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Visualizzazione dei post da Aprile, 2011

Ascolti di seconda mano: The Kings of Limbs - Radiohead

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Un ascolto volutamente ragionato e tardivo.
Perchè se sono gli stessi artisti, in questo i caso i Radiohead più di altri, a rivoltare le regole del mercato discografico, noi ci permettiamo di non dare seguito a quella frenesia di opinione che pervade il web, dove spesso un disco viene stroncato dal singolo o da un primo distratto ascolto.
Anche perchè parliamo, piaccia o meno, della band più importante di questi ultimi anni, che poi ormai sono almeno una quindicina, l'unica in grado di dare alla luce una discografia variegata, coraggiosa, fuori dagli schemi, coinvolgendo un grande pubblico.
Così, dopo il bel In Rainbows, il quintetto inglese dà alla luce con un preavviso di pochi giorni un album, che poi è un grosso ep: The Kings of Limbs.
La notizia è questa: l'avevano detto di volere smettere con il percorso album-tour-album-tour e infatti regalano otto pezzi, più i due appena usciti per un vinile in poche copie in occasione del Record Store Day.
Noi li consideriamo opera u…

Ascolti: Fleet Foxes - Helpness Blues

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Ci sono periodi, ondate.  La musica va a cicli. Di esordi e di secondi dischi. Per dire, l'ondata rock dei primi anni 2000 è già sparita (Strokes, Bloc Party, Artic Monekys, Editors, Interpol,Hives, Libertines ecc ecc) e invece ora si stanno muovendo le file dei secondi album di svariati interessanti esordi di due o tre anni fa. Abbiamo già detto con convinzione dei Pains of Being Pure at Heart, che hanno fatto un disco delizioso. Parliamo invece ora dei Fleet Foxes. Quando si spellavano tutti le mani per il loro esordio, avevamo mantenuto un certo riserbo su una formula funzionale per uno o due pezzi, meno su un album, ancora più su una carriera intera. Anche se una Wihite Wyinter Hymnal faceva emozionare. Così ci siamo buttati all'ascolto, ben ispirati da un pezzo rilasciato nei mesi precedenti,quel Helpness Blue che dà il titolo all'album (e che è qua sotto in streaming, con la sua pregevolissima seconda parte). E l'ascolto è soddisfacente: migliori suoni, meno "abbozzi…

Suoni, trip, incastri, geometrie.

C'erano i Battles, il Math-Rock, i Foals (sottovalutati, ricordatevelo).
E poi c'è lui, da oggi.
Otomata.
Trattasi di sequencer di note.
Impossibile non perderci ore, e non ringraziatemi.

Voglio entrare anche io nel trip e clicco qui

Dovessi,oggi.

Dovessi oggi, vender dischi in Italia, cambierei mestiere.
Probabilmente, nemmeno aprirei e se l'avessi fatto, mi chiederei il perchè di tale scelta.
Perchè io, che pure faccio l'infermiere e di missioni me ne intendo (e che pure di professione e non di missione voglio sentire parlare) mi rendo conto che sarebbe un'impresa, un folle tentativo di fare sopravvivere qualcosa che sta sfuggendo da questa epoca.
Siamo inondati come mai di musica, eppure non la possediamo.
Un concetto unico nel mondo dei media e delle arti: il film lo si vede, lo si possiede (in dvd, blu-ray, divx, si pure così) un libro ancora si compra, si sfoglia e se anche è inchiostro virtuale (alla fine ci stiamo arrivando) rimane sempre un libro, lo leggi, attento alle parole.
Il quadro lo vai a vedere, una foto la fai, la osservi, ne studi le angolazioni e l'arte che viene dietro.
La musica invece si permette di stare in sottofondo: in automobile, mentre corri, mentre dai l'aspirapolvere, durante …

Ascolti: James Blake

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A distanza, una recensione viene sempre meglio.
Perchè si spoglia di hype, attese, emozioni del primo ascolto, si ha la conoscenza del disco senza la necessità di parlarne.
Quindi eccoci qui: a parlare di un disco seminale, un esordio importante.
Non ci interessa quale sarà il seguito, non ci interessa se come per Block Party (soprattutto) o Interpol (con qualche eccezzione) il resto della carriera sarà una lenta anche se onorevole discesa, perchè si tratta di un preciso momento in cui questo ragazzo inglese ha trovato la formula perfetta.
Ha messo insieme Anthony And The Johnson (nella voce) Bon Iver (nell'attitudine) il dubstep inglese che sta finalmente uscendo allo scoperto incontrando la formula canzone e non la sperimentazione fine a sè stessa (era successo raramente in passato) e pure una certa attitudine soul.
Dunque: una cover strepitosa, di Feist, quella Limits to Your Love che diventa oscura, dolente, con bassi che fanno tremare tutto se avete un impianto degno, ma non…

Tre nomi, Italia, tre.

Ci sono scene e momenti inevitabilmente, nella musica.
C'è un momento in cui Dente, Beatrice Antolini e i My Awesome Mixtape sono "nuovi" e hanno le copertine delle riviste specializzate e poi ci sono momenti in cui questi artisti sono già "vecchi saggi", con un loro pubblico ben definito e per quanto ci paia da poco, non sono più novità da scoprire se non da certe riviste (meno) specializzate che ne parlano ad un pubblico più generalista (senza creare chissà quale interesse ovviamente, perchè ci sono artisti che non faranno il grande salto, non in un'Italia congelata da vent'anno tra Vasco, Ligabue e Berlusconi).
Dunque, potendo dire oggi tre nomi per il futuro, di chi potremmo parlare?
Angolo cantautorale, che siamo ben dispiaciuti, nonostante i contatti, di non avere potuto portare qualche mese fa a suonare dalle nostre parti, diciamo Dimartino.
Un disco italiano, nel senso buono del termine, di quella tradizione attenta alle parole e agli arrangiame…

L'Italia estiva.

In Italia, si sa, siamo l'unico paese europeo probabilmente a non potere avere un festival musicale.
Parliamo di una manifestazione di 3-4 giorni, con quelle cento circa band che si suddividono in 2-3-4 palchi e suonano dalle due del pomeriggio alle due di notte, con migliaia di persone accampate che ascoltano.
Ce ne sono in Spagna, Francia, Inghilterra, Scozia, Germania, Svizzera, Austria, Slovenia, Belgio, Malta e altri ma non in Italia.
L'unico sarebbe l'Italia Wave, ma sta morendo a livello di programmazione e soprattutto rimane ad un palco solo (ma almeno suonano tutto il giorno).
Ci sono però cose belle, rassegne o giornate, facciamo ora una selezione ragionata per fare il punto della situazione ad oggi.
Per affinità di chi scrive, rimaniamo nel centro-nord, anche per esperienze dirette.

Ferrara Sotto le Stelle Sito Ufficiale
Piccola piazza da 4-5 mila persone, una storia ultradecennale, live all'ombra di uno splendido castello e l'atmosfera tranquilla della c…

We Need a Myth, or not.

Qualche anno fa recuperai un disco che tutte le recensioni davano per splendido.
Black Sheep Boy, ad opera di codesti Okkervil River.
Lo aspettai per parecchio direttamente tramite un negozio di dischi, pur ben fornito, che me lo fece arrivare.
Altri tempi musicali, nemmeno poi così lontani.
Mi appassionai così a questa band così intimista, dolente, che raccontava di un'America piena di sentimenti e storie.
C'era un pezzo, For Real, un autentico capolavoro.
Li vidi poi, in solitaria, in un periodo malinconico della mia esistenza, all'Estragon e fu una festa, per orecchie e cuore. Scoprii che erano in realtà molto nerd, quello sfigatino dei primi Radiohead, quel gruppo di amici che poi ti toglie il fiato in certe versioni acustiche e allo stesso tempo (vedi due album successivi) ti fa sorridere e stare meglio. Vedi alla voce Lost Costlines, uno dei pezzi più belli del decennio passato, almeno.
Il nuovo album "I Am Very Far" è in uscita nei prossimi giorni e ascolt…

Al Lupo, al lupo: Patrick Wolf sta tornando.

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Qualche anno fa, difficile dire quando ma probabilmente almeno sette o otto, presi Blow Up, nota rivista "d'avanguardia" (nel senso che recensisce centinaia di dischi ogni mese e di ogni genre e che anche chi ha un'ottima conoscenza musicale inevitabilmente trova almeno la metà dei nomi sconosciuti).
Si parlava di nuovo cantautorato, giovani di venti o anche diciotto anni che già facevano i numeri.
Me lo ricordo bene: era un gran articolo, scritto meravigliosamente e c'erano tre nomi: Bright Eyes, Patrick Wolf e...il terzo non lo ricordo (ci diremo che era Get Well Soon, anche se non è vero, perchè ci piace metterlo nella tripletta, ma di lui riparleremo più avanti).
Se Bright Eyes splendette su tutti per qualche anno, salvo poi mantenersi su livelli dignitosi, Patrick Wolf dà l'idea di essere ancora in rampa di lancio, forse perchè più elettrico, capace di essere allo stesso tempo un nuovo David Bowie, un bambino, un grande autore di ballate e pezzi strepito…

Un Festival, live. A Casa

Senza tanti giri di parole, abbiamo la possibilità di vedere il Coachella live.
Semplicemente dal sito, tutte le esibizioni, in streaming.
Con un cartellone impensabile, tra i più grandi e importanti del mondo.
Ed essendo al di là dell'oceano, pochi ci saranno potuti andare e quindi godiamoci questa inedita possibilità (e speriamo che la replichino anche in Europa...)

Il Coachella. Live.

L'Eden dei Subsonica: il live.

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Ci sono i Subsonica su disco e i Subsonica dal vivo. I primi, dopo l’ottimo L’Eclisse (pare quasi non si sia capito, era un gran disco, probabilmente il migliore loro dopo Microchip Emozioanale) sono in calo o perlomeno l’ultima uscita, Eden, non soddisfa pienamente, arrivando ad un 6 stiracchiato per qualche bel brano e per la buonissima (come sempre) produzione che regala ottimi suoni, ma con un songwriting è in calo, liriche meno ispirate e quindi un risultato sotto i picchi raggiunti in passato. Diverso il discorso sul palco: da anni ormai i cinque di Torino sono tra i migliori esponenti live italiani, frutto di un ottimo suono, di scelte visive e sonore sempre interessanti e al livello di produzioni ben più importanti per numeri (si pensi alla gabbia di luci del precedente tour) di un pubblico ormai eterogeneo e che li segue, canta, poga, balla, salta senza fermarsi per le due ore (abbondanti, a dire il vero) di concerto. E’ quindi una grande festa il concerto di chiusura di que…

Record Store Day

Nel 2007 se lo sono inventati  (quasi) per scherzo, oggi ne parlano pure i quotidiani nazionali e quindi ci vogliamo credere, che questo Record Store Day, giornata dedicata all'oggetto fisico musicale, specie al vinile, abbia un senso.
Quel che succede, sicuramente è che esce di tutto.
Lista di cosa esce, ebbene si.

Edizioni limitate, remix, edizioni delux, inediti, il mondo musicale, in particolare quello "indipendente" lo celebra alla grande.
Saremo scontati, ma scegliamo un vinile uscito oggi in mille copie (che non abbiamo la fortuna di possedere fisicamente, peccato) e cioè Supercollider / The Butcher, due inediti dei Radiohead, stampati in mille copie, nelle orecchie in questi precisi momenti.
Pare molto bello, a livello di Kings of Limbs, in particolare Supercollider, che lasciamo in ascolto qui sotto, direttamente da un rip su vinile, qualità non altissima, ci sarà di meglio, ma l'importante è essere qui, ora e oggi a celebrare questo giorno, ironicamente con …

Riflessioni

Riflettiamoci, davvero.
Pare assurdo tutto questo clima di reunion.
Alcune cose belle, per carità, mi vedrei volentieri i Primal Scream che rifanno Screamedelica tutto.
Però c’è questo strano fenomeno di hype e hype di ritorno.
Mi spiego: c’eravamo tutti a vedere Anna Calvi al Lokomotiv (sold out) così come c’eravamo tutti a vedere gli XX al Covo l’anno scorso (soul out più duecento persone fuori).
E ci sono tutti (un altro mondo) a vedere gli Skunk Anansie oggi, ci sono tutti a vedere gli Strokes ora, headliner come l’anno scorso fu per la reunion per una sera dei Libertines o l’anno prima di quella dei Blur.
Che certe cose vanno pure bene, per carità, ma pare che in queste cose, a volte, ci sia più la ricerca dell’evento che l’evento stesso.
Io non mi spiego perché band che facevano duecento persone, si sciolgono e dopo dieci anni ne fanno mille, non sta nulla giusta cronologia delle cose.
O fa come se facendo fatica ad avere oggi “cose importanti” da vivere, ci creassimo hype di r…

L'uomo più alto della terra

Il 25 Maggio, in spiaggia. Ovviamente Hana-Bi, Marina di Ravenna.
Live, The Tallest Man on Heart.
Sarebbe un consiglio, di quelli sottobanco.
Sarà una delle date più belle, perchè nello scenario della spiaggia al tramonto, si sa, certe cose rendono meglio di altre e un concerto affollato di persone (ce ne saranno) sedute tutte intorno ad un uomo con solo voce e chitarra, è una di quelle cose che possono scivolare in fretta dall'interessante all'indimenticabile.
Aiuta poi che ad esibirsi sia l'uomo più alto sulla terra, geniale  pseudonimo di Kristian Matsson, un ep nel 2006, uno sfolgorante esordio nel 2008 "Shallow Grave" e ritornato l'anno scorso con il secondo album, The Wild Hunt.
Voce intensa e chitarra sotto, un senso di rilassatezza e allo stesso tempo intimità difficile da trovare facilmente nel panorama musicale, non a casa parliamo di uno svedese che si è riuscito a fare un nome a livello mondiale.
Bene allora, il negoziante vi lascia un brano su cu…

Lcd Soundsystem, Franz Ferdinand, cover e addii.

James Murphy ci ha lasciato, lo sappiamo ormai.
Con un concerto al Madison Square Garden di proporzioni epiche (più di tre ore, ospiti, praticamente ogni pezzo suonato), il progetto Lcd Soundsystem si è congedato.
Forse al meglio: al top per visibilità e al primo (leggero, non troppo) calo d'ispirazione il nostro ragazzone ha pensato di dedicarsi ad altri progetti.
Bene, dunque, lasciamo un nome importante (si voglia o no) per un intero decennio di musica.
Uno degli ultimi regali esce tra pochi giorni, per il Record Day Store, giornata in cui tutto il mondo indipendente celebra "il vecchio negozio di dischi".
Un tema affine a questo blog, ampiamente affine.
E quindi ecco che Lcd Soundsystem fa brillare un pezzo dei Franz Ferdinand, Live Alone, facendolo suo, rendendolo il doppio più lungo, sensuale, delicato.
E quella lunga coda finale che sembra l'abbandonare di un palco, un ennesimo saluto e un ennesimo ringraziamento.
Video: Lcd Soundsystem "Live Alone" (…

Report Live - Anna Calvi @ Lokomotiv (Bologna)

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Capita raramente un'occasione così.
Anche nel veloce 2011, dove fai parlare di te per qualche cover nell'anno precedente, esci con il primo album ad inizio anno e ti ritrovi ad aprile a fare il primo tour in Italia, nel piccolo ma sempre accogliente Lokomotiv bolognese.
Quindi capita la fortuna di assistere alla nascita di qualcosa.
Dopo una (pessima) apertura di Marcella dei Blake/e/e con il suo progetto solista Bemydelay, arriva sul palco intorno alle 23 la nostra ventinovenne cantante inglese.
Due le anime sul palco: una aggressiva, la voce, la minica facciale, il corpo avvolto in un intenso sforzo e i pezzi vicinissimi (no, osiamo, meglio) alle versioni su disco.
L'altra quella innocente e molto poco show (wo)man della ragazza, timida e con un sorriso ingenuo che spesso arriva a ringraziare e poco più, interagendo poco con il pubblico, se non verso la fine.
E' una fotografia interessante, quella di un'artista non ancora coinvolto dai manierismi e dagli spesso m…

Il nuovo singolo degli Arctic Monkeys

Ce lo regala Pitchfork e segna un altro appuntamento nel ritorno di Alex Turner e soci.
Dalle anteprime della tracklist al piccolo ep solista del frontman, dalle date live (in Italia a Settembre per l'I-day Festival) i prossimi mesi sono tutti per loro...

http://pitchfork.com/news/42166-listen-new-artctic-monkeys-single

Le prossime uscite...

Dunque, di che si parlerà nelle prossime settimane?
Il vostro negoziante inizia a consigliare questa listona, sono le sue scelte su cui puntare l'interesse nei prossimi mesi...

12 aprile
Cass McCombs: Wit's End [Domino]Elbow: Build a Rocket BoysJoan as Police Woman: The Deep FieldTV on the Radio: Nine Types of Light16 Aprile  Record Store Day
The Dodos: "So Cold" 7" [French Kiss]Franz Ferdinand: Covers EP [Domino]Radiohead: "The Butcher" b/w "Supercollider" 12" [self-released]19 aprile
i'm From Barcelona: Forever Today [Mute]Kode9 and the Spaceape: Black Sun [Hyperdub Records]26 aprile
Tied & Tickled Trio and Billy Hart: La Place Demon [Morr MusicWhoMadeWho: Knee Deep [Kompakt] The Wombats: Proudly Present This Modern Glitch [Bright Antenna] 3 maggio
Architecture in Helsinki: Moment Bends [Cooperative/Downtown/Modular]Fleet Foxes: Helplessness Blues [Sub Pop]10 maggio
Okkervil River: I Am Very Far [Jagjaguwar]Wild Beasts: Smother [Domin…

Il dolore dell'essere puri di cuore (e bravi a suonare)

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Ci era piaciuto molto l'esordio, sin dal nome, The Pains Of Being Pure At Heart e non c'erano proprio dispiaciuti nemmeno live all'Hana – Bi. E ora siamo di fronte al secondo album di questa giovane band che aveva dato buoni segnali l'anno scorso con un piccolo Ep che ne testimoniava la buona forma artistica. E infatti Belong prende il meglio dell'esordio, ci aggiunge una produzione più corposa e ci riporta in maniera ottima in certi anni 80 e 90, atmosfere shoegaze tra Smashing Pumpkins e Cure, come nel pezzo che vi segnaliamo, My Terrible Friends. http://www.youtube.com/watch?v=RY98jwxkNVU http://www.thepainsofbeingpureatheart.com/

Unioni improbabili (e dunque riuscite)

Gil Scott-Heron è un poeta e musicista statunitense, conosciuto principalmente per i suoi lavori della fine degli anni sessanta e inizi degli anni settanta come autore di spoken word, cioè di poesia recitata su basi musicali, insieme al suo attivismo militante afroamericano. Jamie XX è uno, appunto, degli XX, la principale mente dietro ai suoni. Succede che Heron torni nel 2010 dopo undici anni di silenzio con I’m New Here e che Jamie Xx ci metta le mani e lo trasformi in un disco di remix “We’re Here”, che suona come gli XX con alla voce un attivista politico di colore, che suona black, soul, dubstep. Capolavoro, suoni fantastici. http://www.werenewhere.com/

Caparezza - Il Sogno Eretico

Personaggio ormai sdoganato alle masse ma sempre fedele a sé stesso in un percorso personale e sempre almeno interessante, Caparezza giunge al nuovo lavoro “Il Sogno Eretico” in piena forma. Stiamo ascoltando da qualche giorno il nuovo album e ci sembra solo lievemente inferiore a quel Le Dimensione del Mio Caos che ne aveva sancito la definitiva maturazione. Meno concept e più raccolta di canzoni, contiene la solita varietà musica e l'ottima dialettica espressa nei versi. Da ascoltare e vedere live se potete, che ne vale la pena. http://www.caparezza.com http://www.youtube.com/watch?v=l70t0QqMZjA

Radiohead. Ora.

Così alla fine, da un giorno all'altro.
Abbiamo aperto un sito, una webzine, un forum o anche un quotidiano forse e abbiamo letto che di lì a pochi giorni usciva il nuovo album dei Radiohead.
King of Limbs, otto pezzi, trentasette minuti circa. Un primo trascinante estratto con un Thom Yorke invasato come quasi mai davanti alle telecamere.
Qualche giorno dopo ne parliamo bene: una specie (sembra) di doppio Ep, una prima parte elettronica, erede di tanti ascolti della scena dubstep inglese suonata dal gruppo di Kid A, come se Idioteque avesse dieci anni fa dato il via a tutto, una seconda più intima, più In Rainbows, emozionante, dolce.

http://www.youtube.com/watch?v=cfOa1a8hYP8
http://www.thekingoflimbs.com/

E il non sapere scrivere pezzi brutti, The National.

Ormai sdoganati, ormai fanno sold out (speriamo lo ripetano a Ferrara Sotto le Stelle, cornice magnifica per loro), i The National vivono da qualche tempo la splendida abitudine di non sapere scrivere un pezzo brutto.
Spesso bellissimi, a volte belli, mai banali, noiosi, inutili.
Lo dimostra questo inedito dalla colonna sonora di "Win Win" film indipendente in uscita in queste settimane (all'estero, ovviamente).
Che dire, inchino.


The-National - Think-You-Can-Wait by ilnegoziante