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Visualizzazione dei post da Maggio, 2011

Ferrara Sotto le Stelle: programma (definitivo?)

Qui si scrive da Ferrara e Ferrara Sotto le Stelle è uno, se non il, migliore festival italiano musicale.
Per qualità e eventi unici che si sviluppano, sicuro. Per cifre forse no, perchè la piazza permette quelle quattro mila persone al massimo ma ogni anno lo spettaccolo è assicurato e quest'anno abbiamo già avuto quello che forse è stato il concerto dell'anno, vedi al post Sufjan Stevens.
Dunque, oggi che si annunciano le date che dovrebbero chiudere il programma, come al solito bello ed equilibrato, segnaliamo il cast definitivo dell'edizione 2011:
3 LUGLIO: Verdena + Dinosaur JR (performing bug) + Jennifer Gentle, Aucan, Iosonouncane, Sakee Seed
5 LUGLIO: The National + Beirut
6 LUGLIO: PJ Harvey
10 LUGLIO: Skunk Anansie
15 LUGLIO: Vinicio Capossela
21 LUGLIO: Subsonica
Bands Apart Festival
22 LUGLIO: Cocorosie + John Grant
27 LUGLIO: Joanna Newsom + Josh T. Pearson.

Alcune cose interessanti, molte imperdibili.
Ci saremo per tutte le date e faremo il report di tutto...

Previsioni di un futuro divenuto presente

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Storia strana, questa.
Tutta personale, questa.
Non fosse che la soggettività diventa pretesa di obiettività, un pò come il telecronista tifoso dell'inter che si ritrova a scrivere della vittoria del Campionato della propria squadra per la Gazzetta dello Sport.
In altre parole, un paio d'anni  fa si va a vedere i Glasvegas (tutto fumo e niente arrosto e una carriera discentente nonostante alcuni brillanti pezzi contenuti nell'esordio) e ad aprire c'è una band dal nome sconosciuto di giovani ventenni che fanno ballare il piedino.
Poi tre mesi dopo sono al pomeriggio all'Italia Wave.
Poi due mesi dopo li porti tu a suonare dalle tue parti (pubblico non pagante 20 persone) e poi al Covo e poi in giro e due anni dopo sei nel tuo blog a iniziare a riparlarne, una carriera da vicino di quasi amici che pure sono uno dei gruppi più fighi italiani per alcuni semplici motivi:
un primo album che sono 11singoli11, una batteria sempre veloce, un basso spaziale e una chitarra su…

Gil Heron Scott Rip

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Poche settimane fa ci eravamo innamorati di un disco.
Nome: We're Here.
A remixare, Jamie XX, serio candidato ad essere una delle più importanti personalità musicali del prossimo decennio (naturale conseguenza se a poco più di ventanni hai già pubblicato uno degli esordi più interessanti degli ultimi tempi, quello degli XX, e per diletto fai album di remix geniali come questo).
Materiale di partenza: Gil Scott-Heron e il suo ultimo album I'm New Here.
Ora, in tuttà onesta, prima di questa splendida operazione capace di unire un ventenne inglese e un sessantenne americano, il secondo non era, per scrive, figura troppo conosciuta.
La bellezza dell'album aveva portato alla scoperta del materiale originario e poi alla scoperta della persona: musicista, rapper (non solo: tra i padri fondatori del rapper stesso), attività politico, persona, in poche umili parole, capace di fare del bene e di lottare.
I'm New Here è uscito l'anno scorso dopo una decina abbondante di anni…

Brunori Sas. Vol 2. Poveri Cristi.

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Un paio d'anni fa esordiva Brunori Sas.
Per quanto se ne sia parlato in certi ambiti è difficile spiegazione il perchè il disco non sia entrato in rotazioni ben più importanti.
Non per interesse, che su questi lidi ormai vi è un distacco completo tra vendite e interesse ma per la forte "italianità" dei pezzi.
Voglio dire ascoltare un pezzo come questo

distrugge ogni tentativo di canzone nazional-popolare-sanremese di questi anni, e se avesse partecipato l'avrebbe vinto a mani basse. Vero no? Speriamo.
Ad ogni modo, l'interesse per la questione è basso.
Perchè Brunori Sas è pronto a dare alle stampe il secondo album, esattamente due anni dopo.
Noi abbiamo trovato la copertina del disco

e alcune prime date del tour.
Soprattutto, l'Hana-Bi ci segnala di portarlo il 23 Agosto e quindi segnamo in calendario.
In spiaggia, di sera, sarà il momento di sentire il nuovo disco.
Per ora grande attesa.

Arcade Fire, un inedito. Anzi due.

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Gli Arcade Fire ripubblicano The Suburbs e ci piazzano due inediti.
Uno in solitaria (fa ridere per un gruppo di una decina di elementi) e uno con David Byrne.
Entrambi belli, non indimenticabili ma soprattutto Cultur War è puro arcadefiresound e ci mostra la differenza tra i grandi gruppi e quelli normali: i grandi gruppi fanno stare bene anche con i pezzi minori per capacità di scrittura enormemente superiori alla media.
Punto e basta.

Arcade Fire - Culture War by ListenBeforeYouBuy
Arcade Fire - Speaking In Tongues by ListenBeforeYouBuy

Ferrara Sotto le Stelle Atto1: Sufjan Stevens.

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Settecento persone circa.
Settecento persone hanno potuto vedere questo spettacolo, dopo una attesa durata sette anni in cui il nostro cantautore americano è asceso alla "fama" e ha proseguito il percorso personale con il doppio lavoro di un ep (di quaranta minuti) e The Age of Odz, svolta nel suo suono personale.
Che dire? Queste settecento persone hanno probabilmente visto uno degli eventi live dell'anno in corso.
Punto e basta.
Che dire di un concerto che inizia totalmente al buio, con un telo quasi trasparente calato poco davanti alla band e che proietta come sospese per aria gocce di pioggia mentre minuto dopo minuto tutto prende luce e si rivelano dieci musicisti, due batterie (due normali e due elettroniche) un pianoforte, tre tastiere, due coriste (e non solo), basso e gli svariati strumenti suonato dal protagonista.
Che dire di un concerto dove Sufjan Stevens riesce a intrattenere e commuovere, far saltare e far rimanere muto un intero teatro, a essere Jonsi, gl…

Delle classifiche e delle pene

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Chi scrive è uno di quelli nati con la tecnologia.
Prima vista di sfuggita, su un 286 improbabile ma che ha regalato la conoscenza dell'oggetto stesso e reso possibile il desiderio di un futuro vero computer, che fu un Pentium 150, Windows 95 e molti più problemi di quelli che ci sono oggi.
Erano gli anni del modem a 33k con le tariffe ad orari fissi (se sforavi era la fine) mentre attualmente scrivo dal mo divano su un Macbook portatile con il Wifi a velocità nemmeno allora lontanamente sognate.
A metà di questo percorso circa, metà decennio scorso, ragionavo, scrivendo per una rivista online, di un futuro scenario in cui classifiche di vendita nei negozi e vendite digitali sarebbero state diverse.
Il popolo di Internet.
Il popolo di giovani, di curiosi, nomi piccoli che vendevano e diventavano casi grazie al semplice passaparola, l'annullamento del mondo mainstream e del cartello delle radio e la semplice meritocrazia musicale.
Ora mi rendo conto che sognavo solamente.
Ora …

Vieni fuori dall'ombra, Dj Shadow

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Tutti siamo debitori di Dj Shadow, anche se non lo sappiamo, per la maggior parte.
Una carriera che segue gli ultimi vent'anni ormai, con progetti a titolo personale (tre), la presenza fissa in quell'enorme progetto che è U.N.K.L.E. (negli ultimi anni due splendidi dischi) e poi collaborazioni, remix.
Un personaggio all'avanguardia, autore nel 1996 di quello che è considerato il primo album costruito interamente su Sample (Entroducing...) e importantissima mente dietro a tanti suoni tra triphop ed elettronica/rock di oggi.
Tra l'altro in arrivo a breve in Italia con due concerti dove suonerà dentro ad una sfera capace di proiettare luci e visual.
Ebbene, c'è un nuovo album in arrivo il 5 di Settembre "The Less you Know The Better" e in anteprima è uscito un piccolo ep, tre tracce e tre remix, che anticipano i suoni.
Diciamo che i suoni sono tutti estremamente diversi: I've been Trying è una leggera ballata downtempo, Def Surround Us è una lunga suite…

Ascolti intimi: Bon Iver - Bon Iver, Bon Iver

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Il secondo album è sempre il più difficile, ce lo diceva bene Caparezza qualche tempo fa.
Ancora più vero in casi come questi: sei in un gruppo che fa tutt'altro, ti ritrovi da solo per settimane in una casa in montagna e scrivi un disco come For Emma, Forever Ago, capace di rivelare un talento fuori confine per uno dei dischi più belli degli ultimi anni.
Solo che il disco era così semplice, coeso, suonato con quei tre strumenti tre presenti nella casetta che bisogna cambiare registro e mantenere la stessa (enorme) aspettativa di tutti coloro che si erano innamorati di quei pezzi.
Sono passati quattro giusti anni ed eccoci qui a parlare del nuovo album, stesso nome dello pseudonimo del ragazzo americano.
In prima sintesi: ci siamo quasi riusciti.
A mantenere la bellezza di quei pezzi: è cambiato il registro ma in almeno la metà dell'album c'è la stessa magia pur su toni diversi.
Era già apparso splendido il primo estratto, "Calgary"  quattro minuti di cavalcata …

First Listen: Arctic Monkeys - Suck It And See

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Gli Arctic Monkeys, che si sia d'accordo o meno, sono uno  dei gruppi più importanti di questi ultimi anni.
Non fosse altro che per le masse mosse (scuse umili per questa ripetizione) ad ascoltare live e comprare i dischi della band, forse uno degli ultimi fenomeni "numerici" musicali di tutti i tempi, perlomeno vista l'ovvio futuro che con tutta probabilità porterà a scompare o quasi l'oggetto fisico musicale.
Questa in breve la loro carriera: un esordio potente e istintivo, pieno di pezzi rimasti nella memoria di tutti, un secondo prodotto e suonato alla perfezione  (e con un simbolo bomba come Brianstorm) e poi Humbug, terza opera più classicamente rock,ruvida, meno adolescenziale e più matura quanto meno immediata.
Ora arriva Suck It And See e diciamo che suona come l'età adulta.
Per definizione infatti la differenza tra età adulta e adolescenza sta tutta nel fatto che a 18anni sembra tutto incredibile, irripetibile, nuovo e non a caso si vivono esperien…

Bon Iver, inizia il percorso.

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Primo inedito, Calgary, uscito direttamente dalle mani di Bon Iver ieri.
Dopo quel piccolo fenomeno di culto chiamato For Emma, Forever Ago, storia di un anonimo musicista sconosciuto che si stacca dalla propria band e si rinchiude per settimane in una casetta immersa nella natura riflettendo su una relazione finita male e sulla propria vita.
Da quelle sessioni totalmente personali, con una chitarra, una batteria
scalcinata e tanto lavoro sulla voce, usciva uno dei migliori album del decennio scorso e Justin Vernon diventata un nome conosciutissimo.
Giustamente, perchè in un mondo normale, quel disco doveva vendere milioni di dischi.
Ad ogni modo il seguito porta in data 21 Giugno e la prima traccia estratta è qui sotto.
Che dire: lavoro sulla vice un pò diverso, produzione più importante, maggiori strumenti e uno splendido crescendo ci fanno pensare che Bon Iver possa essere riuscito nell'impresa di non replicare lo stesso disco ma anzi di alzare la posta approfittando di maggio…

Ascolti: The Kills - Blood Pressures

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I The Kills sono una cosa particolare.
Nel senso che non sai dove metterli: un bellissimo primo album in un momento perfetto, quello dove tutti ballavano Franz Ferdinand e Strokes e sembrava che si potesse riempire una discoteca con nuovi inni generazioli rock di gruppi appena usciti e ci si sentiva dentro tutto questo ed era bellissimo.
Poi la scena si è spenta (poi c'è stato l'elettronica, il dubstep, il folk...) e ognuno di questi gruppi ha proseguito il suo corso.
Alcuni si sono o si stanno spegnendo (Bloc Party, Editors probabilmente) altri sono diventati grandi (Kasabian, Artic Monkeys) e altri o meglio alcuni hanno iniziato un loro percorso senza vette nè discese.
Questo è esattamente il mondo dei Kills, aiutati da torbidi gossip (il lui dei Kills sposerà pare presto Kate Moss) e aiutati da una discografia che comunque rimane sempre interessante.
Perchè (e questo vale pure per Blood Pressure) se si è persa (è normale) l'immediatezza perfetta di alcuni momenti di al…

Damien Rice: un inedito.

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Damien Rice non è esattamente un uomo di quantità.
Due album in una decina di anni.
Però: che album!
Pochi strumenti, voce e tanta penna d'autore.
Non si sa bene se stia per tornare o chissà cosa,fatto sta che ha suonato un inedito qualche giorno fa, dal nome "Wild And Free" e si può dire senza grossi pensieri che è un pezzo strepitoso all'altezza della sua discografia.
Dunque, molto semplicemente, eccolo live:

Il vero futuro è il vinile

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Pur se di poco, ho potuto vivere le fasi fondamentali dei supporti musicali.
I miei genitori, infatti, avevano un impianto stereo con un giradischi, usato raramente e già allora debole ricordo di un meraviglioso passato.
Eravamo a fine anni ottanta, le cassette imperversavano e costavano 20-25 mila lire, con tutto quel sottofenomeno che ti portava ad avere nei negozi di dischi anche le cassette copiate a circa metà del prezzo.
Ce n'erano, di negozi di dischi, un'enormità.
Ma si affacciavano già i cd: 35-40mila lire, tantissimo, ma un oggetto esteticamente più bello, senza l'orrendo difetto di rovinarsi dopo tot ascolti, la possibilità di ascoltare nell'ordine preferito.
Erano belli i cd. Ma hanno ucciso la continuità, snaturato l'ordine con cui l'artista impostava il disco.
Poi, il mondo dell'mp3, lo sappiamo tutti. Napster, Winmx, Kazaa, Emule, Torrent, Itunes e il digitale legale.
Ora, il disco sta morendo: chi vendeva 100mila ora con 10mila è contento.

Riascolti: Sophia - There Are No goodbye

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Un annetto fa di questi tempi, per un cambio di turno non voluto, mi trovavo a perdere una serata (erano i My Awesome Mixtape qui da Zuni, Ferrara) e ad avere una uscita (non ben chiara nel motivo) con una ragazza.
Sprezzante del pericolo, scelsi nel programma della serata quello del Covo, che proponeva tale Sophia, in tour acustico chitarra e voce.
Raro caso in cui mi presentai senza esperienza ad un concerto.
Ma andò bene: due ora quasi di live emozionante, non noioso e molto intimo nella piccola saletta del club bolognese.
Ora approfittando di un ordine da finire su Amazon e del prezzo stracciato (12 euro) mi ritrovo ad ascoltare l'ultimo album di Sophia, che è poi una band e di cui ho poi scoperto essere un progetto di Robin Propper Sheppard, già attivo da ormai un ventennio sulla scena musicale, prima ancora con questi God Machine di cui tanto bene leggo ma che sembrano essere un piccolo culto degli anni novanta da riscoprire, perchè non se ne parla molto in giro.
Ad ogni mo…

I Cani

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Si parla da più parti di questo esordio, in arrivo.
Una strategia più inglese che italiana, singoli che escono nei mesi, una specie di hype, raramente avevo notato tanta attenzione per un esordio per noi che siamo quelli che al terzo album sei ancora giovane.
Il progetto è strano: una specie di indie-rock basato su metriche generazionali vicine a certi baustelle ma meno aulici.
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Velleità
I nati nell'89 hanno reflex digitali mettono su Flickr belle foto in bianco e nero.
I nati nel '69 fanno i camerieri al centro e scrivono racconti, ne hanno pubblicati due.

Le velleità ti aiutano a dormire
quando i soldi sono troppi o troppo pochi
e non sei davvero ricco nè povero davvero
nel posto letto che non paghi per intero.

I nati nel '79 suonano in almeno 2-3 gruppi e fanno musica datata.
I nati nel '59 tengon corsi di teatro, quando va bene rimorchiano le allieve.

Le velleità ti aiutano a scopare
quando i soldi sono troppi o troppo pochi
e non sei davvero ricco…

In arrivo: Death Cab For Cutie

Ognuno di noi ha uno o più artisti che fanno parte del proprio "mondo musicale", ovvero si ritrovano tra gli affini dei propri preferiti o sulle abituali riviste o consigliati dagli amici e che pure ignora.
Per qualche motivo, infatti, c'è sempre quel nome che non ti ispira, come un libro di cui la copertina non ti fa impazzire, come quel film che a pelle non ti fa venire voglia di andare al cinema pur riconoscendone l'interesse generale.
Per quanto mi riguarda, per molto tempo, uno dei miei nomi "ignorati" era proprio quello dei Death Cab For Cutie.
Fosse stato un sapore, ne avevo immaginato i suoni come qualcosa di pastoso, complesso, strumentale e avevo finito per non ascoltare mai niente o quasi.
Poi però mi sono deciso e ho scaricato acquistato Transatlaticism, universalmente considerato il loro album migliore.
E come mi sono pentito del tempo perso: gemme di pop/rock con quel mood tra il solare e il malinconico, colonna sonora ideale di un telefilm su…

Ascolti da brezza estiva: Alessi'Ark - Time Travel

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Giovanissima cantautrice, primo album alle stampe a diciassette anni sotto una etichetta grossa e la conseguente scelta, vista l'insoddisfazione, di tornare ad un mondo più indipendente.
Cantante, suona la chitarra e la batteria e per il resto viene aiutata da un quasi secondo membro effettivo Marcus Hamblett per tutto il resto.
Questo in poche parole il mondo di Aless Laurent-Marke, cresciuta nella Londra tanto amata qui e che sembra ripercorrere certe tappe di Bright Eyes, per età anagrafica e profilicità (due album e svariati ep a 20 anni non sono una cosa da tutti).
Solo vicini, invece per genere: siamo un folk pop gradevole e piacevole, con una voce soffusa (che ricorda un pò, per chi la conosce, la splendida voce della cantante dei Comaneci).
Time Travel è un bell'album, mancante forse solo di un pezzo sopra le righe ma variegato per strumenti e idee, veloce nei suoi dodici pezzi in mezzora e quindi soddisfacente perchè non vi sono nemmeno brani sottotono.
Consigliato, …

Luci a intermittenza

Ogni tanto bisogna fare un riassunto delle novità, tanto per dirsi che escono ovunque e io le racchiudo qui, che non tutti hanno tempo-voglia-interesse di girovagare per la rete.

Mondo Live:
Dopo il primo post ecco una seconda selezione delle cose più interessanti di questa italica estate.
Come sempre, nessun grande festival ma piccole buone luci isolate.

Miami  Sito Ufficiale
Il bel festival milanese organizzato da Rockit prevede

VENERDI 10 GIUGNO Massimo Volume, Le luci della centrale elettrica, Fine before you came,The Hacienda,Deluded by lesbians,Mariposa,Egokid,Colapesce,Iosonouncane,Denise,Casa del Mirto SABATO 11 GIUGNO Casino Royale,LnRipley,Ghemon + Al Castellana,Forty Winks,Ettore Giuradei,Smart Cops,Zabrisky,The Charlestones,Marco Parente,Banjo Or Freakout,Iori's Eyes,Babalot,Death in Plains,Radio Days,Be Forest,Il Cielo di Bagdad,Welcome Back Sailors,Majakovich  DOMENICA 12 GIUGNO Verdena,Il buio,Cesare Basile,The Records,Young Wrists,The Jacqueries,Plastic Made Sofa,M…

I Joy Division oggi: no cover inside.

No,no, nessun post su emuli e quant'altro.
Diciamo che Peter Hook, bassista dello storico gruppo e che ha proseguito la sua carriera su binari alterni, ripeschi un inedito, lo rimetta a lucido e lo pubblichi in un ep che include i primi lavori del suo nuovo gruppo, The Light (un nome coraggioso, è giusto dirlo).
Beh, ho aperto lo streaming con sana diffidenza e mi permetto invece di dire: diavolo, che pezzo.
Sembra di sentire i Joy Division e infatti era un loro pezzo, anche la grinta vocale è la stessa, gli strumenti girano che è un piacere e allora è amore, è bellezza ed è emozionante come fosse davvero oggi il giorno che esce il nuovo singolo di questa band morta troppo in fretta o forse no, perchè così ha costituito la sua leggenda.
Dunque, audio a palla, bentornati a fine anni settanta, quando Curtis viveva ancora.
Joy Division - Pictures In My Mind by ListenBeforeYouBuy

Ascolti futuribili: The Vaccines

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E' un ciclo che sembra non esaurirsi mai, quello inglese.
Mese dopo mese, anno dopo anno, viene fuori qualche nome buono, che piazza uno o due singoli e subito calamita l'attenzione delle riviste (vedi NME, ma non solo) poi a distanza di qualche mese un album, il primo, con tanti live.
E poi, dopo poco o tanto il secondo album spesso vissuto distrattamente, perchè si guarda sempre al nuovo, tranne in quei casi in cui la band ha davvero valore (o un motivo x per parlarne, anche, si, a livello di gossip).
Non che ci dispiaccia: tra le tante meteore (spesso autori di perlomeno godibili dischi al netto dell'hype inverso, quel fenomeno che spinge molti intellettuali a ignorare ciò di cui si parla parla) ci sono sempre belle cose.
Ad esempio, in questo fulmineo esordio dei Vaccines (primo demo pubblicato nell'estate 2010, album uscito da poche settimane, notare la cronologia) c'è quella freschezza brit-pop che sembra uscire direttamente dalle terre inglesi per natura, q…