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Visualizzazione dei post da Giugno, 2011

Che di idee si basa il mondo

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Un post tra il personale e il nemmeno poi tanto.
Che in fondo si tratta di lanciare un'idea nel vuoto (nessun diritto d'autore sopra).
Che la declinazione scelta è quella della musica e quindi perchè non parlarne qui.
Fatto sta che a questo indirizzo  previa una veloce registrazione è possibile votare la mia idea ( se vi interessa, si può votare tre volte).
Succede che per caso lessi di un concorso indetto da Emilia Romagna e Lepida per premiare le idee più innovative partendo dal tema "se avessi un giga di banda cosa farei?".
Copio incollo la mia idea, se vi interessa votatela, magari a qualcuno diventerà un giorno utile!
Quando lessi del concorso, pensando ad un gigabyte di banda, pensai.
Pensai a cosa occupa banda.
Sono due le cose fondamentali: i video oppure tanti utenti.
Sui tanti utenti esiste il mondo dei social network, attualmente saturo e sui video in apparenza parrebbe essere già stato fatto tutto.
Poi però ricollegai un mio interesse (un blog sulla musica…

Biophilia

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Dunque.
Bjork non si dev'essere stufata di stupire: gli oltre quindici anni di carriera solista (e già c'erano dagli esperimenti punk degli esordi fino al successo dei Sugarcubes e parliamo di fine anni ottanta) e le ripetute stravagante uditive e visive non hanno stancato la creatività della cantante islandese.
Così a settembre, Biophilia.
Album o meglio concept album ancora dalle tinte oscure, ma da quel che si è capito più che di album si può parlare di progetto multimediale.
Legato ad Ipad e quindi Apple, Biophilia dovrebbe essere un album in parte registrato con il tablet della mela morsicata e con ogni brano legato da una app specifica.
Probabilmente sarà anche oltre, conoscendo la smisurata fantasia della ragazza.
Intanto però di musica qui si parla e quindi ecco Cristalline, primo estratto.
Che pare un (buon) brano vicino ai suoni di Homogenic e lo diciamo con estremo piacere.
Vediamo tra qualche settimana...

Un giorno del tutto differente, a Ferrara.

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Difficile che qualcuno possa dire che a Ferrara sotto le Stelle non manchino le idee interessanti.
Prima il Bands Apart, festival nel festival, capace di offrire in sostanza un doppio concerto doppio (solitamente due giorni vicini con due band a serata di grande importanza).
Poi, l'anno scorso, La Tempesta Sotto le Stelle, serata culminata un pò a sorpresa con un pubblico enorme per un mini festival su due palchi con tutta l'etichetta La Tempesta a suonare (Le Luce della Centrale Elettrica, Il Teatro degli Orrori, Giorgio Canali, Tre Allegri Ragazzi Morti, Zen Circus...).
Ancora: le Date Zero, nel mezzo dell'anno, a presentare l'album in uscita di importanti gruppi italiani, con il primo live del tour suonato qui a Ferrara (Ministri, Massimo volume, Luci della Centrale Elettrica, Ouchi Tocki).
Coraggio quasi sempre premiato dal pubblico.
E siamo ad oggi: Domenica (3 Luglio) ci sarà "Una Giornata del tutto differente".
In poche parole: ovunque quest'anno …

The Wilco are back

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Lo ammetto con candore: i Wilco sono una di quelle band che ho solo sfiorato.
Ne ho letto parecchio bene, ho ascoltato (con piacere) qualche pezzo dalla loro discografia, non sono riuscito ad andare ad un loro concerto nonostante fosse qui in città.
Insomma: ci siamo sempre girando intorno, pur essendo che sono parecchie le affinità musicali con ciò che si ascolta su questi lidi.
Ad ogni modo, stiamo arrivando al nuovo album, il nono di una ormai longeva carriera che dura dall'esordio del 1995.
I Might è il primo singolo uscito, precedendo di un probabile mesetto l'uscita del disco ed è un pezzo piuttosto buono, dal suono quasi vintage, un basso acido, chitarre e atmosfere anni settanta.
Per cui, eccolo in ascolto e occhi puntati al resto che arriverà...

Wilco - I Might by ListenBeforeYouBuy

Un Riassunto: Radiohead, tra Hype e musica.

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Anno 2011, anno dei Radiohead?
No. Perchè musicalmente è stato meno sconvolgente che in passato, pur con ottime cose.
Qui lo diciamo e senza pensieri, pur considerando molto buono il materiale uscito.
Ma pensiamo a cosa stanno facendo e cioè confermare la distruzione del concetto album di cui abbiamo già trattato alcune volte in questo blog.
Già tempo addietro parlarono di voler evitare di mantenere il percorso album-tour e di dare vita a progetti più estemporanei. Ep, magari.
Ora: The King of Limbs è un Ep, lo sappiamo bene. Otto tracce per trentasette minuti di musica ben suddivisi (secondo chi scrive) per un lato A (quello più vicino al dubstep, fino a Feral) e un lato B più slegato e vicino a Hail To Thief (per la sua eterogeneicità di suoni).
Ed era febbraio.
Un album corto di cui si è sussurrato per parecchio che fosse solo la prima metà di un doppio.
Non era vero.
Però, per il Record Store Day hanno dato alle stampe un 12" di ottima qualità, quel Supercollider/The Butcher…

Bilanci di metà anno

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Tracciamo un pò di bilancio di metà anno, ora che inizia l'estate.
Un anno interessante: ottime conferme e ottimi debutti, nella lista segnata sotto c'è ben poco di vecchio e stantio e questo fa piacere essendo l'obiettivo del disco quello di parlare di cose sempre nuove e non soffermarsi solo sulle "vecchie glorie".
Perchè è molto più bello trovare i tesori sconosciuti che passare il tempo a sfogare le proprie frustrazioni gettando pessimi voti ovunque, sport tra i più comuni nelle comunità musicali.
Dunque, cosa consiglierebbe questo negoziante ora che siamo arrivati a circa metà anno?
Ecco i dischi da non perdere...
James Blake - James BlakeAnna Calvi - Anna CalviBon Iver - Bon Iver, Bon IverPains Of Being Pure At Heart - BelongGil Scott- Heron & Jamie XX - We'Re New HereVerdena - WowBrunori Sas - Vol 2 Sul fronte concerti, invece, c'è molto ancora davanti quindi facile facile
Sufjan Stevens @ Teatro Comunale FerraraIron & Wine @ LokomotivAn…

Il nuovo Apparat

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Apparat, musicista tedesco che appartiene alla variegata categoria elettronica (ma di difficile catalogazione, visti gli esordi techno, una prosecuzione più ambient e le influenze di musica classica, nonchè i numerosi progetti paralleli, in particolare Moderat) ci regala un primo estratto dal nuovo album, dal nome Black Water e possiamo solo parlarne in grandi termini.
Ritmi dilatati e un ottimo crescendo, ricordando qualcosa vicino al miglior Moby.
E quasi, anche se sappiamo di osare molto, alla The Rip dei Portishead.
Ad ogni modo un grande pezzo, sotto in streaming e download.
Apparat - Black Water by Mute UK

Due pezzi grossi che battono un colpo

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Inutile girarci intorno, c'è poco preambolo da fare se ti ritrovi in mano due inediti, uno sul fronte Radiohead e uno di Damon Albarn.
Partiamo da questo, di non poco interesse: la mente dietro ai Blur evidentemente non è soddisfatta delle svariate carriere parallele (Gorillaz, album registrati in Africa, il progetto The Good, The Bad and The Queen) e dunque ora sta lavorando ad un musical, presto in scena.
Sappiamo che si chiama Dr. Dee e che narrerà di un un alchimista alla corte di Elisabetta I d'Inghilterra.
Qualsiasi cosa ne esca, musicalmente non potrà che essere splendida, visto questo inedito cantato voce e chitarra, dal titolo Apple Carts.

<p><p><br><br><br>Non&am…

Report Live: Ryan Bingham and the dead horses @ Hana Bi

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L'Hana Bi è un posto magico e una di quelle eccezioni che ti fanno dire che anche in Italia si possono fare grandi cose.
In fondo, capirai che idea: prendi un bagno a Marina di Ravenna, dagli una programmazione di livello internazionale e fai concerti in spiaggia ad ingresso rigorosamente gratuito, con la gente (decine, centinaia, a volte oltre) che viene e si siede, balla, si appoggia sulla duna circostante.
Un rischio: perchè solo vedendo quest'anno sono passati / passeranno Anna Calvi, I'm From Barcelona, Yuck, Scott Matthew, Tallest Man on Heart, Oneida e parecchia altra gente importante.
L'anno c'era Badly Drawn Boy, per dire.
E poi scommetti di guadagnare sul ristorante, sui numerosi cocktail, fai feste e dj set con gente che balla il sabato, chiedi agli artisti compensi magari minori e gli offri una giornata al mare e una bella cena (e spesso poi se ne innamorano).
Serve che venga gente e ne viene eccome.
Anche in un anonimo lunedi, con un nome non certo fam…

Ascolti: Junior Boys - It's All True

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Quarto album per questo duo canadese.
Elettro pop di estrema eleganza e ritmi rallentati.
Buone impressioni nel loro intimo live al Covo (2007).
Queste sono le coordinate di base di due personaggi molto amati da chi scrive.
D'altra parte se scrivi due album pieni di autentiche gemme e aggiungi un terzo appena un pelo meno ispirato ma sempre un paio di spanne sopra la media, le aspettative sono elevate quanto le valutazioni di ogni voto.
Ebbene, stavolta stiamo invece sulla sufficienza e basta.
It's All True è un album al solito perfetto nei suoni però manca l'obiettivo più importante: il fattore canzone.
Scorre quindi benissimo in sottofondo e pure bene ad alto volume ma non si pianta in mente: non ci sono le Count Souvenir o anche solo le matematiche eleganze di Parallel Lines  e soprattutto è la parte vocale a essere meno lucida, ispirata, memoriabile.
E' sempre un bel sentire ma da chi ha scritto (pur non avendo mai avuto grossi riflettori sopra) grandissime cose, …

Ascolti: Noah And The Whale - Last Night On Heart

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Uno si dice, visto che certi dischi hanno stagioni predilette per essere ascoltati, che un album nuovo di Noah And Whale in vista dell'estate non ha troppo senso.
Perchè i precedenti (ottimi) lavori avevano come atmosfere quelle autunnali più che altri.
Una certa malinconia di base, tempi dilatati, racconti di amori e emozioni.
E invece il registro è completamente cambiato.
Sembrano più (parleremo presto anche di loro) gli I'm From Barcelona.
Vedi l'iniziale Life is Life e i suoi cori.
Ma anche L.I.F.E.G.O.E.S.O.N primo estratto e delizioso brano che ha il sapore delle canzoni da spiaggia e da festa.
Un disco più anni ottanta, per certi versi.
Brillante per melodie e produzione anche se perde inevitabilmente in carisma.
Perchè poi c'è un discorso di aspettative ed è un pò come fu sentire i primi pezzi "allegri" dei Sigur Ros, quel senso di straniamento per certi versi positivo (quando un brano è ben scritto lo è sempre) per altri leggermente malinconico per …

Batti le mani e dì "yeah"!

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Ovvero, Clap Your Hands Say Yeah al gran ritorno.
Gruppo americano, esploso al momento di massima ascesa del fenomeno Pitchfork, bibbia online del mond indipendente, in un'epoca in cui il solo voto (9) del sito al primo esordio autoprodotto di questi ragazzi riuscì a scatenare il passaparola e la conseguente espansione in tutto il mondo dell'album.
La caratteristica fondamentale è la voce di Alec Ounsworth, sbilenca fino alla probabilmente voluta e accentuata stonatura su basi indie vicine a certi Arcade Fire meno impegnati.
Non un capolavoro, come disse Pitchfork, ma una ricetta originale (grazie anche a riuscitissimi singoli) e quindi da tenere d'occhio.
Dopo un secondo (meno popolare ma interessante) album stiamo ora arrivando al terzo ed è uscito ieri il primo estratto, in download gratuito sul sito della band .
Primo impatto positivo: ritmica veloce, voce in primo piano, orchestrazioni in sottofondo, nulla di nuovo ma suona bene e ai Clap Your Hands Say Yeah non chie…

Ascolti:Patrick Wolf - Lupercalia

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Uno dice, questa volta non funziona.
Perchè già Patrick Wolf è un personaggio controverso, amato alla follia da alcuni (siamo tra quelli) e odiato da altri, personaggio costantemente sopra le righe, sospeso tra pop, elettronica, orchestrazioni barocche, momenti di profondo intimismo quanto veri e propri inni hit pop (vogliamo parlare di The Magic Position?).
E Lupercalia viene dopo The Bachelor, da più parti salutato come il suo migliore e più intenso album (al fianco di Wind in The Wires diciamo noi), quindi uno si aspetta parecchio.
Intitolato come festività romana, l'inizio dell'album fa un pò storcere il naso: non perchè si tratti di pezzi brutti, anzi, la scrittura è sempre sopra la media ma tutto suona molto leggero, radiofonico, sgombrato dalla (positiva) pesantezza e dai (sempre interessanti) esperimenti del passato (l'indimenticabile The Libertine).
Se quindi "The City", gia primo singolo suona bene ma non colpisce, da Armistice in poi esce tutto il lat…

La crisi dei Festival? No.

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Ci dicono che il festival in italia è nudo.
No.
Non è il pubblico italiano ad essere diverso e se in parte lo è deriva tutto dalla logica conseguenza di una cultura organizzativa e civile sbagliata negli anni.
Intanto, per essere chiari, noi di festival, in italia, ne abbiamo pochi.
Il festival prevede più palchi, la giornata intera di concerti, il campetto con decine di migliaia di giovani.
Da noi anche la cose più grosse iniziano alle 3 o le 4 del pomeriggio, a mezzanotte o poco più sono finite e sono solo lnghe giornate di musica: 3,4,5 artisti che si susseguono.
E diciamo, piuttosto, che il cast di questo Heineken era impostato in una maniera che non mi viene in mente come possa essere successo, a gente che organizza da anni,di scriverlo.
Basta fare un paio di giornate internazionali e una italiana, visto che Vasco Rossi bisogna sempre averlo, piazzando Cremonini Fabri Fibra e Negramaro lo stesso giorno e gli altri puntare sugli stranieri, magari aggiungendo agli Headliner Coldpl…

Preview: The Rapture

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C'è stato un momento in cui la Dfa era al centro del mondo.
The Rapture, Lcd Soundsystem, Hot Chip, Hercules And The Love Affair...
Erano esattamente al posto giusto nel momento giusto: l'ondata di nu rave, una nuova scena elettronica apprezzata da pubblico e critica, l'esplosione parallela di nomi europei quali Justice e Digitalism.
Per qualche tempo si ballava e si ballava con intelligenza.
Ora molto sta cambiando, la scena più interessante pare essere quella dubstep, il ritorno degli ultimi due nomi segnalati non sta in realtà venendo così atteso come si poteva immaginare e soprattutto il progetto Lcd Soundsystem, progenitore di tutto, si è chiuso pochi mesi fa (e nel migliore dei modi, con una concerto celebrativo di più di tre ore a New York).
Rimane l'apprezzamento per certi dischi.
Uno dei più interessanti era sicuramente quello dei Rapture, folle elettro punk capace di dare alle stampe alcuni dei singoli più interessanti di quegli anni, non ultimo Echoes, di n…

Kasabian new single

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Secondo di chi scrive, i Kasabian sono e soprattutto possono essere un gruppo Enorme.
Un esordio interessante, un secondo album pieno di buone idee e forse qualche esagerazione e un terzo (The West Rider Pauper Lunatic Asylum) spettacolare e finalmente a fuoco.
Energia rock allo stato puro, unione tra rock, elettronica e richiami a orchestrazioni classiche, il tutto in un senso melodico che solo i grandi gruppi hanno.
In settembre esce il nuovo album, Velociraptor.
Da qualche ora gira il primo estratto.
Un pò Chemical Brothers, un pò Kasabian. Un giro acido di chitarra, basso e rock.
Insomma: Attendiamo il tutto con impazienza.
Switchblade Smiles by kasabian

Ascolti: Pete And The Pirates - One Thousand Pictures

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Qualche mese fa ero a Londra.
C'era un piccolo festival chiamato Hmv Next Big Thing. In pratica per una settimana (abbondante) e in più locali della capitale inglese suonavano tre band al popolare prezzo di 10 sterline.
Nomi nuovi, questo era il leitmotiv. Dai nomi nuovi ma già grossi (Anna Calvi, James Blake) a emeriti sconosciuti.
Una delle sere i nomi sopracitati erano già sold out (anche perchè erano tutti locali da poche centinana di persone) e dunque scelsi il terzo nome a me conosciuto, nel bel The Garage.
E c'erano sul palco, preceduti da due giovanissime e ottime indie rock band, proprio Pete And Pirates.
Ottimo live il loro: solido, divertente, ben suonato.
E ci fu un inedito, Winter 1, già prima traccia in anteprima tempo fa, suonata con tre o quattro alla batteria come i Franz Ferdinand nella loro splendida Outsiders live, un inedito dicevamo da strabuzzarsi gli occhi.
Un ottimo inedito e quindi fu d'obbligo pensare di mantenere gli occhi aperti sull'immin…

Musica Liquida: Kaiser Chiefs, ICloud e moderne fruizioni della musica

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Non so se ve ne siete accorti.
Ma se dovessero chiedervelo tra qualche anno è esattamente in questi giorni che sta cambiando tutto.
O meglio, se ne stanno creando i presupposti.
E' una rivoluzione, apriamo gli occhi.
Antefatto: mp3 e banda larga hanno reso a disposizione di tutti ogni contenuto musicale, senza che ci giriamo troppo intorno.
E di pari passo sta evolvendo il sistema distributivo: i Radiohead con l'ormai storico Up-To-You misero in vendita un album facendo decidere all'acquirente il prezzo e si sono ormai tolti dal mondo discografico, vendendo direttamente in prima persona i loro cd (almeno in un primo momento).
E poi sono seguiti esempi simili anche di band più piccole.
Si è sfaldato il meccanismo casa discografica-radio-negozio di dischi, la prima perchè il mondo social riesce a portare alla ribalta artisti anche con semplici webzine o passaparola, le radio aggiungono contenuti parlati (o moriranno) e il negozio di dischi è già ormai defunto, sorretto in m…

Ascolti: Jamie XX - Far Nearer

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Qui, per essere chiari, si reputa Jamie XX uno di quei 4-5 personaggi che faranno la storia della musica nei prossimi anni.
Si tratta di una scommessa e non fa paura.
Ne abbiamo parlato per gli XX, debutto di una personalità immensa ma cosparso nell'insieme del gruppo e poi pochi mesi fa per quella splendida operazione con il da poco compianto Gil Scott Heron.
Ora esce un piccolo singolo a suo nome e per quanto non sia nulla di epocale si sente tutta quella sensibilità musicale e capacità di suonare con eleganza questo minimale dubstep che arriva dritto al cuore e suona 2011 in ogni poro, senza guardare a niente di passato.
Buon ascolto.

Sullo stato della critica musicale

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C'è bisogno di critica musicale? Di qualcuno che giudichi un album?
Forse no, anche se pure di questo tratta questo blog.
Non arrivo a fare questo ragionamento su complesse basi teoriche o altro ma su banali e freddi dati.
Questo blog cresce: 50,80, anche 120 visitatori quotidiani, che per uno spazio aperto da una manciata di settimane la soddisfazione non manca.
E da persona curiosa osservo cosa cerca la gente per arrivare qui.
Quali strade, link o chiavi di ricerca usa.
E lo dico onestamente: una parte rilevante del traffico proviene da "nomeartista + megaupload/torrent".
Arrivano qui perchè cercano il disco e non un'opinione su di esso.
E questo viene da riflettere sul fatto che se ancora serve il critico cinematografico ("faccio bene a spendere i miei 7euro per il cinema?") o d'arte o la prova di uno smartphone, sull'album in fondo il passaggio si può saltare.
Trovo un nome figo, ne sento un brano o due su youtube/soundcloud e poi mi scarico tu…

Un'estate (anche) bolognese

Lessi un paio d'anni fa una (giustissima) lettera da qualche parte di una persona che lamentava la "morte" musicale bolognese nei mesi estivi, specie poi vedendo la piccola Ferrara e il suo grande Ferrara Sotto Le Stelle.
In effetti, di fronte allo splendore e alla vivacità dei locali nel periodo settembre/maggio, vi è una grande ferma in quel periodo.
Anche se...qualcosa sta cambiando.
Pareva infatti che il Botanique Festival, opera dell'Estragon l'anno scorso fosse uno sperimentale e isolato evento e invece prosegue e si aggiunge il Bolognetti on the rock, ad opera, per quel che si capisce del lokomotiv.
Con piacere, essere tutti concerti gratuiti, ecco le date più importanti...
Bolognetti On The Rock
18 Giugno: Offlaga Disco Pax
21 Giugno: Pan del Diavolo
23 Giugno: Destroyer
28 Giugno: Brunori Sas
11 Luglio: Crocodiles
21 Luglio: Washed Out
BOtanique Festival:
27 Luglio: Africa Unite
29 Giugno: Ardecore
8 Luglio: Cold In Berlin
11Luglio: Amor Fou
13 Luglio: Per…

Ascolti: Miles Kane - Colour Of the Trap

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Dunque, definiamo i confini della vicenda.
Miles Kane. Classe 86. Nel 2008 frontman dei The Rascals (onesto gruppo indie inglese), l'anno successivo il progetto applaudito (più) dalla critica (e in parte) dal pubblico dei The Last Shadow Puppets, scritto a quattro mani con Alex Turner, voce e mente degli Artic Monkeys.
I due sono pure stati compagni di stanza ai tempi dello studio e la vicinanza artistica si nota con le somiglianze tra l'ep solista di Turner e questo esordio a nome proprio di Kane, non a caso, forse, quasi contemporanei.
Cambia solo l'approccio, da una parte più intimo e sussurrato mentre in questo caso più solare e forse, impropiamente pop, ma la direzione è la stessa: la canzone d'autore inglese anni sessanta/settanta.
Pezzi con il sapore del classico, in termini non di qualità ma di suono, pezzi che hanno il sapore del vinile e della londra pre Woodstock e ancora sotto soggezione dalle opere dei Beatles (l'elegantissima My Fantasy).
Potrebbe se…

Edward Sharpe & The Magnetic Zeros

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Uno sfoglia il programma dei live dell'Hana-Bi.
Tanti nomi, uno non ricorda niente di particolare. Ed è lunghissimo: Edward Sharpe & The Magnetic Zeros. Ebbene, trattati di un disco molto particolare uscito nel 2009, frutto di una scanzonata compagine di dodici elementi capitanati da Alex Ebert, album che se si dovesse definire in una parola sarebbe: hippie.
Hippie come l'atmosfera da viaggio in autobus verso Woodstock, come l'estetica del gruppo, come le atmosfere vicine a certi Arcade Fire seduti intorno ad un fuoco e con la giusta quantità di alcool in corpo, tra momenti divertenti (la splendida Home, che ci siamo chiesti per giorni dove fosse presente e l'abbiamo poi ritrovata in un episodio di Community, serie tra le più divertenti degli ultimi anni) e riflessivi (la ballata Black Water).
Sembra solo che sia venuto a mancare il giusto interesse per questo album perchè è pervaso di buoni sentimenti e ottima scrittura musicale.
Ecco, la giusta unione tra i suon…