venerdì 30 settembre 2011

Il negoziante in Scozia Parte 4 (ultima)

Ed eccoci alla fine.
Emmy The Great, Oran Mor.

Emmy The Great, giovane londinese appena giunta al secondo album, ci aspetta questa sera all'Oran Mor di Glasgow, uno dei più importanti locali dela città, sotteraneo di una ex chiesa, rimesso a nuovo con ristorante, bar e luogo dedicato per live.
Saletta da 300 persone, alle nove, dopo un non indimenticabile (ma bravo tecnicamente) gruppo spalla, scende sul palco una timidissima Emmy.

Timida non per la performance ma per la dialettica: voce bassa, richieste zuccherose (come chiedere se qualcuno compie gli anni e cantare gli auguri) tanta felicità nel tornare in quel palco, accompagnata da cinque elementi (tra cui uno spettacolare batterista che fa storia a sè, per espressioni e sorrisi) e un'ora e mezzo di ottimo live, con una scrittura vicina a Feist ma senza mai esagerare con le velocità.
Scrittura folk, che nasce dalla voce e chitarra e qualche ottimo pezzo (sia dal primo album che dal appena uscito Virtue).
Riusciamo a prendere anche la scaletta.

Ultimi appunti: bisogna andare al Mono, piccolo locale dove si mangia (vegetariano) si trovano dischi usati e nuovi (presi un singolo dei Franz Ferdinand e uno di Badly Drawn Boy a 1 sterlina insieme) e si organizzano piccoli e intimi concerti.

Il report scozzese finisce qui, ora si riparte, prossima tappa la recensione del nuov album dei Kasabian, acquistato proprio a Glasgow nel giorno di uscita...

mercoledì 28 settembre 2011

Il Negoziante in Scozia Parte 3: I live

Dunque, i live.
Intanto, diciamo che anche in Scozia valgono orari molto più comodi e agili dei nostri.
Vuol dire che i locali aprono le porte tra le 19 e le 20, che poco dopo (poco dopo sono massimo 10-15 minuti) inizia il primo gruppo spalla e il gruppo principale inizia alle 9, 9 e mezza al massimo.
Vuol dire che non bisogna, come spesso, aspettare mezzora fuori dal locale che è ancora chiuso alle 10 anche se sul biglietto c'è scritto ore 10, vuol dire che entri, ti prendi una birra e intanto senti già qualcuno che suona e vuol dire che alle 11 al massimo della sera hai già visto il tuo concerto e non sono le 3 di notte, per cui puoi proseguire la serata, prendere un autobus, fare ciò che vuoi, non sei all'una di notte in una città senza più treni (chi dice Milano?) per tornare a casa.

Insomma, impareremo mai?
Detto questo, altre due cose fondamentali: i gruppi spalla io non so bene da dove arrivino ma in 4 casi su 5 erano molto interessanti e 5 su 5 suonavano piuttosto bene.
Bello, bello bello.
L'altra è che la parte audio era semplicemente ottima e i volumi parecchio più alti.
Mi sono tornati i fischi alle orecchie, cosa che da qualche anno non succede più ormai in Italia.
Salute o non salute, a me non dispiace.

Primo live, I'm From Barcelona, The Arches, Glasgow.
Una data riprogrammata (era ad aprile), stranamente poche persone (150?), un primo gruppo spalla sono i Where We Lay Your Hands, tra gli Arcade Fire e i Los Campesinos, un cantante improbabile (per estetica) e alcuni bei momenti.
Ancora meglio i People, Places, Maps, quintetto con batteria, tre chitarre e basso, divertente, ottima sezione ritmica, da tenere d'occhio.
E poi loro, gli I'm From Barcelona.
Poco prima del live il cantante viene a fare due chiacchere con noi della prima fila, gli raccontiamo che siamo italiani, gli parliamo dell'Hana Bi (che loro amano). Atmosfera tranquilla, bello.
Poi iniziano, sono in dodici, ballano in dieci, tirano palloni gonfiabili, si fanno scherzi, si fa stage diving, ci viene chiesto di cantare un pezzo di un brano, si suona per un'ora e mezza circa, con tutto ciò che serve: in poche parole una festa.

Sorrisi, sorrisi e sorrisi, per una party band, anzi forse LA party band per eccellenza in pienissima forma.
Bello, bello, bello.

Seconda parte: Il King's Hut Wah Wah Hut.
A duecento metri dal mio albergo c'è quello che l'Nme definisce "probabilmente il miglior piccolo locale al mondo dove suonare".
Qui sono stati scritturati gli Oasis, dicevamo ieri.
E' lunedì, qui si suona tutte le sere e andiamo a caso: "vinciamo" per 5 sterline (erano 6 ma la tipa ne ha chiesti 5, spesso capita così da queste parti, anche nel fare la spesa) un triplo set: Young Rebel  + Tailor & Leight + Jhonny Bar.
I main sono gli Young Rebel Set, tra indie rock, folk e country: non sembri un difetto.
Ci sono le chitarre e le melodie tipiche britanniche, ci sono il banjo e i racconti personali folk.
Davvero un bel set.

Prima e dopo (ebbene si) ci sono una coppia che canta un folk acustico a doppia voce e un gruppo di ventenni indie rock non da poco, quantomeno per abilità tecnica, per loro vedremo sul futuro.
Nel mezzo, tante birre, gente tranquilla, un primo sotto palco e un piccolo soppalco.
Audio che definire strepitoso è poco: ogni strumento suona semplicemente bene, forte e pulito.
A domani per l'ultima parte del report scozzese!


lunedì 26 settembre 2011

Il Negoziante in Scozia Parte 2

La seconda parte della vacanza è a Glasgow.
Ora, per chiarirla in poche parole, Glasgow è la città in Inghilterra con più concentrazione di live, pub e eventi per abitanti.
Che vuol dire che se in assoluto, ovviamente, sono maggiori quelli a Londra, ci si trova in una città di circa 600mila persone dove nel weekend ci possono essere circa 50-60 live e svariate altre cose.
Spazi spesso piccoli, ottima acustica e ottima vivibilità.
Se vi capita, prendete The List, un equivalente del Timeout londinese, mensile che per circa 3 euro vi dice città per città cosa c'è ogni giorno in termini di commedia, libri, serate club e concerti (rock/pop, jazz, classica) altrimenti in molti locali si trova The Gigs Guide, piccolo opuscolo dove sono divisi per giorno della settimana i vari eventi (riguarda Glasgow sola, però, mentre su The List c'è tutta la Scozia).
Parliamo di locali: quelli visti sono The Arches, Oran Mor, King Tut's Wah Wah Hut, O2 Abc.
Il The Arches è uno splendido posto proprio di fronte a una delle uscite della stazione centrale dei treni (Argyle Street), comprende una zona prevendite/ingresso, una zona relax con grandi divani e wifi, un primo livello sotterraneo con bar/ristorante e una zona live sempre sotteranea divisa su tre ambienti che vengono sfruttati per live/dj set e spettacoli teatrali.
Locali da 200-300 persone ognuno, ottima acustica (tra parentesi altissima, ne parleremo nel report dei live) e poca luce.
Locale splendido e uno dei principali in città.
Diverso è il King Tut's Wah Wah Hut, famoso per essere stato il posto dove sono stati scritturati gli Oasis, è un incantevole piccolo pub con una scala dove ogni gradino corrisponde ad un anno musicale e con incisi i nomi più importanti di quell'anno. Scala che porta ad una zona live da non più di 100 persone, dall'acustica perfetta dove ogni sera per 5-10 sterline suonano nomi piccoli destinati a diventare grandi: sui muri si potevano vedere dalle locandine che tutti i nomi più grandi sono passati qui.
Infine: Oran Mor, una grande ex chiesa che ospita brasserie, pub e zona concerti ed è un altro caposaldo di zona (solo in quella settimana suonavano Emmy the Great, Metronomy e Brother) in realtà posto da 300 persone al massimo.
Ultimo ma non ultimo è l'O2 Abc, dove siamo stati il venerdì alla serata Propaganda, famosa serata indie inglese che ospitata i chiaccheratissimi Vaccines a fare il dj set.
Ora: il posto è bello, la gente tantissima (20-25 anni massimo) un ampio locale che ospita anche concerti grandi (mini palazzetto da 1000-2000persone ad occhio) ma il dj set era un pò imbarazzante, specie nelle ore centrali: Offspring, Blink 182, Franz Ferdinand, Fratellis, insomma solo hit conosciutissime, dj set povero a livello tecnico e quant'altro.

Gente comunque tantissima e felicissima, insomma viene da dire che tutto il mondo è paese e quando faccio dj set con poca gente che balla...insomma, anche in Scozia bisogna passare dai classiconi!
Tutti questi locali sono distanti al massimo 25 minuti a piedi tutti insieme, questo per fare capire la concentrazione di locali, per non parlare dei tantissimi locali karaoke, pub con live nel weekend e il mondo jazz / elettronico sparso per la città!
Per ora pausa, domani si parla dei live visti in questi giorni!

domenica 25 settembre 2011

Il Negoziante in Scozia: parte 1

Undici giorni in Scozia sono parecchi.
Una bellissima nazione, dal punto di vista naturale, delle persone e della musica.
Non si pensi ad una parente povera dell'Inghilterra, anzi: posti numerosi, proposte musicali ampie e molta cultura musicale danno un quadro piuttosto interessante.
Divideremo il report in tre parti: Edimburgo, Glasgow e poi i live visti.

Edimburgo.
Capitale della Scozia (anche se il motore della nazione è Glasgow) e splendida piccola cittadina (450mila abitanti circa) pur se molto tranquilla come stile di vita e atmosfera generale, ha alcune vie in centro dove la sera la situazione si anima parecchio.
Giovani, alcool e musica: in Scozia si beve tanto anche se non sono molte le cose pesanti, tanta birra e cocktail che sono sempre molto annacquati (ma a buonissimo mercato, non più di 2 sterline nella maggior parte dei casi).
Il mercoledì sera abbiamo provato a passare per il Bongo Club, secondo le guide un buonissimo locale tra funky, soul e dubstep, in realtà quella sera piuttosto vuoto e desolante.
Nessun problema: un flyer ci indicava la serata del mercoledì al Liquid Room come la miglior serata indie della città. Torniamo quindi indietro di qualche strada ed entriamo: molto meglio.
Locale da 500 persone circa su due piani, molti giovani, live interessanti (nel prossimo periodo The Horrors e Patrick Wolf) e una ottima serata con un dj set fondamentalmente indie rock con accenni pop e elettronici, senza mai esagerare.
Bella serata, bella gente, divertimento con convincimento.
Il giorno successivo andiamo a vedere il Jazz Bar ottimo locale sotterraneo che ci accoglie con un doppio set acustico a ora di cena (tra le sette e le otto e mezza) con poche persone.


Un'oretta dopo una formazione a cinque con un gruppo giovanissimo che propone un fusion jazz tra moderno e pezzi classici di ottima qualità. Whisky e Birra accopagnano il tutto.
Il venerdì, ultima serata prima di trasferirci a Glasgow, passiamo per il Cabaret Voltaire , locale su piccoli piano sotteranei con diverse serate tematiche e live di buona qualità (con piccoli numeri).
Il locale è piuttosto bello

ma la serata a tema elettronico (o meglio techno) non ci convince.
Questo per quanto riguarda Edimburgo, domani si farà sul serio con Glasgow! :-)

lunedì 12 settembre 2011

Il Negoziante on Tour

Dunque, ci siamo: dopo qualche mese intenso, ci si prende una piccola pausa.
Il Negoziante va in ferie, in Scozia, tra Edimburgo, Glasgow e dintorni, con i probabilissimi concerti di I'm From Barcelona (17 Settembre) e Emmy The Great (20 Settembre), con la ormai rinuncia ai Metronomy (iper sold out) che si vedranno al Wah Wah Club a Dicembre.
Tra parentesi, tra i gruppi rock scozzesi annoveriamo: Belle and Sebastien, Biffy Clyro, Franz Ferdinand, Jesus And Mary Chain, Mogway, Primal Scream e Travis!
Può pure essere che qualche report live arrivi, l'Android che mi seguirà in teoria è funzionale, vedremo se ne varrà la pena.
Ad ogni modo, ci si scrive dal 25 in poi.
Arriveranno grosse novità.
Tanto per dirne una...qualcuno conosce la Blogoteque?

Nel frattempo, alcune novità per non lasciarvi senza niente

  •   il nuovo video dei sempre simpatici Los Campesinos, in uscita in autunno con il quarto lavoro
  • i video delle collaborazioni di Modelselektor e Thom Yorke. Shipwreck e This
  • il nuovo video dei Fanfarlo, che se non conoscete dovete recuperare. Diciamo gli Arcade Fire meno epici e un filo più spensierati,il tutto letto in positivo
  • la notizia di un interessantissimo (in teoria) Tour di Apparat con vera e propria formazione a suonare. Le date sono le seguenti: 3 Novembre  – Club To Club Festival – Torino; 4 Novembre – Circolo degli Artisti – Roma ; 5 Novembre - Link – Bologna.

Mica cose da poco...a tra qualche giorno!

sabato 10 settembre 2011

Emmy the Great


Classe 1984, Londinese ma per metà thailandese, Emma Lee Moss è stata una bella scoperta.
Si perchè quando uno va all'estero difficilmente va per un concerto (se non che si parli di festival) ma nel mio caso spesso (vedi alla voce sempre) cerco cosa c'è in quel posto in quel periodo e qualche live in terra straniera non me lo faccio negare.
Così, se alcuni nomi sono conosciuti, altri vanno scelti e di fronte alla probabile impossibilità di vedere i Metronomy (sold out) all'Oran Mor, locale di Glasgow dove sarà tra qualche giorno, si propone questa Emmy the Great.
Il nome non mi è nuovo e decido di optare per l'ascolto.
Ebbene,ottima idea.
Cantautrice giovane e molto personale (nel senso che scrive di sè se stessa e delle proprie esperienze, sempre meglio che i classici temi universali che hanno un pò stancato) Emmy ha fatto uscire due album, First Love (2009) e recentemente Virtue.
Entrambi molto belli: pop solare vicino ad atmosfere folk e jazz, nulla di innovativo, molto di riuscito.
Una bella voce mai fine a sè stessa, ottime melodie e due album che semplicemente passano bene, si ascoltano che è un piacere e che non si può non consigliare.
In attesa del live, un ascolto qui sotto con First Love dal primo album bella e con un finale sorprendente...


06 First Love by Emmy The Great

venerdì 9 settembre 2011

Ascolti: Clap Your Hands Say Yeah - Hysterical


La storia dei Clap Your Hands Say Yeah è particolare e abbastanza nota: si tratta forse della band più 2.0 della storia, perchè se è vero che i primi (di grosso nome) furono gli Artic Monkeys con il veicolo myspace a riempire palazzetti prima ancora di pubblicare l'album d'esordio, vero è che niente quanto la forza del web ha fatto per questo gruppo americano.
Perchè tutto nacque dal voto di Pitchfork, bibbia dell'Indie online, capace di dare un 9.0 all'esordio della band, fondamentalmente autoprodotto e destinato a poche centinaia di copie nel mercato americano.
Ma Internet stava inziando a imporre la sua forza e il passaparola si fece importante, garantendo visibilità, tour in Nord America e poi Europa e resto del mondo e la pubblicazione dell'album stesso a livello globale.
Non che poi il gruppo sia diventato "da stadio", perchè in fondo il nove era un voto esagerato ma la freschezza dei brani, il cantato sempre al limite tra lo stonato su melodie spesso irresistibili e qualche singolo riuscitissimo non erano abbastanza per platee più ampie ma anche il secondo album Some Loud Thunder non era affatto male (basti sentire Satan Said Dance, semplicemente spettacolare) e ci ha fatto tenere gli occhi puntati sulla band.
Ora, 2011, arriviamo al fatidico terzo album, sempre più crocevia reale delle carriere dei nuovi gruppi, dove il secondo album si mantiene vicino al primo e al terzo si intuisce se c'è terreno per una crescita o per un lento declino (chi ha detto Editors, tanto per dire?).
Beh, una lunga premessa per dire che Hysterical è nella prima categoria: semplicemente bello, maturo e ottimamente suonato.
La voce un pelo meno stonata e più attenta ma soprattutto una ottima scrittura dei pezzi.
Hysterical diverte (Same Mistake) riesce nei pezzi lenti (Misspent Junior) e possiede anche i singoli (il prossimo probabilmente sara Maniac, potenziale da indie dancefloor se esiste ancora) grazie ad una prima metà scoppiettante e una seconda comunque su buoni livelli.
Insoma, davvero complimenti ad una band cresciuta su tutti i fronti.
Qui lo streaming integrale dell'album.

mercoledì 7 settembre 2011

L'autunno Live



Si prospetta un ottimo autunno, dal punto di vista dei concerti.
Il vostro Negoziante sta valutando un piccolo calendario, aggiungo anche le altre date di una serie di appuntamenti che per ovvi motivi sono spesso localizzati tra Emilia e Veneto (si scrive dall'Emilia, per la cronaca).
Ecco le cose più interessanti, per i più svariati motivi (ogni tanto aggiorneremo il post, facciamo una volta al mese!).

Tour Attesi ma con date da definire: The Black Keys (grazie indipendente, era ora!), Dente.
Tour che ignoriamo perchè ormai abitano sotto casa: White Lies.

Art Brut
  •     22 Settembre – Torino, Spazio211
  •     23 Settembre – Roma Circolo degli Artisti
  •      24 Settembre – Bologna, Covo

Noah and the Whale
  •     27 Settembre - Circolo Degli Artisti, Roma
  •     28 Settembre - Tunnel, Milano

Architecture in Helsinki
  •     15 ottobre Estragon di Bologna
  •     16 ottobre Bloom di Mezzago (MB)
  •     17 ottobre Circolo degli artisti di Roma
  •     18 ottobre Apartaménto Hoffman di Conegliano (TV).

Anna Calvi
  •     20 Ottobre: Alcatraz, Milano
  •     21 Ottobre, Viper, Firenze
  •     22 Ottobre, Circolo Degli Artisti, Roma

Brunori Sas
  •     28 Ottobre - Loomotiv, Bologna

Pete And The Pirates
  •     Giovedì 27 Ottobre Spazio 211 – Torino
  •     Venerdì 28 Ottobre London’s Corner c/o Le Male Club
  •     Sabato 29 Ottobre Covo Club – Bologna

The Rapture
  •     7 Novembre, Magazzini Generali - Milano

Fleet Foxes
  •     17 novembre 2011 - Atlantico Live, Roma
  •     19 novembre 2011 - Estragon, Bologna
  •     20 novembre 2011 - Teatro Smeraldo, Milano

Kasabian
  •     20 Novembre - Alcatraz, Milano

The Horrors
  •     Martedì 22 Novembre - Milano, Magazzini Generali
  •     Mercoledì 23 Novembre - Roma, Alpheus
  •     Giovedì 24 Novembre - Bologna, Estragon

Junior Boys
  •     29 Novembre 2011 – Milano – Magnolia
  •     30 Novembre 2011 – Bologna – Locomotiv
  •     01 Dicembre 2011 – Roma – Circolo Degli Artisti

martedì 6 settembre 2011

Il Mistero Justice


C'è qualcosa di strano nella vicenda Justice.
Qualche importante remix (in particolare nel 2003 Never Be Alone, remix dei Simian passato alla storia), alcuni ep di anticipazione (2005-2006) e un album, Cross, nel 2007 capace di fare il botto.
Ma non un botto qualsiasi: ha imperversato ovunque.
Sedotto amanti dell'elettronica quanto indierockers quanto chiunque avesse voglia di ballare.
Un album con fortissime influenze di musica classica, un album molto suonato (vedi Let There be Light, fondamentalmente scritta con una struttra basso/batteria), l'azzeccatissimo video di D.A.N.C.E. hanno dato vita ad un istant classic arrivato esattamente nel momento perfetto, poco dopo la rivoluzione Dfa, con l'occhio di molti attento alla nuova scena elettronica e ha portato con se fratelli quali Digitalism e Boiz Noize.
Chi scrive ha anche avuto il piacere di vedere un loro live, al Vox di Nonantola, preso esattamente nel momento buono per poter stare dentro ad un locale di 1000-2000 persone, prima della fama mondiale ma già pieno di carica: fu una esperienza incredibile, le canzoni frullate su loro stesse, il pubblico nell'incontenibile ritornello di Never Be Alone, il finale con i Metallica.
Un solo dj set, in fondo, con la postazione illuminata dalla croce simbolo del gruppo francese ma capace di fare una  grande attitudine rock.
Ora siamo a fine 2011.
Passati quattro anni, tour mondiali con cachet da capogiro, un lungo silenzio (e un album/dvd live) dal titolo "Audio, Video, Disco."
Eppure sembra semplicemente che sia passato tutto.
Poca attenzione in giro.
Il pezzo, da ascoltare sotto, dopo il già non indimenticabile Civilization di qualche mese fa, non dice nulla di che, assolutamente anonimo e soprattutto lontano dalla forza poderosa dei singoli dell'album precedenti.
Sara stato dunque tutto un grande fuoco destinato a spegnersi in velocità?
Nell'attesa di saperlo, ecco la traccia che dà il titolo all'album...

lunedì 5 settembre 2011

Compilation dell'estate che sta finendo



Ma si, una compilation piace a tutti alla fine.
L'estate di quest'anno è stata buona: con la gradevole calma delle uscite di giugno luglio e agosto abbiamo potuto sentire molte belle cose avendo anche il tempo di metabolizzarle.
Dischi riusciti e dischi anche solo carini, insomma: pezzi solari e comunque interessanti, per immaginare il mare o anche solo la spiensieratezza, perchè ad essere onesti non per tutti spiaggia e solleone sono l'estate.
Per chi scrive, l'estate è questa qua.
 Buon Ascolto!

1- Edward Sharpe And The Magnetic Zeros - Home
2- I'm From Barcelona - Get In Line
3 - Noah And The Whale - L.I.F.E.G.O.E.S.O.N.
4 - Miles Kane - Come Closer
5 - Washed Out - You And I
6 - Cults - Go Outside
7 - Metronomy - The Look
8 - The Rapture - How Deep Is Your Love
9 - Beirut - Santa Fe
10 - Patrick wolf - The City

domenica 4 settembre 2011

Ascolti: Beirut - The Rip Tide


Io, ad essere onesto, il motivo per cui Beirut sia diventato Beirut non lo capisco.
Intendiamoci: non è una frase nel senso "come fa ad essere (quasi) famoso" per la bruttezza dei pezzi.
E' nel senso: un progetto così particolare, contaminato, che sa di indie (e Arcade Fire o Sufjan Stevens) quanto di Folk ma non è abbastanza, sa di Europa dell'Est.
Sa di Europa dell'Est ma riesce ad essere attuale, immediato e piacere agli americani come a tutti gli Europei.
Persino agli Italiani.
Al concerto dei National, dove Beirut apriva se non sbaglio per la sua prima data in Italia di sempre (perchè poi, non ci è dato saperlo) c'era una piccola folla molto rumorosa venuta apposta per questo venticinquenne.
Queste persone, o almeno alcune, non conoscevano i National, che in teoria stanno a grandi linee nella stessa categoria e con qualche spanna in più di celebrità per cui avrebbe più senso che il fan dei National non in tutti i casi conosca Beirut, non l'opposto.
Un fenomeno travolgente e trasversale insomma.
Mi ha dato l'idea di un pubblico tutto suo.
Ad ogni modo la carriera di Zachary Francis Condon, nativo Messicano e cresciuto negli Stati Uniti, assume ormai numeri importanti e verosimilmente aumenterà il suo pubblico con questo album.
La paura, in questo caso, è di una certà ripetitivà e perdità di brillantezza, in realtà The Rip Tide è un lavoro dove emerge una scrittura molto più sicura, l'utilizzo di sempre maggiori strumenti (Payne's Baye è in sostanza un lavoro orchestrale) e dove non mancano quei pezzi intimi e leggermente, come dire, circensi, che ce lo fanno amare.
Si impara ad amarlo, Beirut, per il bel live di qualche settimana fa, per un album, The Flying Cup che gira che è un piacere e per questo nuovo album che suona ottimamente, 9 pezzi per 33 minuti di musica, nulla che serva in più.
La sensazione è questa: manca una Nantes, per immediatezza (anche se forse è Santa Fe), ma l'album è migliore del precedente nel suo complesso.
Promosso, dunque.

giovedì 1 settembre 2011

Ascolti estivi 4: The Drums - Portamento


Strane le abitudini ai tempi di Internet.
Io, in pochi anni sono passato dall'acquisto del cd, al download in rete (sui vecchi programmi), ai velocissimi torrent, al soundcloud, agli streaming.
Si cresce e si ascoltano sempre nuovi gruppi, si aggiungono album a quelli che già ascoltavamo.
Una selezione è inevitabile e credo che il percorso più corretto sia album a prezzo stracciato, se piace concerto e/o acquisto in un formato meritevole che attualmente è il vinile.
Dove scrivere attualmente e vinile nella stessa frase farà sorridere, ma non mi importa.
Le possibilità dello streaming, ormai sempre più diffuso dagli stessi artisti è quella di dare un ascolto anche ad album di cui in teoria, per i propri gusti, si potrebbe inserire l'opzione "ignora".
In questo caso, per la categoria ascolti estivi (molto più meritevoli Cults, I'm From Barcelona e Metronomy) aggiungiamo i Drums.
Un singolo perfetto, qualche assistamento di line up ed eccoci veloci a raggiungere il traguardo del secondo album, dal titolo Portamento.
Per quanto si sia passata ad una batteria perlopiù elettronica e si tenti di variare, il mood del disco è sempre quello: fresche canzoni pop da 3 minuti, ritornelli semplici e chitarre in primo piano, mai aggressive.
Il difetto principale pare quello alla voce, davvero monocorde e soprattutto sempre sulle stesse linee melodiche.
Così appare che sotto gli strumenti lavorino per migliorare (ma sempre ricongiungendosi con un certo passato tra gli anni sessanta sessanta e gli anni ottanta) ma il risultato finale passa senza lasciare molto.
Album onesto, carino per una compilation estiva con gli amici, nulla di più.
Qui il full streaming
http://3voor12.vpro.nl/speler/luisterpaal/45068916#luisterpaal.45068916

[Live Report] Home Festival - Giorno 1 - 31/8

Non è nemmeno, spero, necessario l'abusato discorso che potremmo riassumere in festival/italia/mondo. Ovvero: siamo una rara anom...