrara Sotto le Stelle)
  • 15 Luglio - Lucca  
  • 18 Luglio - Ippodromo delle Capannelle (Rock In Roma)
  • 19 Luglio - Arena Civica, Milano
  • 20 Luglio - Tarvisio, Udine (No Borders Festival)
*A Perfect Day Festival - Castello di Villafranca (Verona)
  • 30 Agosto - The Killers + TBA
  • 1 Settembre - Franz Ferdinand + TBA
  •  2 Settembre -  Sigur Ros, Deus, Mark Lanegan Band + TBA
*The Black Keys 
  • 1 Dicembre - Palaolimpico, Torino

sabato 7 aprile 2012

Ascolti: Blood Red Shoes - In Time to Voices


Un duo di Brighton, formatosi nel 2004, uomo e donna, al terzo album in carriera.
Sono questi i Blood Red Shoes che, purtroppo per loro, sono una di quelle band fuori tempo massimo.
Forse se ne sono resi conto ed è nuovamente un peccato.
Perchè Fire Like These, precedente album, era semplicemente una bomba: era il disco, nel 2010, per chi aveva amato gli esordi di Artic Monkeys e Bloc Party, un album energico, con pochissime fermate, una batteria imponente e tanta chitarra sopra.
Una cosa semplice ma riuscita: basta il primo estratto, Don'T Ask

 
a chiarire in un minuto il disco che poi filava come un treno e con i brani più interessanti probabilmente in posizione 2 (Light It Up) e 4 (il bel crescendo di When We Wake).
Non ci si poteva aspettare niente di più che un altra ondata di ottimo indie rock.
Dicevo che forse si sono accorti di essere fuori tempo massimo visto che invece, di tanto in tanto, la ricetta cambia ma su tutto l'album permare l'idea che quel fuoco quasi perfetto si sia perso.
Non che il disco sia male ma di tanto in tanto si dilaga in momenti troppo "pesanti" chitarre troppo in prima linea, le melodie funzionano meno, insomma tutto meno accattivante.
Ci sono, piuttosto, accenni maggiori di Nirvana o Pearl Jam.
Meglio, se proprio, le parti più rallentante del brano, Night Light (che sembra un blues dei Kills, quelli buoni) male invece alcuni inserti privi di collante, come il minuto e mezzo di Je Me Perd, in aria pesantamente di grunge e che è semplicemente fuori posto nell'album.
Insomma, il discorso è chiaro, qualcosa di salva (anche la traccia omonima, se si vuol essere gentili) ma la delusione c'è, di fronte all'album precedente.




venerdì 6 aprile 2012

Un nuovo album per i Liars



Ho sempre fatto fatica (non credo di essere l'unico) a identificare i Liars, creatura newyorkese che da un decennio ormai cambia costantemente pelle e forma.
Perchè poi sembra che giochino questi ragazzi: il doppio concept album di inizio carriera, che raggiungeva il culmine con Drum's not Dead, particolarissimo e più che affascinante (e precursore in parte del secondo, sottovalutatissimo album dei These New Puritans) veniva poi seguito da un omonimo, Liars, di minore ambizione e soprattutto maggiore accessibilità.
E ancora: una carriera che tende al rumore, poi alla percussione, poi alla forma canzone e poi alla destrutturazione della stessa.
Per bisogna seguirli, certo: perchè chissà se prima o poi faranno il centro definitivo e qualche momento geniale lo regalano sempre.
E siamo ad oggi: No.1 Against The Rush prelude a WIXIW, in uscita a Giugno e non è niente male, un singolo energico, un bel finale e influenze elettroniche, non ultima una linea di fondo che ce la fa inserire non a pieno titolo ma come buona cugina del fenomeno della cover trasversale.
Ad ogni modo il pezzo è in ascolto sotto.
Ne riparleremo.

martedì 3 aprile 2012

Playlist del Mese: Vol.3 - Marzo


Eccoci (con un pelo di ritardo per aver voluto mettere i live report in prima linea) con il bilancio del mese scorso e le migliori / più importanti / particolari tracce uscite il mese scorso.
Nessun criterio particolare, come sempre se non: cose nuove, fresche, interessanti.

01: Sigur Ròs - Ekki Mukk
02: Beck - Looking for a Sign
03: The Shins - The Rifle's Spiral
04: Andrew Bird - Near Deah Experience Experience
05: Fanfarlo - Shiny Things
06: Offlaga Disco Pax - Piccola Storia Ultras
07: Graham Coxon - What'll It Take
08: Hot Chip - Flutes
09: Rufus Wainwright - Out Of The Game

lunedì 2 aprile 2012

Report Live: The Niro Secret Concert @ Bologna


Davide Combusti, in arte The Niro, è uno che tengo d'occhio da parecchio tempo.
Almeno dal 2008, quando dopo parecchio hype da un ep, usciva il primo album omonimo.
Quella intensità vocale così vicina a Jeff Buckley, un piglio fortemente esterofilo, le buonissime performance live.
Per un periodo anche il (moderato) successo, con "Liar" in discreta rotazione su radio e televisioni, il contratto con una major, insomma l'idea che forse tutto potesse esserci canalizzato in un autore giovane, talentuoso, capace di esportare si, l'Italia all'estero ma in modo diverso da come eravamo abituati a fare in passato e forse, addirittura, la crescita di un artista completo in grado di regalare soddisfazioni su disco e palco.
Non è andata così, del tutto, perchè il secondo album, Best Whishes, pur essendo almeno un buon album, non ha avuto la stessa risonanza (ormai in un'Italia sempre più poppizzata dai giovani autori usciti dai reality).
Però ho sempre tenuto d'occhio i suoi movimenti.
Così, questa sera ci troviamo in compagni di una cinquantina di persone o poco più, per un bel secret concert in un appartamento (o magazzino?) bolognese.

Accompagnato al basso, The Niro, non aiutato dall'acustica migliore del mondo, suonerà per circa un'ora e mezza, ripercorrendo la sua discografia e lasciando anche spazio ad un inedito, The Ship (presente anche sul soundcloud dell'artista e a fine pezzo).
E convince.
Convince lasciando l'idea che dal vivo sia spesso leggermente meglio che su disco, per l'intensità del cantato e delle interpretazioni.
Piace, poi, scoprire un importante sottotesto nei pezzi, grazie agli aneddoti che ci fanno scoprire parecchie cose: l'ormai finita avventura con la Universal e soprattutto che Best Wishes, secondo album dell'autore, nasceva in realtà come film musicale e quindi progetto ben più ampio, che l'ex casa discografica ha giudicato troppo ambizioso per il nostro mercato e quindi rifiutato.
Ridotto quindi il progetto alla semplice raccolta di canzoni che pure mantiene quà e là la trama impostata: un viaggio di un autore, dove Best Wishes (il brano) tratta dell'incontro con il mentore del protagonista che gli lascia alcuni consigli riflettendo soprattutto sulla propria carriera e In My Memory, storia delle impressioni del personaggio durante la prima a Teatro e delle sue emozioni e dove al secondo atto il sipario cade colpendolo al volo facendo diventare queste impressioni un desiderio di lasciare le proprie memorie al pubblico mentre viene portato via dal personale sanitario.
L'idea è quella di un autore che possa (e debba) ancora dire tutto di sè, avendo la possibilità di fare tanto e con parecchie freccie al proprio arco, prima sicuramente la vocalità, imponente, a tratti delicata e sussurata e poi aggressiva e poi capace di spostarci al falsetto, una voce da non perdere e a cui affiancare la miglior scrittura possibile.
I migliori auguri all'autore (e a noi) perchè ciò avvenga.

The Niro - The Ship by The Niro

domenica 1 aprile 2012

Report live(?): James Blake Dj Set @ Tpo Bologna


Recensire un djset? Non se ne parla.
Commentarlo, magari.
Perchè un dj set non si recensisce, essendo quando di più variabile alla situazione, all'ambiente, alle persone e al momento in cui ti trovi.
Può divenire, in parte, un evento interessante se a farlo è James Blake.
Perchè di dj set di gentefamosa ce ne sono ormai parecchi in giro ma raramente offrono spunti interessanti (anzi spesso deludono) se non quello di chiaccherare o stare vicino ad un musicista amato, ponendosi il tutto ad un livello più amichevole rispetto al rapporto palco-sottopalco del normale live.
Può, si diceva, essere interessante invece se è di James Blake, sia per l'interesse che c'è nei suoi confronti (e nell'assenza, a parte un piccolo evento milanese, di una serie di concerti) vuol per l'indubbia cultura musicale e per l'idea molto personale del suono che ha il ragazzino inglese.
E che sia interessante (insieme al live di Lone) non lo pensiamo solo in questa sede, visto  che sono almeno alcune centinaia le persone che partecipano a questa serata al Tpo di Bologna, organizzato e facente anteprima del Robot Festival.
Non si inizia presto, il programma prevede Blake all'una e Lone dalle tre.
Rimaniamo solo per il primo evento dunque, vista la sveglia alle sei.
E non Blake non delude, anche se avrà deluso molti.
Intendiamoci: il suo non è un set divertente, non è un set ballabile, non è un set paraculo.
E' un'idea musicale: al centro la ritmica dubstep, spezzata, sempre o quasi presente, intorno voci, come nelle sue produzioni, voci spesso filtrate, modificate, ripetute, avvolte nel tappeto sonoro.
C'è il tentativo di cambiare ritmi ma in realtà si varia spesso una ritmica vicina a sè stessa, quella dei primi ep, in particolare tantissimo sta in CMYK (i cui suoni, come anche quelli di altri pezzi propri di Blake fanno saltuariamente capolino in sottofondo).
Insomma: se vi piace quel pezzo e il suono di quell'Ep di Blake (omonimo) vi sarà piaciuto il djset di James Blake che per il resto si mostra come un timido poco più che ventenne in consolle, timido di persona ma assolutamente sicuro della sua musicalità.
Omaggiato in ben due occasioni è anche il nuovo Kindred Ep di Burial, effettivamente di qualità altissima (ne abbiamo già parlato).
Insomma: avrà diviso ma è da apprezzare la coerenza musicale di Blake e la piacevolezza di non voler "piacere" a tutti i costi ma di portare sè stesso anche in una selezione musicale.
Sperando presto (girano voci, non ci vogliamo credere) in un live vero e proprio.


James Blake - CMYK by Nubs

[Live Report] Dear Reader @ Clandestino, Faenza

Il Clandestino, a Faenza, è un posto strano. Da fuori, pare un bar. Un lungo tavolo, sulla sinistra, ne suggerisce chiaramente l'i...