domenica 31 luglio 2011

Due Personaggi simili a sè stessi: Bjork, Noel Gallagher

Si tratta di pensieri basati su impressioni superficiali derivate dal primo estratto, quindi non ce ne preoccupiamo.
Ad ogni modo, pare che il titolo possa dire tutto: Bjork esce con il primo estratto, Cristalline, diretta dal sempre meraviglioso Micheal Gondry (questa volta meno geniale di altre ma sempre ottimo) per una canzone bella ma che non aggiunge niente di particolare al suo percorso artistico.
La speranza è che il nuovo album dià belle sensazioni musicali e non solamente sul versante di questo discorso di album / app per Iphone di cui non si è ancora bene capito il concetto ma saremo curiosi di valutare (o di cercare di capire, da queste parti si è scelto Android e difficilmente lo potremo quindi vedere in prima persona).
Questo il video del brano, bello ad ogni modo specie, specialmente in un finale che fa sperare in un ritorno a quelle sperimentazioni sonore che tanto avevano convinto qualche tempo fa (qualcuno ha detto Joga?)

Noel Gallagher invece esce con il primo brano dopo la scissione degli Oasis e, diciamolo, è quello da cui ci si può aspettare di più, le migliori composizioni sono sempre state le sue e la sensazione è sempre stata che se Liam fosse più frontman, lui fosse il vero Deus Ex Machina.
Ebbene, "The Death Of You And Me" è un brano davvero bello, perfetto più o meno in ogni suo dettaglio.
Peccato che sia davvero troppo simile a quella The Importance of Being Idle da lui stesso scritta qualche anno fa (da cui un indimenticato video).
Quindi aspettiamo il debutto sulla lunga distanza e poi ne riparleremo.

venerdì 29 luglio 2011

Focus On: The Burning Hell


Un nome sicuramente poco conosciuto.
Siamo in Canada (si, siamo spesso lì) e parliamo di un gruppo attivo da una decina di anni (alcuni album autoprodotti, fino al 2008) visto per caso una sera di un paio di anni fa da Zuni, a Ferrara.
Se ben ricordo un giorno infrasettimanale o comunque con ben poca gente intorno.
Da Zuni suonano spesso gruppi interessanti anche se non è così frequente che poi si prosegua con l'ascolto.
In questo caso acquistai per pochi euro Baby, album all'epoca promosso dalla band, un piccolo disco di dieci canzoni che in rete ho trovato definito per "melodramatic folk" e direi che la definizione calza a pennello.
Voce maschile e femminile, scrittura autorale e testi intensi sulla vita, il tutto diviso tra esperimenti pop, folk, vicinanze con i Melody Peaches (vedi Adam Green e Kimya Dawson), un piccolo gioiello di pregevole fattura.
Ora, 2011, esce Flux Capacity, ottimamente recensito per la rete e in attesa di riuscire ad ascoltarlo tutto, ecco in ascolto il primo estratto "My Name is Mathias" che piace parecchio nel suo incedere quasi teatrale.
Io dico questo: se capitano in zona live, andate a sentirli, non ve ne pentirete.
"My Name Is Mathias" by THE BURNING HELL by (weewerk)

giovedì 28 luglio 2011

Ferrara Sotto le Stelle: Josh T. Pearson & Joanna Newsom

Ferrara sotto le Stelle 2011 si chiude come aveva iniziato, un pò a sorpresa: al Teatro Comunale.
Se nel primo caso era stato l'attesissimo concerto di Sufjan Stevens (concerto-dell'anno) qui si doveva stare all'aperto per le sessioni acustiche del Bands Apart, festival nel festival, ma il cattivo tempo ha dato la possibilità (e ci abbiamo guadagnato) di rientrare nel magnifico teatro.
Come spettatori eravamo tra il curioso e il fiducioso perchè i nomi in cartellone non erano di quelli di dici "vado subito a prendere il biglietto".
Josh T. Pearson era un fenomeno ancora da affrontrare mentre la Newsom, sfiorata varie volte in questi anni, non era mai entrata nel cuore di chi scrive, per essendo sicuramente una artista strepitosa.
Solo, forse, lontana di suoni che possano entrare nel cuore di chi scrive.
Al netto di tutto ed essendo il prezzo interessante e soprattutto a dieci minuti a piedi da casa, ci incamminiamo.
Teatro man mano riempito e poco prima delle nove entra in scena il cantante texano.
Voce e chitarra. Voce bella anche se non indimenticabile, ottima tecnica alla chitarra e molte, molte parole appoggiate in brani lunghi e dolenti. Una intensità musicale non da poco, la sensazione di vedere una persona a nudo.
Eppure, non qualcosa di così "sacro" perchè fuori dalle canzoni esce un personaggio divertente e divertito, scherzoso, pronto a fare battute e ridersele da solo.
Un bel live, ci ripromettiamo di ascoltarne l'album.

Poco dopo quella che si rivela alla fine la vera star della serata: Joanna Newsom.
In un corto vestito e nascosta dell'enorme arpa, accompagnata da batterista, violinista e un tuttofare (banjo, basso, flauto) per un'ora e mezza abbondante la ragazza ci porta nel suo mondo musicale.
Che ha i suoi momenti ottimi: crescendo imperiori, una voce a tratti splendida, una scrittura con molte basi di musica classica e quindi difficile eppure affascinante, nel vedere come tutto turni.
E le emozioni non mancano, per quando, ma sono gusti personali, c'è forse a volte un uso della voce troppo fine a sè stesso ma sono abbastanza sicuro che ia soggettività.
Quello che conta sono gli applausi e sono molti per questa geniale piccola Barbie che pure ha la musica nel sangue e si vede.

In definitiva, un'ottima chiusura di un'ottima edizione di Ferrara Sotto le Stelle.
Posti splendidi, ottimi artisti e il solito amore naturale per questo festival.
Attendiamo già il 2012.

martedì 26 luglio 2011

Winehouse: solo una volta ne parleremo


Perchè ora si sprecano tutti a parlarne e perchè già da tempo ne parlava soprattutto chi con la musica aveva poco a che fare.
Mondo bastardo, quello dei media e del gossip: porta in alto e ti abbatte sull'onda di mille parole perchè l'importante è che se ne parli.
La morte di Amy Winehouse è di quelle vissute in diretta ma non parliamo delle ultime ore ma di tutto ciò che è successo dopo Back to Black.
Il successo, i Grammy, gli spot televisivi, la droga, la relazione con Pete Doherty, le cliniche di disintossicazione, i tentativi di tornare in scena, le ricadute, gli ecessi.
L'abbiamo vista tutti crollare e molti ne hanno giovato.
A noi non interessa: era un'artista vera.
Spogliamo tutto delle vicende extramusicali e ritroviamo Frank, esordio datato 2003, anni d'oro del ritorno ad una certa estetica soul anni 50, in bella compagnia con le soul session della Joss Stone (poi miseramente crollata) che davano il via a tutta una nuova ondata di ottimi dischi di giovani voci non più lolite pop ma donne e vicine alla tradizione soul nera degli anni 50, della Mototown e affini.
E poi arriviamo al 2006, con Back To Black, disco del successo e della maturità, che rimane l'ultimo disco, splendido e pieno di canzoni perfette, cantate con una voce distante dal corpo esile e inglese della ragazza nonchè prodotto alla perfezione come fosse un disco suonato da un vecchio vinile.
Ora vivremo inediti, live, raccolte, tributi e l'ascesa all'olimpo dei musicisti dannati e talentuosi ma non ci interessa.
Quelle sono parole per chi per vivere deve scrivere e amplificare, contornando di eventi ciò che non lo è.
A noi rimangono due bei dischi e una bella storia e una persona che non ha retto a tutto quel mondo dorato che è lo spettacolo.

venerdì 22 luglio 2011

Live Report: Washed Out @ Bolognetti on the Rocks

Senza farne drammi,eh.
Perchè l'esordio sulla lunga distanza di Washed Out ci è piaciuto moltissimo, un disco intenso e solare, vicino ad un mix tra Notwist e Junior Boys e soprattutto riuscitissimo nella scrittura vera e propria.
Però sicuramente l'aspetto live è da ancora in evoluzione e va benissimo così.
D'altra parte il disco è uscito da una decina di giorni e spulciando su setlist.fm pare che le date live si contino finora su ben poche mani e quindi è con serenità che valutiamo come sufficiente ma non eclatante il concerto proposto ieri sera da Ernest Green (classe 83) accompagnato da ben quattro compagni (batterista, tastierista in stile jamaicano, bassista e altra tastierista) sul piccolo palco allestito da Covo e Lokomotiv per le serate estive a Bologna.
Un cortile interno ben gestito e ben popolato, ad occhio non meno di due o trecento persone ad assistere, segno che il progetto musicale ha lasciato il segno (grazie anche ad un paio di recensioni piuttosto positive su importanti webzine italiane, nonchè della benedizione di Pitchfork).
Il discorso è semplice: dal vivo tutto suona come, ad esempio, Echoes.
Cassa dritta, aria di festa, voce molto meno filtrata che su disco, basso e suoni a voler fare danzare con moderazione.
Che è bello dopo un pezzo e rimane piacevole per l'oretta scarsa di live, ma che fa un pò storcere il naso se anche la splendida Far Away subisce il trattamento perdendo la maggior parte della sua grazia o se vengono ignorati gli episodi più lenti (la conclusiva, su disco, A Dedication, una vera e propria Consequence 2.0).
La sensazione è in fondo, di una band in rodaggio e di una certa (forse) paura a rallentare i ritmi, quando invece è proprio la dilatazione e la tranquillità uno dei punti di forza del progetto.
Non è tutto male, anzi: Green è visivamente vicino al suo omonimo Adam Green, ci crede, non è timido e trasmette energia dal palco e i più si divertono a ballare.
In sostanza, fiducia confermata, anche se bisognerà fare un pò di più ma c'è tutto il tempo.

giovedì 21 luglio 2011

Le notizie sparse

D'estate non c'è sempre troppo da dire, le uscite discografiche da giugno in poi diminuiscono vertiginosamente di numero (salvo poi essere tutte in prima fila a settembre, per il piacere / terrore di chi ascolta parecchia musica) e i concerti reggono la maggior parte della scena.
In attesa di scrivere qualcosa dell'atteso concerto di Washed Out questa sera, ecco qualche notizia interessante per la prossima stagione.
Parte prima, mondo live.
Due tour interessanti, il primo per gli Horrors, una ormai sorprendente sicurezza con un ottimo terzo album, in Italia per tre date a Novembre (a Bologna ci saremo):
  • 22 novembre - Magazzini Generali di Milano
  • 23 novembre - Alpheus di Roma
  • 24 novembre - Estragon di Bologna
Primo vero e proprio tour invece per I Cani, strano ma reale fenomeno italiano nato dal nulla alla prova ora sul palco dopo le prime (dicono convincenti) esibizioni a Milano e Roma
  • 08 Ottobre – Roma – Circolo Degli Artisti
  • 14 Ottobre – Perugia – Urban Club
  • 15 Ottobre – Torino – Spazio 211
  • 21 Ottobre – Bologna – Covo Club
  • 22 ottobre – Brescia – Vinile 45
  • 28 ottobre – Conegliano Veneto (TV) – Appartamento Hoffman
  • 29 ottobre – Trieste – Whatever! Etnoblog
  • 03 novembre – Milano – Magnolia
  • 04 novembre – Firenze – Viper Theatre
Infine, primo video per i Kasabian, in settembre in uscita con il quarto più che atteso album e ormai vicini a realtà da grandi palcoscenici (per numeri, non certo per qualità, che non è mai mancata).
Video grintoso, li vedremo nuovamente live il 3 Settembre all'I-Day.

martedì 19 luglio 2011

Iron And Wine in un set acustico


Tanto per essere chiari, il live di qualche mese fa di Iron & Wine al Lokomotiv di Bologna è piaciuto e non poco.
Anche per i molti strumenti, le parti strumentali, la generale sensazione di un artista ancora in evoluzione alla scoperta di sè stesso e di nuovi suoni.
Però, nel leggere nei report e anche parlando, ho notato che molti attendevano uno spettacolo maggiormente acustico, non dico voce e chitarra ma quasi.
Beh, ringraziando la sua etichetta che organizza queste sessioni acustiche di artisti del proprio roster, ecco la dimensione acustica del nostro barbuto perferito.
Questa la scaletta
  • Tree By The River
  • Biting Your Tail
  • Big Burned Hand
  • Half moon
  • Upwards over The Mountain
E questo il video.

sabato 16 luglio 2011

I The Drums sono un fenomeno effimero



Se dicevamo, per esempio, degli Horrors che da band apparentemente senza infamia nè lode e invece rivelatesi una delle grandi realtà di questi anni) possiamo dire con sicurezza che i The Drums, a parte avere trovato quella perfetta hit che è Let's Go Surfing, non faranno lo stesso percorso.
Proprio così.
Però a settembre ritornano e se volete una canzoncina da aggiungere alla playlist estiva versione mare, magari un ascolto glielo potete concedere.

The Drums - Money by WorkItMedia

giovedì 14 luglio 2011

Radiohead, in The Basement, Live.


Il live chiarisce un pò tutto.
La direzione intrapresa, soprattutto.
The Kings of Limbs è (probabilmente) un album estemporaneo, frutto meno di ragionamento e più di interesse momentaneo, non a caso le serate da dj di Thom, le collaborazioni Dubstep, non a caso il preavviso veloce e un disco di trentasette minuti e poi altri pezzi che spuntano fuori e non sono meno belli.
Ma è un album che, ad onor del vero, non rimane così impresso nella mente come gli altri della discografia degli inglesi.
Però questa sera mi sono fatto il piacere di sentirmi in cuffia, ad alto volume, tutto il live In The Basement, dove Thom e soci regalano l'intero album e due inediti per 54 minuti di live ad alta qualità per suono e montaggio.
Ora: se l'album è da 7 e mezzo, il live è almeno da nove.
Disteso, coerente, doppia batteria, un generale mood tra il jazz e il dubstep, la voce di Thom perfettamente incastrata, suoni meravigliosi.
Un album non da posti grandi ma piccoli, tanto che se faranno un tour c'è da sperare in piccole date come ai tempi di Hail To The Thief, location strategiche e 3,4,5 mila persone al massimo.
Ad ogni modo: io ve lo metto qui sotto che dovete solo spingere play.
Voi attaccate le casse buone o (meglio) le cuffie buone.
E non dite grazie a me, ma a questo straordinario gruppo.

1. Bloom
2. The Daily Mail
3. Feral
4. Little By Little
5. Codex
6. Separator
7. Lotus Flower
8. Staircase 9. Morning Mr Magpie
10. Give Up The Ghost





martedì 12 luglio 2011

Be Forest, speranze giovani italiane


Tre ventenni pesaresi che flirtano con i Cure e gli Xx.
Punto, passiamo al video?
Ma no dai.
C'è da dire un pò di più.
Perchè se suoni da un annetto e poco più e tutti parlano bene di te un motivo c'è.
Se il tuo primo album, Cold, è entrato in parecchi cuori e se dal vivo anche nomi piuttosto importanti si sono spesi nel segnalare questo trio, vuol dire che c'è sostanza.
Anche perchè non parliamo di un gruppo così accessibile: ritmiche serrate, una batteria vicina ai Joy Division, chitarre shoegaze, una voce alineata e apparentemente distante ma in realtà efficacissima.
Eppure hanno quel qualcosa, molto semplicemente: il senso melodico, la voglia di stupire, il sano vigore dei giovani musicisti che mettono tutto dentro ogni singolo pezzo.
Se ne parlerà.
In streaming il primo video, segnaliamo anche Dust in streaming qui


Florence (lrnc) Be Forest from lorenzo musto on Vimeo.

lunedì 11 luglio 2011

Due Tour Interessanti


Il mondo dei concerti è tutto un rincorrersi.
Hai sempre il biglietto per un concerto che si terrà mesi dopo, finisci di vedere ogni live e sai già quasi sempre quale sarà il prossimo, vivi le stagioni in funzione di quella successiva.
Così, in primavera fiorisce il mondo dei festival estivi (o delle date singole, rassegne...) mentre ora che siamo a luglio iniziano i primi timidi segni dell'autunno che verrà.
In particolare una doppietta non da poco si è presentata in questi giorni.
Gli Art Brut inaugurano in un certo senso la stagione (e in senso vero e proprio quella del Covo a Bologna) con tre date, capitanati dal frontman Eddie Argos e dalla solita treatralità tra indie rock, punk e in un certo qual modo i Pulp recentemente tornati sotto i riflettori (vedi il video
  • Giovedì 22 Settembre – Torino, Spazio211
  • Venerdì 23 Settembre – Roma, Circolo degli Artisti
  • Sabato 24 Settembre – Bologna, Covo



Non meno atteso e divertente saranno il ritorno degli Architecture in Helsinki, per quattro date in ottobre capaci sicuramente di farci ballare.
  • 15 Ottobre - Estragon, Bologna
  • 16 Ottobre - Bloom, Mezzago (MI)
  • 17 Ottobre - Circolo degli Artisti, roma
  • 18 Ottobre - Apartaménto Hoffman, Conegliano (TV)
Architecture in helsinki-heart it races by Frankenskeez

venerdì 8 luglio 2011

L'appetito vien mangiando



Si,si è vero.
Il titolo del post è una vergogna, ma ci adeguiamo alla sottile (auto) ironia che pervade il mondo dell'artista in questione.
Giuseppe Peveri, alias Dente, alias uno dei nomi che più ci piacciono della "gioventù cantautorale degli anni zero".
Perchè tutto si può dire, che è musica semplice e quant'altro ma i dischi (specie il secondo, L'amore non è bello) sono ottimi e dal vivo è sempre un piacere vedere questo poco più che trentenne disperso nel suo mondo, ironico, divertito e divertente, tanto che quando è capitato siamo spesso andati a seguire qualche data del suo tour.
Ebbene l'11 Ottobre esce il terzo disco, nel suo caso forse il più importante, per capire che carriera ha davanti, dal titolo "Io tra di noi" (splendido come sempre).
Sotto il video di un pezzo forse non conosciutissimo, quella Beato Me presente nella raccolta degli Afterhours "Il Paese è reale", sicuramente uno dei più belli scritti da Dente.
Aspettiamo con ansia...

giovedì 7 luglio 2011

Ascolti: The Horrors - Skying


Intanto diciamo subito che il disco ce lo ascoltiamo insieme, grazie al player streaming qui sotto.
Questi Horrors, poi.
Alla fine una delle poche band che non si sono sciolte o disperse di quella grande ondata inglese dei primi anni zero e questo è successo per il semplice motivo che sono stati coraggiosi.
Come i These New Puritanss, per dire, che hanno fatto un disco immenso anche se poco considerato.
Ecco, gli Horrors, dopo il buon esordio (2007,Strange House) hanno scritto due anni fa Primary Colours, splendido e celebratissimo album anticipato da un pezzo killer di sette minuti Sea Within The Sea, capace di fondere new wave e le atmosphere dei Portishead nella coda finale.
E' ora il tempo di Skying, album che ad un primo ascolto appare meno scuro, con le chitarre maggiormente in vista, suoni più aperti e forse la mancanza del singolone ma un'ottima qualità generale.
Ma che stiamo qui a descrivere? Ascoltiamocelo insieme...

mercoledì 6 luglio 2011

Ferrara sotto le Stelle Atto 3: The National & Beirut





Questa volta la facciamo un pò da fan.
Ovvero, con la solita felicità di poterci andare a piedi (poche centinaia di metri da casa) ci avviamo verso piazza Castello verso le sette, con l'intento di essere davanti.
Questa sera sul palco, The National, di spalla Beirut.
Partiamo da lui: il progetto di Zachary Francis Condon, alla prima volta dal vivo in Italia (strano eh?) si presenta forte di un nucleo centrale tra le prime file di fan pronti a cantare ogni parole delle sue canzoni e riesce a coinvolgere tutti con il suo allegro suono sospeso tra atmosfere di dell'Est Europa (fisarmonica, trombe...) e una certa attitudine vicina a Arcade Fire e in parte al buon Patrick Wolf.
Insomma: funziona, funziona eccome, fa divertire e ballare il piede (e venderà un buon numero di vinili a concerto finito, compreso uno al sottoscritto, con la piacevole quasi totale dimenticanza del supporto cd, ignorato dai più, a conferma del ritorno del vinile tra gli appassionati).
Nel frattempo in piazza Castello scende il buio e tra le chiacchere degli appassionati di Beirut (a cui confermiamo che i National sono americani, sentendoli fare le più disparate scommesse, non ultima quella di un gruppo svedese) arriviamo agli headliner di serata.
Che fanno un concerto in crescendo.
Perchè purtroppo Runaway a freddo è bella ma i volumi sono da sistemare e il gruppo stesso ancora in carburazione.
Così tutto si accende con Secret Meeting, da Alligator, con un finale esplosivo e Matt alla voce che finalmente prende il pieno controllo del palco (aiuterà il vino, alla fine sarà un programmatissimo bicchiere dopo ogni canzone e parliamo di venti brani suonati).

Da lì in poi è tutto un salire, tra Alligator, Boxer e High Violet sapientemente mescolati, fino al gran finale: Fake Empire con Beirut sul palco, un momento di pausa.
Poi Driver Surprise Me, da Abel, primo album, Mr November che scatena il pubblico, Terrible Love che scatena il tripudio e Matt che si lancia tra il pubblico, in mezzo al pubblico, il filo del microfono portato da mille mani per una voce che esce dalle casse e invece è dietro di te e un pezzo meraviglioso e infine, quando dici è finita, Vanderlyle Crybaby Geeks suonato in acustico ma non in termini di voce e chitarra ma proprio di amplificatori spenti, pubblico in silenzio (o che sussurra le parole) e una band sul bordo del palco che canta mentre Matt finisce di cantare sulle transenne sorretto dalle mani dei fan in uno di quei momenti intimi che sono vicini al silenzio del pubblico con Exit Music dei Radiohead e che chiudono alla grande un concerto che rende pieno merito ad una band che ormai ha fatto il salto di livello.
Grande serata, dunque.





martedì 5 luglio 2011

Cosa ascolteremo questa estate

L'avevamo già fatto e lo rifacciamo.
Ecco la guida delle uscite discografiche a noi interessanti delle prossime settimane...

5 Luglio
Digitalism: I Love You, Dude [V2]
Radiohead: "Little By Little (Caribou remix)" b/w "Lotus Flower (Jacques Greene remix)" [XL / Ticket Tape]
 11 Luglio
James Blake: "Order" b/w "Pan" [Hemlock] [UK]
 12 Luglio
Washed Out: Within and Without [Sub Pop]
 19 Luglio
Wilco: "I Might" b/w "I Love My Record Label" [Anti-]
 29 Agosto
CSS: La Liberacion [V2/Cooperative/Downtown]
 30 Agosto
Beirut: The Rip Tide [Pompeii Recordings]
5 Settembre
DJ Shadow: The Less You Know the Better [TBA]
6 Settembre
The Rapture: The Grace of Your Love [DFA]
13 Settembre
Shimmering Stars: Violent Hearts [Hardly Art]
St. Vincent: Strange Mercy [4AD]
20 Settembre
Clap Your Hands Say Yeah: Hysterical [self-released]
 27 Settembre
Apparat: The Devil's Walk [Mute]

lunedì 4 luglio 2011

Un giorno del tutto differente: pensieri e azioni in libertà

 Atto due, Ferrara Sotto le Stelle: Verdena, Dinosaur Jr.
Dunque è questo: lavorare come infermiere ti consente molti vantaggi facendo i turni (sempre se si inizia a considerare poco meno che superfluo il dormire un numero di ore superiore a 3/4) ma anche di trovarti a dover dimezzare il piccolo festival nel festival poichè esci dal lavoro alle 21.10 (precise che se anticipi di un minuto ti scalano tot dallo stipendio).
Così della giornata tutta differente perdiamo "i comprimari" che non possono essere tali se sono i Jennifer Gentle, che lo possono essere eccome se è Iosonouncane, che li abbiamo già visti se sono i Sakee Seed e che ci dispiace se sono gli Aucan perchè ci interessavano.
Il bello e il magico di questo mondo è alle 21.10 passiamo il cartellino sotto la timbratrice, alle 21.18 parcheggiamo la macchina, alle 21.23 siamo all'ingresso a ritirare il asso, alle 21.24 salutiamo una amica e alle 21.26 siamo in un angolo sopra il palco a mettere alcuni dischi prima dei Dinosaur Jr visto che il nostro collega si volatilizza in cerca di cibo.
Poco male, anzi bene, per quella mezzora scarsa in cui buttiamo cose-che-ci-piacciono (Okkervil River, Death Cab For Cutie, Pains of Being Pure At Heart e altri) osservando con piacere che non ci sarà il tutto esaurito ma quelle duemila persone almeno riempono a sufficienza la sempre splendida Piazza Castello.
Dai bordi del palco ecco quindi, 21.54, i Dinosaur Jr, a suonare l'intero (ma non solo) Bug.
C'è da dire che su questi lidi non c'è infinito amore per quei suoni (vedi Pixies, l'anno scorso) però c'è poco da dire: suoni perfetti, gran tiro e gran energia.
Un signor concerto, poche parole e tanta musica, per un'ora (e un quarto quasi) di ottimo rock, punto e basta.
Due chiacchere nel backstage e poi sotto il palco per i Verdena.
Buona performance ma non eccelsa, diciamo. I suoni non sono cristallini (un pò meglio verso fine concerto) i pezzi buoni ma forse lo spazio aperto è troppo grande e Wow, album splendido, perde un pò di luminosità.
Strano come effetto ma forse è solo che un palazzetto di 500, 1000 persone stipate al caldo rendono tutto più carico rispetto a 2000 in una grande piazza.
Nulla da dire comunque sull'impegno e sulla solidità della band.
In sintesi, Dinosaur Jr 8, Verdena 7.
Prossima tappa e per intero: National, Beirut, Martedì.

venerdì 1 luglio 2011

Ascolti rilassati: Washed Out - Within And Without


Sono il nome caldo di questa estate.
Primi live in arrivo (20 Luglio Roma, 21 Bologna,  22 Padova) e tante ottime recensioni per questo musicista americano che dopo aver pubblicato tre Ep debutta addirittura sotto etichetta Sub Pop.
L'etichetta più consolidata è "dream pop".
Che vuol dire tutto e niente e quindi la spieghiamo: un miscela ben coesa di ritmi elettronici (media velocità) atmosfere sognanti e voce soffusa, una leggera evoluzione di un chill out ben fatto solo senza l'efficacia nell'essere messo eventualmente in rotazione in sottofondo in un locale.
Perchè si vanno a lambire un pò i Junior Boys (You And I, forse il migliore del lotto) quando certi Notwist.
Sul fatto che si gridi al miracolo, diciamo un attimo: mah.
Nel senso che il disco è perfetto, prodotto con maestria e con un'eleganza di base sorprendente per un debutto.
Però suona a volte un pò freddo ma qui è difficile dire se è questione di gusto e interesse per il genere o se è reale mancanza.
Si distinguono la già citata You And I e la delicata ballata finale A Dedication (colonna sonora futura di parecchie serie tv).
Diciamo un buon esordio, senza strapparsi i capelli e la curiosità di vedere il progetto live.

Update: giorno dopo giorno, forse i capelli bisogna strapparseli, disco in crescendo. Attesa live altissima.
Washed Out - You And I by berman1125

[Live Report] Dear Reader @ Clandestino, Faenza

Il Clandestino, a Faenza, è un posto strano. Da fuori, pare un bar. Un lungo tavolo, sulla sinistra, ne suggerisce chiaramente l'i...