martedì 29 novembre 2011

Un regalo dagli Okkervil River


Non è ancora Natale.
Ma forse lo spirito natalizio si sta diffondendo, perlomeno in casa Okkervil River.
Reduci dal forse primo album non strepitoso della propria carriera (ma non per questo brutto nè privo di punti notevoli) e dalla disdicevole assenza nel tour promozionale del suolo Italico (perchè poi? Li ho visti all'Estragon  tre anni fa ed era parecchio pieno di gente) la band ci regala Golden Oppurtunities 2, cinque pezzi, o meglio cinque cover, che seguono il primo Golden Opportunites, di nove brani, datato 2007 e sempre distribuito dalla band sul proprio sito.
Ammettendo di non conoscere i brani originali, ma leggendo un pò via Wikipedia ho trovato tra i brani originali una certa linea comune di cantautorato folk vicino agli anni sessanta/settanta, tranne nel caso di David Mc Comb, più giovane ma deceduto a meno di quaranta anni nel 99.
Ad ogni modo i brani suonano come se fossero della band, in particolare del periodo Black Sheep Boy.
Dolenti, lenti, voce in primo piano e tanto sentimento.
Davvero un bel regalo e un bel regalo.
Download legalissimo qui sito della band

lunedì 28 novembre 2011

Il ritorno dei The Maccabees


Questi Maccabees sono fortunati, o forse bravi.
Sono usciti in un periodo contrario per loro.
Finita l'onda inglese dei primi anni duemila, finita l'attenzione a tutti quei gruppi indie rock, chitarra basso batteria e melodie veloci e ballabili che ha fatto la fortuna (e successivamente la disgrazia a volte) di parecchie band riempite di hype.
Eppure sono riusciti a farsi un pubblico e fare parlare di sè.
Rimasi stupito qualche tempo fa quando, dovendo sostituire i Vaccines, nel sondaggio di Indipendente per l'Iday di Settembre, il nome più richieste fu quello dei Maccabees, che pure non hanno certo fatto decine di date in Italia nè avevano un album in giro in quel momento.
E in fondo è comprensibile: un gusto musicale a metà tra i migliori Art Brut e quel senso a volte un pò strano dei Clap Your Hands And Say Yeay.
Questa è la ricetta di un gruppo non innovativo ma molto piacevole.
Il 9 Gennaio esce il terzo album (Given To The Wild) e con largo anticipo è già stato annunciato la data (unica) italiana, 12 Febbraio ai Magazzini Generali di Milano.
Intanto godiamoci Pelican, primo estratto.

venerdì 25 novembre 2011

Report live: The Horrors @ Estragon, Bologna

C'è un momento preciso in cui gli Horrors sono riusciti a cambiare la propria immagine, farsi dare una seconda chance da parecchie persone e soprattutto stupire.
E' circa al minuti 3:20 di Sea Within a Sea, primo estratto dal secondo album della band, Primary Colours.
Una band catalogata (a ragione) come ennesima next big thing brittanica in anni in cui ogni mese c'era un "The" nuovo da ascoltare quasi fosse un nuovo messia, se ne usciva con un antisingolo di otto minuti, sparato sul sito ufficiale, diviso tra suggestioni gotiche anni ottanta e una meravigliosa coda semi strumentale vicina (ma non uguale e soprattutto meravigliosa) a The Rip, dei Portishead (con lo stesso produttore in comproprietà).
Una trasformazione radicale, tanto che oggi The Horrors significa tre dischi dischi usciti e solo due suonati, con il rinnego dell'esordio.
A completare il quadro, Skying, album che confermava tutte le qualità compositive che in sostanza non sapevamo il gruppo avesse e che invece, alla prova del secondo album, ha confermato alla grande.
Così, l'unica pecca del live all'Estragon di Bologna (saggiamente in parte rimpicciolito, un migliaio scarso di persone presenti ad occhio) è la durata.
10 Pezzi, per quanto lunghi, per un'ora totale è un pochino, specie se si ha materiale per 20 pezzi almeno e un'ora e trentatrè di musica.
Perchè davanti, sopra, sul palco, c'è una grande band.
Non nell'approccio ma in una cosa semplicissima: la musica.
I cinque inglesi riescono in tutto: nel portare sul palco i pezzi in maniera ottima (splendida l'acustica, strano, essendo l'Estragon), nel cantarli bene, nel costruire una scaletta in crescendo, nel sembrare più grandi di quello che sono, in termini di età.

Una poderosa sezione ritmica, una voce in un certo senso distaccata (e inevitabilmente un pensiero a Ian Curtis), e poi un muro di suono tra basso, chitarra e soprattutto tastiere ad avvolgere minuto dopo minuto un pubblico sospeso a metà tra idee di pogo e estatica contemplazione.
A mia sensazione, l'ultima opzione è la migliore.
Peccato solo, davvero, per la durata, almeno un paio di pezzi in più e sarebbe stato qualcosa di meglio.
Però. Bravi, ineccepibili.
E mica male nemmeno i Soviet Soviet, deboli solo un pò nella parte vocale ma assolutamente a senso in questa serata (chiamati a sostiture gli S.C.U.M.) con un piglio aggressivo e ancor più vicino ai Joy Division più punk, essendone debitori ma uscendone a testa alta.
Insomma, complimenti davvero.

mercoledì 23 novembre 2011

Ascolti, Calexico e dubbi.


Dunque.
E' difficile stare dietro alle cose.
Uno gira quotidianamente webzine e blog alla ricerca di novità, informazioni.
Un flusso incontrollabile con confini entro cui scegliere, ascoltare, valutare.
Questo è un pò il lavoro di questo blog.
Così, oggi, trovo da qualche parte un link ad uno streaming di qualcosa di nuovo dei Calexico.
Gruppo che apprezzo parecchio ma che ho conosciuto con gli anni, altro modo di dire che ancora non ho avuto modo di ascoltare tutta la discografia.
Sapendo che l'ultimo album da studio risale a tempo fa (2008, nel mezzo due colonne sonore) mi rallegro, eppure vedo che non se ne parla quasi da nessuna parte.
Nemmeno su wikipedia.
Insomma, cosa succede?
Non è un album di studio, in sostanza.
Questo è il fatto: i Calexico hanno fatto un pò il punto della situazione, pubblicando in poco più di mille copie una serie di vinili autoregistrati che coprono il periodo 1998-2011, risalenti ai vari tour della band.
Insomma, una specie di opera omnia live (12 vinili più mp3 vari).
Che, e torniamo a ciò che ho nelle orecchie, si riassume anche in un cd "Selections From Road Atlas- 1998-2011"
E che suona semplicemente in maniera strepitosa.
Io non ho avuto la fortuna di vederli live per il momento, ma questo è un grandissimo album live di una grande band.
Da ascoltare qui

domenica 20 novembre 2011

Report Live: Fleet Foxes @ Estragon

Serata di nebbia.
A Bologna arrivano i Fleet Foxes, all'Estragon.
Io non ne vado matto, li trovo un gruppo interessante e piacevolmente non una meteora (il secondo album conferma le qualità del primo).
Questa estate poi, in molti report dei festival europei, ho letto da più parti il loro nome tra le migliori esibizioni.
Insomma: pur apprezzando la loro discografia ma senza strapparsi i capelli, viene la voglia di partecipare.
Così, per un Estragon insolitamente in orario (complice la diretta su Radio Due) siamo intorno alle 8 e mezza al locale bolognese (si, dopo avere perso un attimo la via dentro al parcheggione e dire che di nebbia siamo esperti).
Pochi minuti e inizia la spalla, Alela Diane, americana di Portland, sul palco con marito e padre (!) che regala un quaranta minuti molto applauditi dal pubblico.
Diciamo così: ottima voce, però questo country-folk tipicamente statunitense dopo un pò è sul filo del monocorde, il tipico genere (nei miei gusti e così suonato) che ti piace una canzone ma pezzo dopo pezzo viene un pò la noia.
Per fortuna sul finale arriva il batterista dei Fleet Foxes e con una maggiore ritmica le cose migliorano.
Ad ogni modo, dopo una un pò lunga attesa (più di mezzora e palco già pronto da un pò...colpa della diretta in Radio2?) arrivano gli headliner.

Sei elementi e parecchi strumenti, basso, piano, batteria, chitarra acustica e (saltuariamente) elettrica, archi, banjo e flauti.
L'audio è buono sin da subito ma i primi pezzi non convincono.
Un pò freddi e forse una scaletta da rivedere (avevo letto la stessa cosa del concerto di Roma) ma non si percepisce molto (le proiezioni di neve e montagne sullo sfondo rendono bene).
Piano piano però la situazione migliora, arrivano i pezzi più rodati, gli stessi video finiscono in geometrie psichedeliche tipiche anni settanta, anche il ritmo dei pezzi è più veloce e le cose vanno meglio.
E' un concerto un pò freddo, quello degli Fleet Foxes.
Poche parole, poco movimento, così se c'è un ottimo momento musicale le cose vanno bene (Your Protector, Ragged Wood) in altri casi,boh, non scatta la scintilla.
Ma potrebbe benissima essere questione di gusti.
Bene il finale.
Un emozionante pezzo voce e chitarra e poi via fino a Helplessness Blue, ottimo estratto dall'ultimo album, che però rende un pò meno che su disco.
Insomma: buonissime parti musicali, ottime quelle vocali, concerto a momenti alterni, alcuni buonissimi altri un pò indifferenti.


sabato 19 novembre 2011

Ascolti: Uniform Motion - One Frame Per Second


L'ho trovato in un forum.
Si parlava di musica folk, di un album piacevole.
Insomma, Uniform Motion, per l'angolo dello sconosciuto, è il progetto di Andy Richards e Renaud Forestie (Olivier Piotte dal 2011) che combina musica e parte visuale.
Su disco è niente di strano ma molto di piacevole.
Intensa voce, chitarra in primo piano e qualche arrangiamento intorno.
Molti momenti intimisti e qualche porzione di aperture strumentali.
Insomma, semplicissimo autorato folk.
Tre album alle spalle.
L'ho ascoltato tre volte di fila questa mattina, piena di nebbia e temperature fredde.
E' stato bello e ve lo consiglio.
Tutto qua, semplice come l'ascolto.

venerdì 18 novembre 2011

Radiohead Italian Tour 2012


Oggi non ci sono altre comunicazioni possibili da dare.

30 Giugno Roma, Ippodromo delle Capannelle
1 Luglio, Firenze, Parco delle Cascine
3 Luglio, Bologna, Piazza Maggiore
4 Luglio, Udine, Villa Manin.

Radiohead, live.
http://radiohead.com/tourdates/
Biglietto sopra o su vivo / ticketone appena escono.
Non aspettate, ad ogni modo.

giovedì 17 novembre 2011

The Rapture e Massive Attack: demo e bonus track


Non che valga sempre ma in molte occasioni ci si rende conto del brillante momento compositivo di un gruppo dalle b-sides.
Non a caso esistono gemme sconosciute o quasi presenti su singoli o edizioni speciali che spesso fanno quasi pensare "ma perchè non è nell'album"?.
Anzi, una volta ne parliamo un pò.
E in questi giorni ci sono state due uscite interessanti di due gruppi entrambi in un periodo strano della carriera.
I Rapture hanno avuto il loro momento importante e ora sembra passato.
Ma per questioni di gusti di pubblico, non di qualità.
Infatti l'ultimo album non è per niente male e che siano più vivi lo dimostra questa bella traccia presente nell'edizione giapponese di "In The Grace Of Your Love" (perchè poi le edizioni giapponesi abbiano sempre pezzi diversi non mi è dato saperlo".
Ad ogni modo questa è In Love Divine, in pienissimo stile Rapture con una punta di Franz Ferdinand.


Strano anche il momento dei Massive Attack, per il semplice motivo che seppure siano splendida e rodatissima macchina live, su disco hanno un pò sofferto l'ultimo album.
Che secondo me aveva i suoi bei momenti, più di quanto si sia detto, però in effetti non era uno dei capolavori del passato.
Purtroppo il fatto è che i grandi gruppi hanno sempre "il dovere" di fare altri capolavori.
Ora è spuntato questo demo, chiamato "3D And Vermona" ed è davvero un bran bel pezzo, anche nella sua costruzione semplice, sembra quasi uscito dalle migliori sessioni di Mezzanine.
Ed è un gran complimento.

mercoledì 16 novembre 2011

Autunno/Inverno live


Eccoci con il post mensile di riassunto sui live più interessanti del prossimi mesi... asterisco per le novità...

Fleet Foxes

  •     17 novembre 2011 - Atlantico Live, Roma
  •     19 novembre 2011 - Estragon, Bologna
  •     20 novembre 2011 - Teatro Smeraldo, Milano

Kasabian

  •     20 Novembre - Alcatraz, Milano (pare già sold out)
The Horrors
  •     Martedì 22 Novembre - Milano, Magazzini Generali
  •     Mercoledì 23 Novembre - Roma, Alpheus
  •     Giovedì 24 Novembre - Bologna, Estragon
Junior Boys
  •     29 Novembre – Milano – Magnolia
  •     30 Novembre  – Bologna – Locomotiv
  •     01 Dicembre  – Roma – Circolo Degli Artisti
Patrick Wolf

  • 1 Dicembre - Spazio 111, Torino
    • 2 Dicembre - Fabbrica Del Vapore, Milano
  • 3 Dicembre - Bronson, Ravenna
Badly Drawn Boy 

  • 9 Dicembre - Covo, Bologna
    • 10 Dicembre - Piper, Firenze
The Black Keys

  • 30 Gennaio 2012 - Alcatraz, Milano 
 *The Maccabees
  • 12 Febbraio, Magazzini Generali, Milano.
Clap Your Hands Say Yeah

  • 18 Febbraio 2012 - Covo, Bologna  
*Wilco

  • 8 Marzo, Alcatraz, Milano
    9 Marzo, Estragon, Bologna

*Mark Lanegan

  • 24 Marzo, Estragon, Bologna
  • 25 Marzo, Alcatraz, Milano

martedì 15 novembre 2011

Zona Italia: Ultimo Attuale Corpo Sonoro


Un paio di anni fa sono entrato in contatto con uo strano progetto.
Utimo Attuale Corpo Sonoro, il nome.
Csi, Massimo Volume, Offlaga Disco Pax, le direzioni più ovvie che vengono in mente.
Solo, tutto più letterario.
Ovvero: un post rock allungato e dilatato, testi declamati, proprio come negli importanti nomi segnalati sopra ma il tutto senza sconti nè possibilità di arrivare ad un pubblico vasto come negli altri casi.
Perchè Ultimo Attuale Corpo Sonoro è un progetto che ferisce.
Duro, spigoloso, violento, più nelle parole e nella rassegnazione dele storie raccontate.
Manca la bellezza estatica (dei Massimo Volume) o il delicato umorismo (degli Offlaga Disco Pax).
Come in quel brano, Empirismo Eretico, lancinante storia della morte di Pasolini che secondo me è uno dei brani più intensi prodotti in Italia negli ultimi anni.
Non se n'è parlato molto ma ora arriviamo al secondo album, che verrà presentato ai primi di dicembre e si intitolerà "Io ricordo con Rabbia".
12 brani contro i 7 dell'esordio.
Se vi fidate, sarà, probabilmente un grande disco.
Vi invito a questa pagina per tutte le informazioni che servono.
E sotto il video di Empirismo Eretico.
Attenzione, potrebbe rimanere piantata nel cuore per parecchio tempo.


giovedì 10 novembre 2011

Ascolti - Summer Camp - Welcome to Condale


Un disco nostalgico, quello dei Summer Camp.
Ma non nostalgico nel senso delle influenze, no, anzi, qui si omaggia e si vuole suonare un disco ESATTAMENTE come se uscisse negli anni ottanta.
E tutto ruota intorno a questo, a partire dal (bel sito) al concept visuale, ai suoni.
L'atmosfera è quella dei balli di fine anno americani, quelli del liceo.
Pop con influenze elettroniche.
Così, questo duo, Elizabth e Jeremy, lei maggiormente alla voce, con l'aiuto alla produzione di Ash Workman (dietro già all'ultimo Metronomy) ci regala una mezzoretta abbondante piuttosto piacevole, specie nella prima parte.
Poi a seconda dei gusti potrebbe essere stucchevole o indimenticabile.
Ma diciamolo, in qualche momento sono irresistibili, se ci si lascia abbandonare alla leggerezza.
Ad ogni modo, streaming completo qui.

mercoledì 9 novembre 2011

Le battute d'addio dei Sigur Ros?


Io, lo ammetto, non sono riuscito a capire ancora in che stato siano i Sigur Ros.
Vivi? In Pausa? Chiusi?
Non è chiaro.
Non lo chiariscono certo le uscite di questi ultimi tempi, con quel Inni che è un documentario retrospettivo e sembra chiarire che in qualche modo una parte è finita e si sta un pò guardando dietro.
Mi verrebbe voglia di sapere cosa c'è davanti.
In fondo, pur con un leggero calo, anche gli ultimi dischi della band erano godibilissimi e con ottimi momenti.
C'era quella sensazione di euforia leggera che cresceva, dove nei primi tre album c'erano tantissimi spazi aperti, negli ultimi pareva che si aumentasse un pò tutto, velocità, strumenti. Felicità quasi.
E poi l'album solista di Jonsi che pure sembrava in gran parte ancora opera della band.
E che non era per niente male, per quanto io abbia letto cose diverse in merito.
Pezzi come Tornado o la conclusiva Grow Till Tall seguivano fasti del recente passato (e chi ha visto live l'ultima sa cosa intendo, qualcosa di indimenticabile).
Insomma, è tutto indeciso.
Di sicuro c'è Luppulagiò, unico inedito presente nel live audio/video presentato un paio di giorni fa.
Non è nulla di che.
Però sembra un pò uscito da ( ).
Le sole note di pianoforte e poco più.
Non è ancora inverno (è anche poco autunno) ma sicuramente fa venire in mente tutto il bello di quegli indimenticati dischi,di quel freddo, di quella sensazione di isolamento, di quella traccia finale di ( ) che ti batte nel cuore e di quelle lingua straniera usata come strumento più che come testo e di tutto il bello di un grande, grandissimo, gruppo.

Aggiornamento del giorno dopo: proprio oggi il gruppo ha annunciato un nuovo album di inediti, definendolo introverso e minimale...evviva :-)


martedì 8 novembre 2011

Mark Lanegan, 2012.


Mark Lanegan nel 2012 ci regala un nuovo album, dal titolo (promette bene) "Blues Funeral".
Non c'è certo bisogno di descrivere chi sia: cantante degli Screaming Trees, collaborazione con i Queen Of The Stone Age, un progetto dal nome Soulsavers.
Negli ultimi anni poi la bellissima collaborazione con Isobel Campbell ha dato luce a tre ottimi dischi, quei dischi che te li metti in vinile in camera e succede quel che succede, album dominati dall'unione tra una voce angelica (ex Belle And Sebastien) e una cupa e profondissima.
Voce che dal vivo è vicina all'indimenticabile e quindi un'altra ottima parte della notizia sta nell'annuncio di due nuove date con la Mark Lanegan Band
- 24 Marzo @ Estragon, Bologna
- 25 Marzo @ Alcatraz, Milano

In ascolto un bellissimo pezzo tratto dall'ultima uscita discografica di Lanegan, questa volta con il progetto Soulsavers...


 





domenica 6 novembre 2011

Un saluto ai R.E.M.

Insomma, si sono sciolti.
Non è una novità.
Ho voluto evitare chissà quale sproloquio di parole per una grande band che però non sento mia, temporalmente.
Hanno fatto le cose migliori durante i miei anni delle elementari o giù di lì.
Li ho apprezzati a pieno, senza strapparmici i vestiti sopra.
Ho perso l'ultimo tour, altri impegni e dunque chiudiamo la parentesi R.E.M. con questo onesto saluto.
Grandi musicisti, belle persone, la bella idea di chiudere prima di crollare.
L'ultimo singolo.
Buona pensione.

sabato 5 novembre 2011

Ascolti: The Black Box Revelation - My Perception


Poco più di vent'anni e voler fare sani dischi di rock ruvido ma piacevole, un'ottima sezione ritmica e vicinanze con i White Stripes più energici.
Al posto di Jack e Meg White, Jan Paternoster e Dries Van Djick che di meno cool hanno nome, mondo gossip e soprattutto cittadinanza, essendo del Belgio.
Detto questo, rimane un gruppo solidissimo.
Certo, se i primi due album del duo avevano stupido il piccolo pubblico che li conosce per l'ottimo suono che esce da ogni loro pezzo (e per la bravura sia nel pezzo veloce che in qualche esperimento lento vicino al blues), questo terzo album inizia a mostrare un pò la corda, per qualche suono troppo vicino ad altri pezzi precedenti e per la poca "variazione sul tema".
Però rimane un fatto semplice: sentiti live o su disco, volumi alti, questi due ragazzi fanno ballare il piedino, dannola carica, hanno più vitalità di band molto più blasonate.
E quindi, in sostanza, di cosa preoccuparci?
Niente.
Un consiglio, due album in poco più di dodici mesi sono un rischio, per la sovraesposizione.
Una piccola pausa, molti concerti e poi si penserà al quarto disco.
Ma detto questo, lo si dice da qualche anno ormai, ci sarà un giorno in cui i Black Box Revelation riceveranno le meritate attenzioni...
In ascolto la traccia che dà il titolo all'album..

My Perception by Black Box Revelation

giovedì 3 novembre 2011

Ascolti: A Classic Education - Call It Blazing


Che stavolta io debba stare in netta minoranza, a sorpresa?
A Classic Education, per me, significa come primo ricordo gli Arcade Fire a Ferrara, in un leggendario tour di Neon Bible e una delle più belle esperienze live della mia vita.
Poco prima, a supporto, un giovane gruppo all'epoca con suoni molto simili  a quelli del gruppo canadese, gruppo italianissimo tranne per il cantante, ironicamente, canadese pure lui.
Non ho mai smesso di seguirli, di tanto in tanto.
Un altro paio di appuntamente live (l'ultimo un annetto fa mi pare) e tante cose ascoltate, tra i vari singoli ed ep di una band riuscita a guadagnarsi fama e interesse anche all'estero senza avere dato alle stampe niente di definitivo (che pure oggi giorno l'album perde sempre più valore ma almeno uno bisogna pur sempre farlo uscire no?).
E quindi in questo 2011 di importanti uscite per la musica italiana, arriva finalmente il disco.
12 Pezzi, qualcosa di già sentito, qualcosa di inedito.
Recensioni in rete ottime.
A me pare un ottimo disco ma un pò freddo.
Forse però tutto nasce che per me gli A Classic Education sono un gruppo live e live mi piacciono tantissimo.
Hanno personalità, suonano bene e ci sono ottimi momenti.
Semplicemente mi pare però che Call It Blazing scorra un pò uniformemente nella sua ottima scrittura, senza particolari picchi, senza riuscire a cogliere qualcosa di più.
Ma ci sarà anche una rubrica "riascolti" e magari ne parleremo più avanti, ci sono dischi che ti prendono subito e altri che ti colpiscono alle spalle da un momento all'altro.
L'importante è che la band è più viva e pronta a fare il suo ingresso nel mondo discografico avendo già un nome e un pubblico dietro.
Mica roba da poco, per un gruppo italiano.
Lo streaming completo del disco.

[Live Report] Dear Reader @ Clandestino, Faenza

Il Clandestino, a Faenza, è un posto strano. Da fuori, pare un bar. Un lungo tavolo, sulla sinistra, ne suggerisce chiaramente l'i...